Obama: “non siamo in guerra contro l’Islam, ma contro coloro che hanno un disegno perverso”

Obama: “non siamo in guerra contro l’Islam, ma contro coloro che hanno un disegno perverso”

Il presidente Barack Obama ha detto che gli Stati Uniti non sono “in guerra contro l’Islam – siamo in guerra contro coloro che hanno pervertito l’Islam”. Parlava ai rappresentanti di 65 paesi riuniti in una tre giorni di dibattiti sull’estremismo, dopo gli attentati di Parigi e di Copenhagen. Obama ha detto che il mondo ha dovuto confrontarsi con ideologie che radicalizzano le persone. Coloro che guidano gruppi come Isis e al-Qaeda, ha aggiunto Obama, non sono leader religiosi ma terroristi. Associare l’Isis o al-Qaeda all’Islam significa per Obama finire nelle grinfie della propaganda di questi gruppi. La lotta contro l’estremismo violento non può essere condotta solo con la potenza militare, ha proseguito il presidente Usa: “le comunità devono fare la loro parte. Questi terroristi sono una minaccia prima e innanzitutto per le comunità che hanno come obiettivo. I leader mussulmani hanno bisogno di fare di più per screditare l’idea che le nostre nazioni siano determinate a sopprimere l’Islam”.

Preoccupazione e paura

Obama ha scritto un editoriale pubblicato dal Los Angeles Times. Egli scrive che gruppi come al-Qaeda e Isis “sfruttano la rabbia che circola quando la gente avverte che l’ingiustizia e la corruzione lasciano senza opportunità di migliorare le loro vite”. Il mondo, scrive ancora Obama, “deve offrire ai giovani di oggi qualcosa di meglio”, mentre “i governi che negano i diritti umani si gettano nelle mani degli estremisti”. Sia nel discorso ai delegati dei 60 paesi, tra i quali i sindaci di Parigi e di Copenhagen, sia nell’editoriale, Obama ha fatto riferimento all’omicidio dei tre giovani studenti mussulmani in Nord Carolina. “Ancora non sappiamo perché tre giovani, mussulmani d’America, siano stati brutalmente assassinati a Chapel Hill. Ma sappiamo che molti americani mussulmani in tutto il nostro paese sono spaventati e terrorizzati, e io vorrei essere il più possibile chiaro: come americani di tutte le fedi e culture, stiamo con voi nel dolore e vi offriamo il nostro amore e il nostro sostegno”.

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