Serracchiani assolda i “responsabili” per assicurare voti al governo. Un’invenzione del pregiudicato

Serracchiani assolda i “responsabili” per assicurare voti al governo. Un’invenzione del pregiudicato

Se ne sentono di tutti i colori in questi giorni post elezione del Presidente della Repubblica. In particolare, sono esponenti di prima grandezza del Pd che, presi da euforia per la disfatta delle truppe berlusconiane che si ritirano dal patto del Nazareno, non si rendono conto di quello che dicono. O meglio, un giorno dicono una cosa e il giorno dopo ne dicono un’altra. Fra questi, la vicesegretaria Debora Serracchiani si aggiudica il primo premio, quasi irraggiungibile anche se il presidente del partito, Orfini Matteo, la segue a ruota. Tutti i renziadi, a partire dal premier, tirano un respiro di sollievo per la rottura del patto del Nazareno da parte del pregiudicato e dei suoi giannizzeri. Finalmente, dicono, siamo liberi da Brunetta. Intanto, sarebbe bene che andassero con i piedi di piombo, perché pare non sia proprio una rottura ma una specie di stop & go. Il patto non viene smantellato del tutto. Si valuterà legge per legge.

Perché Renzi aprì le porte del Nazareno all’ ex cavaliere

Allora sarebbe bene che lo stesso Renzi, sostenitore di “senza il berlusca è meglio”, spieghi per quali reconditi disegni aprì le porte della sede dl Pd al pregiudicato, rompendo il partito. Quali interessi vennero messi in campo per una operazione di cui ancora non si conosce quale fosse il contenuto. Non solo. A Serracchiani ci vien da chiedere se, quando affermava che “senza Berlusconi non si elegge il nuovo Capo dello Stato”, era in possesso di tutte le facoltà mentali. Ma c’è di più, ora scopre che, forse, i voti dei berlusconiani sono davvero serviti per far passare leggi orribili, quella elettorale, la riforma costituzionale.  Le si accende la lampadina e lancia i “responsabili”. Nei giorni scorsi, una “voce” aveva fatto circolare la possibilità della creazione di un gruppo parlamentare , “Orizzonte 2018”, a sostegno del governo. La vice segretaria del Pd, intervistata da La Telefonata su Canale 5, afferma “Io non escludo che la consapevolezza che tanti parlamentari hanno acquisito il giorno dell’elezione del Capo dello Stato li renda consapevoli (qualche confusione di lingua italiana, ndr) della responsabilità che hanno da qui al 2018″. Ecco il richiamo alla “responsabilità”.  Le domandano: i numeri di Forza Italia non sono stati necessari n passato? Risposta: “Sì, ma non credo lo saranno più”. Allora perché i “responsabili”? Se per caso se ne andasse anche il Nuovo centrodestra,  garantirebbero la prosecuzione del governo fino al 2018. Ma sa la vicesegretaria del Pd che  prima di lei ai “responsabili” avevano pensato ed operato  Berlusconi quando Fini se ne andò gridando “che fai, mi cacci?”.

Il 14 dicembre  2010 il governo  Berlusconi quater ottiene la fiducia grazie al voto determinante di deputati eletti in altre liste che non fanno parte della maggioranza di governo, fra questi i “famosi“ Razzi e Scilipoti (ex Italia dei Valori), due anche dal Pd, Massimo Calearo e Bruno Cesario. Poi arrivano quelli di Futuro e libertà capeggiati da Moffa che aveva abbandonato Fini. Il 20 gennaio del 2011 nasce ufficialmente il gruppo di “Iniziativa responsabile”, fra i vice, Domenico Scilipoti. Poi faranno carriera, entreranno nel governo, ministri e sottosegretari.  Alla Serracchiani terrà una “lezione” di storia della politica addirittura Lupi.

