La protesta ‘sindacale’ dei vigili diventa politica: strumentalizzazione delle Destre contro Marino

La protesta ‘sindacale’ dei vigili diventa politica: strumentalizzazione delle Destre contro Marino

Erano poco meno di diecimila, i Vigili che hanno manifestato nella mattinata di giovedì in pieno centro storico a Roma. Una manifestazione nazionale che ha tentato, con poco successo, di ridare dignità a questa categoria, che, soprattutto nella Capitale, è finita nel calderone delle polemiche e nel tritacarne delle inchieste giudiziarie. I Vigili aderenti a Csa Ospol sono in sciopero per l’intera giornata di giovedì. Un blocco di 24 ore, al quale ha aderito anche il sindacato della Destra Ugl. Il corteo, partito da piazza della Repubblica si è concluso in Piazza Bocca della Verità, a poche centinaia di metri dal Campidoglio e dallo stesso Comando della Polizia capitolina. Il tentativo era quello di fare una una manifestazione per rivendicare un contratto diverso, ma che è finita a fare altro. L’Ospol ha tentato invano di separare le richieste nazionali da quelle locali, purtroppo per i Vigili che erano arrivati a Roma con sacrosante richieste, la manifestazione si è trasformata in una prova di forza, l’ennesima tra Vigili romani e Amministrazione capitolina. Si era tentato, in buona fede, di separare il fatto locale da quello nazionale. In testa al corteo, infatti, era stato posizionato uno striscione blu del dipartimento Polizia locale del Csa e quello dei vigili urbani di Modica, in Sicilia.  A caratteri cubitali la scritta, che non reclamava nulla in favore dei vigili capitolini assenti a Capodanno, “Rispetto, dignità e tutele – Riforma subito”. Chiaro e lapidario era stato il commento del Segretario dell’Ospol di Roma , Stefano Lulli: La scelta della città siciliana, è per far capire che siamo in piazza non solo per la questione di Roma, ma sono le Polizie locali di tutta Italia che chiedono la riforma del Corpo”. Ma appena dietro lo striscione che doveva rendere chiare e giustificate le ragioni della protesta c’era altro, come i cartelli, meno sindacali e decisamente più politici e indirizzati al Sindaco di Roma Ignazio Marino, che con i Vigili ha aperto, un contenzioso, prima sindacale e successivamente giudiziario. Per questo i ‘Pizzardoni’ non gli hanno risparmiato slogan e cartellonistica feroci, eccone alcuni apparsi in bella vista a far da cornice multicolore al corteo: “Siamo tutti vigili di Rho-ma”; “I lupi non temono gli sciacalli”; “Fiancheggiato dai mass media, hai montato una commedia” ed ancora “Contratto decentrato: la Polizia locale hai umiliato e il cittadino hai affamato”. Poi ‘scimmiottando’ un teatrino già andato in scena a New York contro il Sindaco della ‘Grande Mela’ l’italo-americano, Bill de Blasio, i Vigili, transitando sotto la scalinata che conduce alla sede istituzionale di Roma Capitale, hanno girato le spalle e poi con irrefrenabile foga sono partiti i cori contro il Sindaco: “Buffone! Buffone! Buffone!”, “Te ne vai o no? Te ne vai sì o no?”, “Marino vattene a casa” e “Vergogna!” scanditi a ripetizione, tra il rumore assordante dei fischietti. Va detto, infine, che malgrado la mobilitazione di levatura nazionale, solo le sigle autonome hanno aderito all’invito dell’Ospol e la partecipazione, rinforzata anche da ‘truppe cammellate’ di varia origine, è stata importante ma, vista la mobilitazione nella Capitale, al di sotto delle aspettative. Quanto alla solidarietà ‘politica’ nei confronti di questa manifestazione, da registrare solo apprezzamenti, decisamente strumentali, da parte dei soli partiti ed esponenti delle Destre. Quello che si è ben compreso è che da manifestazione che rivendica un contratto di lavoro, simile a quello della Polizia di Stato, si è trasformata in corteo contro Marino e l’Amministrazione di Roma Capitale. Erano solo ed esclusivamente Vigili i partecipanti al corteo o si è trattato, come all’epoca delle rivolte dei tassisti, di altro?

Share

Leave a Reply