La famiglia e la Casa Bianca confermano la morte della cooperante Kayla Muller

La famiglia e la Casa Bianca confermano la morte della cooperante Kayla Muller

La famiglia di Kayla Muller, la ventiseienne cooperante tenuta in ostaggio dall’Isis da agosto 2013, ha confermato in una dichiarazione che è stata uccisa. “Abbiamo il cuore spezzato nel condividere di aver ricevuto la conferma che kayla Jean Muller ha perso la vita”, hanno detto i genitori e il fratello, nella mattina americana di martedì.

I sostenitori dello Stato Islamico avevano divulgato venerdì la notizia della sua uccisione nel corso di un raid aereo delle forze giordane, che aveva lo scopo di vendicare la morte del pilota giordano, bruciato vivo. Carl e Marsha Muller, i genitori, hanno affermato: “i nostri cuori sono affranti per la nostra unica figlia, ma continueremo a batterci per la pace, la dignità e l’amore per lei”.

La famiglia ha diffuso una nota scritta a mano dalla cooperante Muller durante la prigionia durata 18 mesi. “Mi è stata mostrata nell’oscurità, la luce, ho appreso che anche in prigione si può essere liberi. E sono gratificata. Sono giunta a considerare che vi è del bene in ogni situazione, talvolta dobbiamo solo guardarlo”.

La Casa Bianca ha intanto diffuso un comunicato in cui si legge: “poco importa quanto tempo si impiegherà, ma gli Stati Uniti ritroveranno e tradurranno in carcere i terroristi responsabili della prigionia e della morte di Kayla”.  Tuttavia, dai comunicati della famiglia e della Casa Bianca nulla si evince di preciso sulle circostanze che hanno portato alla morte della cooperante.

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