Ripresa, il Lazio in testa alla classifica

Ripresa, il Lazio in testa alla classifica

Il Lazio è la regione italiana con il più alto tasso di crescita tra imprese nate e imprese cessate nel 2014. A Rivelarlo è il dato del Registro delle imprese nel 2013 diffuso da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione condotta da InfoCamere. Nel 2014, infatti, nel Lazio sono nate 41.811 imprese e di contro ne sono cessate 30.636 con un saldo attivo di 11.175 pari all’1.80% di tasso di crescita, il più alto in Italia. A seguire la Campania con un tasso di crescita dell’1.04 e la Lombardia con uno 0.93%. A Livello di province Roma occupa la seconda posizione in Italia preceduta solo da Isernia. La provincia di Roma ha registrato, infatti, 32.272 iscrizioni, 21.872 cessazioni con un saldo attivo di 10.398 imprese pari ad un tasso di crescita di 2,24, poco più basso di quello di Isernia (2.41). Dopo Roma viene Milano (3°) con un tasso di crescita di 2,14. Tra le altre province laziali tassi di crescita positivi per Latina (0.66), Frosinone (0.61) e Viterno (0.43). Unica provincia laziale con un sehno “-” alla voce tasso di crescita è Rieti che ha registrato un -0.36. “I segnali che vengono dall’economia reale – ha detto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – indicano che, a differenza delle tante false partenze registrate in questi anni, stavolta forse siamo davanti ad una reale opportunità di invertire la rotta. Imprese e famiglie hanno atteso a lungo questo momento e, come ha opportunamente indicato il nuovo capo dello stato, è alle loro difficoltà e alle loro speranze che dobbiamo guardare per dare risposte concrete. Oggi le condizioni per consentire all’Italia di riprendere il cammino dello sviluppo sembrano sommarsi in modo virtuoso e, per questo, vanno colte senza indugio. Per ridare lavoro a chi lo ha perso e ai tanti giovani che lo cercano, bisogna mettere l’impresa al centro dell’azione riformatrice del Governo e del Parlamento. Semplificando il quadro normativo e fiscale su impresa e lavoro, e lavorando con determinazione per combattere le inutili incrostazioni burocratiche che frenano i nostri imprenditori. La riorganizzazione delle Camere di commercio può essere uno strumento in più per facilitare questi processi e cogliere le opportunità che stanno maturando in questa fase”.

Share

Leave a Reply