Sorprese al vertice: Juve, pari faticoso a Cesena, Roma bloccata in casa dal Parma, Napoli battuto. Tiene banco il caso Lotito

Sorprese al vertice: Juve, pari faticoso a Cesena, Roma bloccata in casa dal Parma, Napoli battuto. Tiene banco il caso Lotito

In una domenica dai risultati scontati in partenza, succede il triplo  imprevisto:  le ultime due  fermano le prime due e il Palermo fa fuori il Napoli.  In testa generale rammarico perché nessuna squadra  è riuscita ad approfittare del passo falso dell’altra e tutte, ora,  si mordono le dita.

Juve al piccolo trotto. Una Juve così negativa quest’anno non s’era mai vista e, alla fine, il punticino conquistato a  Cesena è risultato più che prezioso,  perché  l’undici di Allegri ha rischiato di brutto prendendo due gol (contro i 10 nelle precedenti 22 partite….) dopo aver giocato svogliatamente, subendo l’avversario per lunghi tratti, sciupando il rigore decisivo e facendosi  rimontare dopo aver ribaltato l’iniziale svantaggio. Ce n’é fin troppo per essere insoddisfatti per la prestazione della prima della classe in casa della penultima e questa partita non rappresenta un buon biglietto da visita per l’incontro di Champions di mercoledi contro il Borussia.

Roma fischiata: brutto segno.  Con estrema franchezza, al termine dell’incontro,  Garcia, ha dichiarato che se si vogliono nutrire ambizioni non si può non vincere con l’ultima in classifica: purtroppo, la Roma non c’é riuscita e il clima non è dei migliori.   E’ tornata la pareggite (quinto pari consecutivo in casa) e questo, ormai,  non sembra più un malanno bensì una patologia alla quale sembra contribuire lo stesso allenatore con alcune scelte apparse discutibili, come quella di gettare subito nella mischia i due ivoriani Gervinho e Doumbia reduci dalla coppa d’Africa, il secondo, poi, definito dallo stesso, stanco per il lungo viaggio Abijdian-Mosca-Roma, ma prima non si sapeva ?  La selva di fischi finale manifesta la delusione dell’appassionata tifoseria giallorossa perché  i sette punti di vantaggio della Juve continuano a permanere a causa  dell’ennesimo,  inaspettato  passo falso contro squadre di levatura medio bassa e questo è troppo. Non è consolante per i tifosi aver guadagnato un punto al Napoli  e  se non si fa risultato in settimana neppure contro il Tottenham, non vorremmo essere nei panni di Garcia….   Intanto onore e dignità ai giocatori del Parma che, nonostante la precarietà societaria, hanno fatto in pieno il loro dovere e, con l’aria che tira,  non è cosa da poco.

 

Disfatta  Napoli    Dopo quattro vittorie consecutive e un’enormità di elogi, il Napoli crolla miseramente a Palermo,   con un punteggio sonoro (3-1) ma, soprattutto, con un gioco preoccupante. Merito dell’avversario sicuramente perché il Palermo,memore  della batosta di s. Siro con l’Inter,  ha sfoderato una prestazione che, di forza e per merito, lo ha  catapultato in zona europea, con  i suoi gioielli Dybala e Vazquez che  hanno annichilito i partenopei.  Ma il Napoli, quel Napoli che rincorreva addirittura il secondo posto dov’era rimasto ? Troppi uomini  con la testa altrove e persino Higuain è stato coinvolto nel marasma generale, nel quale l’unica nota positiva è venuta da  Gabbiadini, autore della terza rete consecutiva ma entrato solo nella ripresa, perché ?   Il Palermo è autorizzato a sognare, il Napoli, persa l’occasione per avvicinarsi alla Roma, deve fare un bagno di umiltà e riscattarsi subito fin da martedì nella trasferta  turca contro il Trabzonspor.

Ecco la Fiorentina.   Spumeggiante più che mai, piacevole a vedersi, vittoriosa alla grande:  questa è la Fiorentina, al quarto posto e ormai a quattro lunghezze dal Napoli, dopo la vittoria in casa del Sassuolo, dove anziché Zaza si è rivisto un Babacar (doppietta) spettacolare il cui rientro ha subito colmato il vuoto in attacco viola.

