La Cgil smentisce l’ottimismo di Renzi. Così non si va da nessuna parte. Mobilitazione per lavoro e diritti. Il testo integrale del Direttivo Cgil

La Cgil smentisce l’ottimismo di Renzi. Così non si va da nessuna parte. Mobilitazione per  lavoro e diritti. Il testo integrale del Direttivo Cgil

Gli brillano gli occhi quando Renzi vede il suo amico prediletto, Sergio Marchionne, maglioncino girocollo. Come può fare una scappata in una fabbrica ex Fiat non mette tempo in mezzo. Anche se è in visita ufficiale  se nelle vicinanze c’è una azienda, magari con qualche migliaia di operai invisibili, sono in cassa integrazione, un  salutino ci scappa. Il nostro premier gonfia il petto sotto gli occhi benevoli del manager fra i più pagati del mondo, dimentica che quella azienda non è più italiana, sede legale ad Amsterdam, sede fiscale a Londra. Ma che importa, c’è sempre qualche televisione al seguito e Renzi  Matteo quando vede una telecamera gode moltissimo e le spara grosse.

Il premier le spara grosse. Siamo il secondo Paese ma riprenderemo la  Germania

L’ultima: siamo il secondo paese manifatturiero d’Europa, davanti a noi solo la Germania, ma la riprenderemo. Come se fossimo in una competizione ciclistica, tipo l’inseguimento su pista. Ma i dati purtroppo lo smentiscono sempre. Basta dare un’occhiata a quanto rende noto l’lstat, di cui parliamo in altra parte del giornale, per capire che non solo non riprenderemo la  Germania ma anche la famosa “ripresina” di cui parlano Renzi, i suoi ministri e la Confindustria non c’è proprio. Un dato vale per tutti: sono ben 2 milioni e mezzo i giovani fra i 15 e 29 anni che non lavorano, il 26%. Una situazione generale della nostra economia, e politiche del governo che non portano da nessuna parte. L’esecutivo è rimasto sordo di fronte alla mobilitazione della Cgil, dei sindacati, lo sciopero generale, le proposte avanzate a partire dal lavoro. La Cgil rilancia: il  Direttivo ha messo a punto un documento votato praticamente alla unanimità, solo due voti contrati, per dare continuità alla iniziativa, affrontare in un quadro unitario che si chiama “richiesta di lavoro di qualità”.

Le politiche del governo svalorizzando il lavoro comprimono la democrazia

Contro le politiche del governo che – è scritto nel documento – “svalorizzando il lavoro e rendendolo sempre più servile, riducono la libertà delle persone e comprimono la democrazia”. Riprendendo il valore delle iniziative, manifestazione del 25 ottobre, sciopero generale del 12 dicembre, si sottolinea che “è emersa con forza la richiesta di un’altra politica economica e di sviluppo in Italia come in Europa: in questo senso la volontà di cambiamento del popolo greco, espressa nelle recenti elezioni, può rappresentare l’opportunità di rivedere in modo sostanziale le politiche economiche e sociali europee”.

I  fronti di lotta sono molti, a partire dai decreti del Jobs Act di cui ancora non si conosce il testo, ma l’incontro con il ministro Poletti è stato solo un passaggio fugace, quasi un saluto. La Cgil parla di “grande attenzione alla contrattazione, per contrastare gli effetti del Jobs Act e, al contempo, impegno a valutare tutte le possibilità di contenzioso giuridico. Difesa della contrattazione collettiva, respingendo qualunque ipotesi di disapplicazione dei CCNL o di restituzione del salario contrattato”.

No Jobs Act, un nuovo Statuto delle Lavoratrici e dei Lavoratori

Infine, avanti con l’ipotesi di “un nuovo Statuto delle Lavoratrici e dei Lavoratori”, proposta da contrapporre alla delega lavoro, senza escludere però “un percorso abrogativo per il contrasto alla precarietà e per i diritti del lavoro”, da sottoporre al voto vincolante di tutti gli iscritti. Una consultazione a tappeto, non escludendo il ricorso ad un referendum abrogativo. Sul tappeto le pensioni, rimettendo in discussione la “riforma Fornero” da portare avanti insieme a Cisl e Uil. “In coerenza con l’obiettivo di dare continuità almeno ad una parte della piattaforma unitaria, CGIL CISL UIL hanno deciso di rivendicare formalmente l’apertura di un confronto sulle pensioni, che, a partire dalle emergenze e dalla necessità di flessibilità senza penalizzazioni in uscita, avvii la messa in discussione della legge Fornero”.

