Giordania: l’Isis ha bruciato vivo il pilota tenuto in ostaggio. La vendetta: giustiziati due prigionieri di Al-Qaeda

Giordania: l’Isis ha bruciato vivo il pilota tenuto in ostaggio. La vendetta: giustiziati due prigionieri di Al-Qaeda

Amman ha confermato martedi 3 febbraio la morte del pilota dell’aviazione giordana tenuto in ostaggio dall’Isis dal 24 dicembre scorso. Maaz Al-Kassasbeh sarebbe stato ucciso un mese fa, secondo la televisione ufficiale giordana. Un video diffuso dall’Isis mostra un uomo che porta una tuta color arancione, bruciato vivo all’interno di una gabbia di ferro. L’organizzazione jihadista afferma che si tratta del pilota giordano catturato dopo lo schianto del suo F-16.

“Il sangue del martire non sarà sprecato invano, la vendetta sarà proporzionale a questa catastrofe che ha ferito l’intera Giordania”, ha dichiarato il portavoce dell’esercito giordano, il generale Mamdouh Al-Amiri in un comunicato diffuso dalla televisione dello stato mediorientale.

Da parte sua, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha valutato che se l’autenticità del video fosse confermata, sarebbe una nuova prova della “crudeltà e della barbarie di questa organizzazione”, prima di richiamare tutti a raddoppiare la “vigilanza e la determinazione”.

Maaz Al-Kassasbeh stava portando un attacco a bordo di caccia F-16 contro le postazioni dell’Isis nel quadro della coalizione internazionale, quando il suo aereo è stato abbattuto. La Giordania aveva affermato domenica la sua determinazione a fare di tutto “per salvare la vita dell’ostaggio” e aveva nello stesso tempo “vivamente condannato” l’esecuzione dell’altro ostaggio giapponese catturato in Siria.

Lo Stato islamico occupa vaste zone di territorio in Irak e in Siria, dove i jihadisti hanno commesso numerose esecuzioni, tra le quali la decapitazione degli ostaggi, soprattutto occidentali.

E la vendetta giordana è giunta nella giornata di martedì, con l’esecuzione di due prigionieri legati ad Al-Qaeda. Si tratta di Sajida al-Rishawi, la donna che i jihadisti avrebbero scambiato col pilota giordano, e di Ziad al-Karbouli, uno dei capi di Al-Qaeda in Iraq. Entrambi erano stati condannati a morte in Giordania per reati legati al terrorismo. La donna, in particolare, si mostra in un video mentre sta preparandosi per un attentato suicida, che evidentemente non ha avuto successo.

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