Lo scontro tra Atene e Berlino determina un “nulla di fatto” al vertice dell’eurogruppo. Ma Varoufakis è fiducioso

Lo scontro tra Atene e Berlino determina un “nulla di fatto” al vertice dell’eurogruppo. Ma Varoufakis è fiducioso

Il ministro greco delle Finanze, Yanis Varoufakis, si è detto fiducioso nella tarda serata di lunedì, sulla possibilità di trovare un accordo “entro 48 ore” con l’eurogruppo. “Non ho alcun dubbio”, ha detto Varoufakis al termine di un vertice durato molto poco, “che nelle prossime 48 ore, l’Europa riuscirà a sottoporci un documento col quale dare inizio al vero lavoro e per mettere in piedi un nuovo contratto” per la Grecia.

La conferenza stampa di Varoufakis è giunta al termine di un vertice in cui la Grecia è apparsa sempre più spinta a lasciare l’eurozona, dopo i colloqui con i ministri europei delle Finanze chiusi senza un accordo su un nuovo piano di salvataggio per il paese. Uno dei dirigenti greci che ha seguito i colloqui direttamente a Bruxelles ha descritto come del tutto irragionevole l’insistenza sul mantenimento dell’attuale programma di risanamento. “Le autorità greche hanno indicato che intendono concludere con successo il programma, tenendo conto dei piani del nuovo governo”, afferma una bozza del comunicato rigettato, perché, come afferma ancora l’autorevole fonte greca, l’eurogruppo, in realtà, aveva tentato di ripetere il programma esistente, cosa inaccettabile per la Grecia.

Il falco Schauble determinato ad “ammazzare” la Grecia, che si spiace per il popolo greco

Entrambe le parti hanno dato inizio ai colloqui su posizioni molto contastanti. Quando è arrivato a Bruxelles per i colloqui, Wolfgang Schauble, il ministro tedesco delle Finanze, ha detto di non essere affatto ottimista sul raggiungimento di un accordo. “Sono abbastanza scettico”, ha detto Schauble, “il governo greco non si è mosso, almeno all’apparenza”. Poco prima, lo stesso Schauble aveva accusato il governo di coalizione greco, guidato da Syriza e da Alexis Tsipras, di “agire in modo irresponsabile” ed ha aggiunto di “essere dispiaciuto per il popolo greco”, facendo emergere una punta di feroce cinismo e di evidente ipocrisia. Infatti, i primi commenti di Schauble sono stati a loro volta stigmatizzati da Atene. Il protavoce del governo ha immediatamente replicato dicendo che anche Berlino “sta agendo in modo irresponsabile”. Insomma, mentre si cerca di far salire la tensione dei 18 paesi dell’eurozona sulla Grecia, in modo da trovare un negoziato che conduca alla estensione della linea di credito prima della scadenza del programma, prevista per la fine del mese, i falchi tedeschi minano il terreno del confronto.

Il piano ragionevole della Grecia, la posizione di Varoufakis e la “linea rossa”

Il governo della Grecia ha chiesto prestiti ponte proprio per evitare la crisi di liquidità a breve termine, mentre negozia una ristrutturazione del debito meno onerosa e più sostenibile con il resto dell’eurozona. “Siamo determinati a scontrarci con interessi forti e potenti per far riavviare la Grecia e riottenere la fiducia dei nostri creditori”, ha detto il ministro delle Finanze greco, Varoufakis, che ha aggiunto, con molto fastidio: “siamo anche determinati a non essere trattati come una colonia di debitori che devono soffrire quanto si deve”. Varoufakis ha insistito che la Grecia non sta affatto bluffando sulle tattiche negoziali. “Mi si chiede spesso”, ha detto, “che accadrebbe se l’unico modo per assicurarvi il finanziamento fosse quello di attraversare la linea rossa e di accettare le misure che voi considerate parte del problema, piuttosto che la soluzione? Fedele al principio che io non ho alcuna convenienza a bluffare, rispondo: la linea che abbiamo presentato come rossa non sarà attraversata. Altrimenti, non sarebbe una linea veramente rossa, ma semplicemente un bluff”.

Il rinvio dell’eurogruppo porterà a una soluzione efficace e positiva per la Grecia?

Con la Germania e la Grecia in evidente fase di stallo, i ministri dell’eurozona danno voce ad uno scetticismo diffuso sul raggiungimento di un accordo entro la giornata di lunedì. Peter Kazimir, ministro slovacco delle Finanze e vice primo ministro, ha detto che si aspetta di tornare a Bruxelles per un altro vertice molto presto. “Difficile attendersi conclusioni stasera”, ha detto in una pausa dell’eurogruppo, “è troppo presto”. Segno che da parte di alcuni membri si vuole lavorare per un accordo ragionevole, anche se ciò porterà via altro tempo. L’attuale aiuto finanziario alla Grecia scade il prossimo 28 febbraio e l’eurogruppo riunito lunedì 16 febbraio era stato considerato come l’ultima occasione per cercare un accordo. Ma le attese sono tali da far pensare ad un nuovo vertice, forse definitivo, da tenersi entro la settimana.

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