Produzione industriale ancora in rosso. Consumi: contrazione del 10,7%.

Produzione industriale ancora in rosso. Consumi: contrazione del 10,7%.

Ancora una volta le rilevazioni Istat non fanno che confermare la drammatica situazione economica in cui versa il nostro Paese. Secondo quanto registrato dall’Istituto di statistica nel 2014 la produzione industriale è scesa dello 0,8% rispetto all’anno precedente. Ma, come sempre, o quasi avviene, arriva l’annuncio dall’Istituto, una volta si parla di ripresina, un ‘altra, più prudenti, da dicembre si vede la ripresa. A sostegno di questa affermazione si  porta il dato di dicembre che “rileva segnali positivi con un aumento dello 0,4% rispetto a novembre e dello 0,1”, un niente, rispetto allo stesso periodo del 2013. L’Istat gioisce e ci fa sapere che si tratta del secondo aumento congiunturale consecutivo. Gli estensori del comunicato cadono in una clamorosa contraddizione perché poco prima avevano scritto nel comunicato: “Terzo rosso consecutivo. Il dato sulla produzione industriale italiana alla fine del 2014 conferma la difficoltà del paese a uscire dalle secche della crisi: lo scorso anno, infatti, si è chiuso con una contrazione dello 0,8% sul 2013 che aveva già registrato un -3,2% dopo il crollo dell’anno prima (-6,4%)”.  Sommando i crolli l’aumento dello 0,1 a dicembre è niente e si deve alla crescita della produzione di auto + 9,2 anno su anno, tutto il settore dei trasporti registra crescita del 4,4%.

Federconsumatori e Adusbef: dati preoccupanti. Servono investimenti pubblici

“Si tratta di dati a dir poco preoccupanti, che però non ci sorprendono, considerando la drastica riduzione dei consumi, la contrazione del potere d’acquisto delle famiglie (-13,4% dal 2008) e la  grave crisi del mercato occupazionale”.  Il calo della produzione – sottolineano Rosario Trefiletti, Federconsumatori e  Elio Lannutti, Adusbef, “ è una delle principali conseguenze della spirale negativa in cui la nostra economia è intrappolata da ormai troppo tempo”.  L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, solo nel triennio 2012-2013-2014 registra  una contrazione del -10,7%, pari ad una riduzione della spesa di circa 78 miliardi di Euro. La produzione subisce i contraccolpi negativi della carente domanda interna, alimentando a sua volta la disoccupazione.”A fronte di una situazione ormai gravissima e insostenibile, il Governo- affermano le due associazioni dei consumatori- ha il dovere di intervenire quanto prima, avviando importanti investimenti per la crescita e l’occupazione. Oltre ad  un Piano Straordinario per il Lavoro, occorre l’uso dei fondi europei, soprattutto per l’innovazione, la ricerca, le reti di comunicazione di ultima generazione e il turismo”.

 

 

 

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