….e pure la Lazio. Vincendo a Udine contro una Udinese in calando, la Lazio, dopo due sconfitte, si risolleva in classifica e anche nel morale; è stato sufficiente il rigore di Candreva  per portare a casa tre preziosi punti, difesi con ordine per circa un’ora. Poco spettacolo ma l’importate era riprendersi e, alla fine,  questo conta.

Inter sì, Milan no.  Stravince alla grande l’Inter a Bergamo (4-1), grazie alla ritrovata vena di Guarin (doppietta) e, dopo il successo col Palermo, sembra avviata sulla buona strada.  Da dove, invece, pare allontanarsi sempre di più il Milan che, fermato sul pari casalingo da un meritevole Empoli e fischiato dalla tifoseria, ha, ancora una volta confermato di non avere un gioco e non potrebbe essere diversamente visto che Inzaghi ha mandato in campo la ventitreesima formazione, arrangiata alla bene e meglio per le assenze. Altro che vincere tutte le 16 partite restanti, come aveva affermato il tecnico milanista per entrare in area europea, di questo passo e in questa precarietà generale,  forse sarebbe  meglio pensare a mettersi al sicuro, guardandosi alle spalle.

Le altre.  La Samp è in rovinosa caduta libera, non vincendo da quattro partite, Eto’o esordisce ma non incide sulla sconfitta col Chievo. Il Torino ha fallito il salto in alto facendosi bloccare da un attento Cagliari che ha mantenuto le distanza dal Cesena, rosicchiando un punto ad Atalanta e Verona, quest’ultima surclassata da un Genoa super (5-2, con doppietta di Niang, l’incompreso al Milan….).  Secondo successo consecutivo del Chievo che, almeno per ora è fuori dalla zona calda.

Lotito super omnes.  Ma sui mass media impazza il caso Lotito a causa della pubblicazione di una telefonata registrata nella quale il presidentissimo laziale, nelle vesti di Consigliere Federale, ne dice di tutti i colori contro persone, squadre, situazioni calcistiche ed economiche. Insomma ce n’é per tutti, sia nella forma che nella sostanza.  Evitiamo di riportare gli epiteti e gli appellativi che Lotito ha appioppato ad alcuni personaggi, limitandoci solo ad esaminare e condannare il discorsetto relativo al ” è meglio che le piccole squadre non siano promosse in serie A perché non sarebbero portatrici di quattrini dagli sponsor”.  Sotto l’aspetto meramente economico, è chiaro che sarebbe più conveniente la promozione del Bologna o del Catania piuttosto che quella del Carpi o del Frosinone, trattandosi di differenti bacini di utenza ma, da che  calcio è calcio, è stato sempre e solo il verdetto del campo a decidere le classifiche finali con le relative salite alla massima serie e non è pensabile che possano esserlo,  ora, secondo i riservati comandamenti di Lotito,  il numero degli abbonamenti delle pay tv e, quindi, le relative sponsorizzazioni.

Il tifoso  comune, allo stadio o a casa, segue il calcio come sport, come attaccamento ad una maglia, ad una squadra, ad una storia, lasciando fuori gli interessi economici. Peccato che Lotito, da bravo amministratore come si  professa di essere, da anni,  non abbia proposto che, diminuendo le entrate, sarebbe necessario tagliare le uscite che, nella fattispecie, sono indirizzate solo ad ingrassare giocatori nababbi, milionari a vent’ anni.  Preferiamo vedere squadre provinciali come Cesena, Empoli e Parma che danno lezioni di calcio a Juventus Roma e Milan in serie A, con stipendi equi e ragionevoli arrotondati solo dal premio partita, piuttosto che osservare in A le solite 20 città che si spartiscono la gigantesca torta-TV, non lasciando nemmeno le briciole ai peones della domenica, quelli che Lotito vorrebbe  eternamente confinati nelle serie inferiori.

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