Lampedusa. 29 morti in mare. Assiderati. Cgil: ripristinare “Mare nostrum”. Il sindaco: Triton è inutile

Lampedusa.  29 morti in mare. Assiderati. Cgil: ripristinare “Mare nostrum”. Il sindaco: Triton è inutile

Ancora una strage nel nostro mare, nel Mediterraneo sempre più bara per migliaia di migranti. Ancora una volta parole di cordoglio, impegni delle autorità, del governo, perché avvenimenti tragici non si ripetano più. Questa volta i morti sono 29, non ce l’hanno fatta, il freddo ha ucciso i migranti nel canale di Sicilia al largo della Libia, a poche miglia da Lampedusa. Una strage che si poteva e si doveva evitare, se i mezzi di soccorso fossero intervenuti, se Mare nostrum non fosse stato smantellato, sostituito da  Triton che ha  il compito di salvaguardare le cose, non di assistere i migranti in difficoltà. Intervengono Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil e Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa. Quest’ultima definisce Triton “inutile”, la dirigente sindacale chiede al governo un intervento deciso, dando più forza alla battaglia in Europa per ripristinare Mare Nostrum. “Rivedere il regolamento di Dublino e definire un Piano nazionale per l’accoglienza: sono le risposte necessarie che l’Europa, e prima di tutto l’Italia, devono dare all’ennesima tragica strage di disperati in fuga dalle violenze e dalla guerra.”

Lamonica: le parole di cordoglio non bastano più

“Il nostro Paese – continua Lamonica – non può abituarsi alle morti e le parole di cordoglio non bastano più. Il Mediterraneo non può continuare ad essere le frontiera più pericolosa del mondo, dove le persone vengono abbandonate al loro destino, nelle mani di scafisti senza scrupoli. Mare Nostrum era stata una straordinaria risposta di civiltà e umanità. Averla chiusa ha significato privare di possibilità di soccorso in mare, oltre il limite delle acque territoriali, e ha eliminato i filtri sanitari e di prima accoglienza che quella missione garantiva”. Conclude la segretaria confederale della Cgil:”C’è stata una incosciente ipocrisia nel fingere che Triton, operazione con l’esclusivo obiettivo di proteggere le frontiere, ne potesse prendere il posto. Triton è stata l’inutile risposta di una Europa che dopo ogni tragedia ammette che non si fa abbastanza, per poi continuare ad essere tranquillamente indifferente. L’Italia non può arrendersi al cinismo ed alla propaganda di chi specula su una delle più grandi tragedie del mondo moderno per cercare su questo fortune elettorali”. La dirigente sindacale conclude chiamando in causa l’esecutivo: “Il governo deve assumersi le sue responsabilità con più forza, conducendo la battaglia in Europa e, al contempo, attivando tutti gli strumenti possibili per limitare l’orrore e salvare le vite in mare. Mare Nostrum è uno di questi”.

 Giusi Nicolini: i morti sono sulla coscienza di tutti. Nessuno prova vergogna

 Durissima la presa di posizione del sindaco di Lampedusa: “È una situazione drammatica ma purtroppo ampiamente prevedibile, che in tanti hanno sulla coscienza ma nessuno prova vergogna- afferma Giusi Nicolini. I morti per assideramento sono sulla coscienza di tutti quelli che dicevano che l’operazione Mare nostrum ha fatto aumentare gli arrivi. Forse è vero, ma almeno arrivavano vivi. Ora, invece, arrivano morti”. “E Triton, che dovrebbe sostituire Mare nostrum- conclude il sindaco di Lampedusa- non è un’operazione umanitaria ma solo di salvaguardia delle frontiere. Non serve a nulla: non a salvare la gente e nemmeno a dare l’allarme. L’Sos l’hanno mandato quei poveri migranti”. I soccorsi sono “lontani, inadeguati e non attrezzati. Il governo  deve fare la voce grossa per riprendere un’operazione umanitaria”.

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