Sfratti. Persone cacciate di casa, ma per il ministro Lupi il problema sarebbe risolto

Sfratti. Persone cacciate di casa, ma per il ministro Lupi il problema sarebbe risolto

Daniele Barbieri è il segretario generale del SUNIA.

Con un comunicato trionfalistico il ministro Lupi ha annunciato la ripartizione tra le Regioni del finanziamento per il 2015 di 100 milioni per il Fondo di Sostegno all’affitto affermando che “questa è la prova che si può e si deve affrontare il disagio abitativo in modo concreto, senza continuare a rinviare il problema come si è fatto per lunghi anni con la proroga degli sfratti, che ha dimostrato di non essere uno strumento risolutivo dell’emergenza, anzi che ha solo protratto l’emergenza”.

È proprio perché siamo convinti che servano atti concreti per dare una risposta a questi cittadini che l’entusiasmo del ministro è fuori luogo.

Il Ministero dovrebbe sapere che il Fondo di Sostegno all’affitto è destinato ad aiutare gli inquilini con un regolare contratto di locazione che hanno difficoltà a pagare l’affitto.

I cittadini con lo sfratto per finita locazione che non hanno più la proroga ovviamente non hanno un contratto di locazione, ma debbono lasciare l’appartamento in cui vivono, quindi l’eventuale contributo che gli verrebbe concesso dovrebbe essere subordinato alla stipula di un nuovo contratto di locazione per un alloggio diverso, ammesso e non concesso che sia possibile trovare sul mercato affitti compatibili con i redditi di queste famiglie che, lo ricorda lo stesso Ministero, debbono avere i seguenti requisiti: reddito annuo familiare inferiore a 27.000 euro; che siano o abbiano nel proprio nucleo familiare persone ultrasessantacinquenni, malati terminali o portatori di handicap con invalidità superiore al 66 per cento, purché  non siano in possesso di altra abitazione adeguata nella Regione di residenza nonché con figli fiscalmente a carico.

Anche i comuni più virtuosi non riescono ad erogare i fondi

Nel frattempo, sempre per rimanere nella concretezza cara al ministro ed anche a noi, queste famiglie possono venire messe tranquillamente in mezzo alla strada, come sta avvenendo. E non è sufficiente mettere dei tempi ristretti per l’erogazione del contributo come viene riportato dalla nota del Ministero, perché la realtà e la concretezza dimostrano che anche i Comuni più virtuosi non riescono ad erogare i contributi prima di un anno dalla ripartizione del Ministero.

Ed a proposito di tempi, ricordiamo al ministro che ancora debbono essere ripartiti tra le Regioni i Fondi per il recupero degli alloggi pubblici inutilizzati (circa 16.000) che dovrebbero essere assegnati in via prioritaria a queste famiglie e che, visti i bassi redditi, probabilmente rappresentano la vera soluzione.

Il Decreto Legge che stanziava i Fondi è del marzo del 2014, sono già passati 11 mesi. Anche ipotizzando la ripartizione tra le Regioni entro pochi giorni, i primi alloggi non saranno pronti prima di un anno (a voler essere molto ottimisti). E non saranno 16.000 perché il ministro dimentica sempre di dire che i 467 milioni stanziati sono distribuiti in dieci anni.

Sono questi i fatti concreti che dimostrano che la proroga è necessaria per trovare e far funzionare le soluzioni.

Invece di lanciare i messaggi al “mercato” sulle spalle dei più deboli è a questi ultimi che il ministro dovrebbe dare un segnale.

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