La Commissione europea smentisce il furioso Orfini. Chieda scusa a Camusso

 Fortunatamente non è la sola a commettere gaffe. Addirittura il suo “superiore”, Matteo Orfini, presidente del Pd, a Ballarò aveva fatto una scenata a Susanna Camusso accusandola di “fare sciopero contro se stessa” perché  il governo aveva fatto tutto quello che la Cgil aveva chiesto. Tutto, diceva l’Orfini, è ben avviato, cresce anche l’occupazione. Camusso cercava di dire che erano tutte balle. Ma il furioso Orfini non smetteva più di strillare. Arrivano i dati della  Commissione europea.  Smentiscono il presidente del Pd. Cala solo il rapporto deficit-Pil grazie al calo della spese per interessi e non per misure adottate dal governo. Viene confermata la deflazione, peggiorano i tassi di disoccupazione: 12,8% per il 2015 e 12,6% per l’anno prossimo, in entrambi i casi con un aumento di 0,2 punti percentuali rispetto alle stime che erano state diffuse in autunno. Immancabile arriva il commento del ministero per l’economia e la finanza:  il peggioramento dipende dall’aumento delle persone in cerca di lavoro. Disoccupati cioè . O no? Dice il commissario Moscovici che il problema dell’Italia  è “un alto debito e una bassa crescita”. Orfini dovrebbe perlomeno chiedere scusa a Camusso. Ma non lo farà, perché più che la conoscenza  dei problemi questi personaggi hanno la conoscenza dell’arroganza.

Chiti. Legge elettorale e riforma del Senato sono da correggere

Torniamo così a Serracchiani: “Alla Camera il testo dell’Italicum passerà così come è uscito dal Senato e anche per quanto riguarda la riforma del Senato e del titolo V noi riteniamo di avere i numeri sufficienti”.  Ma la minoranza del Pd la pensa diversamente. Dice Vannino Chiti: “Non ho mai condiviso il regalo a Forza Italia di una esclusività di rapporti e di una sorta di diritto di veto”. ”Per me oggi come ieri –prosegue il senatore – le riforme restano indispensabili ma si può e si deve farle bene: resto convinto che sia contraddittoria e non efficace la strada scelta per superare il bicameralismo paritario; sono persuaso che non si possa lasciare ai cittadini italiani la possibilità di scegliere solo una minoranza di deputati. Correggere queste impostazioni si può e a mio avviso si dovrebbe, con o senza Forza Italia. Il tempo da qui al luglio 2016, quando entrerà  in vigore la nuova legge elettorale, certo non manca”. “Non si cambia niente, dice il parlamentare Pd Andrea Marcucci, chi vuole cambiare, non vuole le riforme”.

Il pregiudicato: mi fanno pagare 50 milioni per diritti tv. È una vendetta

Questo, ed è già tanto, avviene nel Pd. Passiamo a Forza Italia. La confusione regna sovrana. Brunetta impazza. “Ha rotto  Renzi in tutti i sensi. Noi ci limitiamo a prendere atto della slealtà del premier. Il Presidente era implicitamente dentro l’accordo istituzionale sulle riforme e si trattava di un fondatore del Pd”. Sull’Italicum, “alla luce di quanto successo -afferma- rivedremo tutte le nostre decisioni. Ora i nostri giudizi possono cambiare”. Intanto esplode l’ira di Berlusconi. Parla di vendetta, accusa Renzi per un emendamento improvvisamente comparso nel “mille proroghe”.  Rai e Mediaset dovranno pagare l’importo dei diritti amministrativi e dei contributi per i diritti d’uso delle frequenze televisive in tecnica digitale. Secondo alcune fonti di centrodestra, in base a questa norma, Rai e Mediaset sarebbero chiamate a redistribuire agli altri operatori televisivi 50 milioni di euro. Nel testo precedente, il problema era congelato fino alla fine del 2015. Sarà una coincidenza, ma proprio Il Capo dello Stato, nel discorso di insediamento aveva parlato di “digitale”, di libertà e autonomia dell’informazione. L’ira del pregiudicato che minaccia fuoco e fiamme è il classico esempio di cosa significhi il conflitto di interessi. Forse il patto del Nazareno c’entrava  qualcosa.

Accordo Pd-Ncd  per l’ anticorruzione. Ma i testi sono da scrivere. Una “manina“ si trova sempre

Chiudiamo la cronaca di questa giornata politica in piena confusione con l’annuncio di un accordo sul disegno di legge anticorruzione caratterizzato da divisione nel Pd, divisioni del Pd con Ncd e Scelta civica, Forza Italia come sopra. L’accordo è stato annunciato dal ministro della Giustizia Andrea Orlando e dal viceministro Enrico Costa al termine di un vertice tenutosi al ministero, al quale hanno partecipato anche i rappresentanti di Ncd  e Scelta Civica. “Mi auguro che anche Sel, M5S, Fi – ha detto il ministro – valutino serenamente il da farsi”. Forza Italia non ha neppure risposto, a sentir parlare di falso in bilancio le viene la pelle d’oca. Senza dubbio l’accordo è una buona notizia, salvo che i testi devono essere scritti. E le “manine” sono sempre pronte.

 

Share

Leave a Reply