L’Impresa Italia nei primi mesi del 2015

L’Impresa Italia nei primi mesi del 2015

Sono state circa 82 mila le imprese fallite dal 2008 fino ad oggi. In Italia dall’inizio della crisi circa un milione di italiani hanno perso il loro posto di lavoro. Da quanto ha registrato il Cerved, l’agenzia di rating italiana, il settore più colpito è stato il terziario dove gli impieghi persi sono arrivati a 56 mila. Il Nord Ovest della penisola è quello che maggiormente ha sentito questa crisi, in Lombardia tra il 2008 e il 2014 le occupazioni perse sono state circa 314 mila. Nonostante tutto, dalla fine del 2014, l’imprenditoria nostrana registra dati leggermente positivi e incoraggianti, anche se le percentuali sono ancora molto basse per poter parlare concretamente di un effettiva ripresa economica. Dall’analisi Movimprese di Infocamere risulta che alla fine del 2014 c’è stata una leggera ripresa nel campo dell’imprenditoria italiana, salita di +0,21% rispetto al 2013, arrivando così ad un tasso di crescita pari al +0,51%. Nonostante il numero di imprese chiuse sia arrivato a 340.261 sono comunque 31.541 unità in meno rispetto al 2013, dati che pur sembrando negativi sono stati i migliori dal 2010. Il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello ha parlato positivamente di questo nuovo periodo dicendo che “A differenza delle tante false partenze registrate in questi anni, stavolta forse siamo davanti ad una reale opportunità di invertire la rotta. Imprese e famiglie hanno atteso a lungo questo momento e, come ha opportunamente indicato il nuovo capo dello stato, è alle loro difficoltà e alle loro speranze che dobbiamo guardare per dare risposte concrete. Oggi le condizioni per consentire all’Italia di riprendere il cammino dello sviluppo sembrano sommarsi in modo virtuoso e, per questo, vanno colte senza indugio. Per ridare lavoro a chi lo ha perso e ai tanti giovani che lo cercano, bisogna mettere l’impresa al centro dell’azione riformatrice del Governo e del Parlamento. Semplificando il quadro normativo e fiscale su impresa e lavoro, e lavorando con determinazione per combattere le inutili incrostazioni burocratiche che frenano i nostri imprenditori. La riorganizzazione delle Camere di commercio può essere uno strumento in più per facilitare questi processi e cogliere le opportunità che stanno maturando in questa fase”. Infine, secondo l’ultimo bollettino dell’Istat diffuso a gennaio, il tasso di disoccupazione è sceso del 3,2% rispetto al mese precedente e l’Eurostat ha potuto affermare che nello stesso mese l’Italia è stato il paese dell’Ue in cui il numero di disoccupati è sceso maggiormente. Il paese europeo con il maggior numero di disoccupati rimane ancora la Spagna. Di fronte alle diverse analisi positive anche il ministro del lavoro, Giuliano Polletti si è mostrato positivo per l’anno appena iniziato ed ha affermato che sembra esserci ‘’uno scenario diverso’’ che potrà già dai primi mesi del 2015 portare ad “una svolta’’.

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