Revisione della legge Fornero sulle pensioni e riforma fiscale

L’invio della piattaforma al Ministro del Welfare sarà accompagnato da iniziative che coinvolgono innanzitutto il quadro attivo unitario. Sul tappeto la riforma fiscale con la costruzione di una “iniziativa unitaria”. E sempre si torna al lavoro, gli appalti, le politiche industriali, il Jobs Act, i diritti. La legge di iniziativa popolare sugli appalti deve assumere – afferma il documento del Direttivo – un ruolo preminente per tutta la Confederazione e non può essere delegata alle sole Categorie interessate. Il 19 marzo 2015 è indetta una giornata nazionale di raccolta firme segnatamente in tutti i luoghi di lavoro, preceduta da momenti di informazione ed illustrazione delle  proposte su delega lavoro e inclusività e da attivi dei delegati e dei pensionati convocati per definire ulteriori iniziative di coinvolgimento del territorio oltre che dei luoghi di lavoro. Infine l’unità: la continuità della mobilitazione richiede l’attenzione ad agire “per la riunificazione del mondo del lavoro, per la solidarietà e la costruzione di una condivisione collettiva della condizione del lavoro. Per questo la CGIL è impegnata a non tralasciare nessuna opportunità di iniziativa unitaria che rafforzi, pur nella diversità di giudizi, il mondo del lavoro”.

Ecco il testo integrale del documento finale approvato dal Direttivo Cgil mercoledì 18 febbraio 2015:

“Il Comitato Direttivo del 18 febbraio 2015 ha discusso e definito le modalità di prosecuzione della mobilitazione a contrasto della legge delega sul lavoro e relativi decreti, dando così rappresentanza e continuità alla manifestazione del 25 ottobre 2014 e allo sciopero del 12 dicembre 2014, dove si sono concretizzate la richiesta di lavoro di qualità e la denuncia esplicita degli effetti delle politiche del Governo che, svalorizzando il lavoro e rendendolo sempre più servile, riducono la libertà delle persone e comprimono la democrazia. In queste iniziative è emersa con forza la richiesta di un’altra politica economica e di sviluppo in Italia come in Europa: in questo senso la volontà di cambiamento del popolo greco, espressa nelle recenti elezioni, può rappresentare l’opportunità di rivedere in modo sostanziale le politiche economiche e sociali europee. La continuità della mobilitazione richiede l’attenzione ad agire per la riunificazione del mondo del lavoro, per la solidarietà e la costruzione di una condivisione collettiva della condizione del lavoro. Per questo la CGIL è impegnata a non tralasciare nessuna opportunità di iniziativa unitaria che rafforzi, pur nella diversità di giudizi, il mondo del lavoro.

La questione delle pensioni torna in primo piano

In coerenza con l’obiettivo di dare continuità almeno ad una parte della piattaforma unitaria, CGIL CISL UIL hanno deciso di rivendicare formalmente l’apertura di un confronto sulle pensioni, che, a partire dalle emergenze e dalla necessità di flessibilità senza penalizzazioni in uscita, avvii la messa in discussione della legge Fornero. L’invio della piattaforma al Ministro del Welfare sarà accompagnato da iniziative che coinvolgono innanzitutto il quadro attivo unitario.

In questo contesto, il Comitato Direttivo auspica che possa rapidamente prodursi un’iniziativa unitaria forte anche in tema di una riforma fiscale complessiva, finalizzata alla redistribuzione della ricchezza anzitutto come contrasto alla povertà, apprezzando il passo avanti della CISL in favore dell’introduzione di un’imposta sui grandi patrimoni, richiesta da tempo avanzata dalla nostra Organizzazione.

Inoltre nella fase finale della campagna per l’elezione delle RSU nei settori pubblici, l’organizzazione tutta è chiamata ad uno sforzo straordinario per favorire la partecipazione al voto, essenziale per rispondere all’attacco alla rappresentanza sindacale, e per garantire il successo della nostra organizzazione.

Obiettivo di questa lunga stagione di contrasto sui temi del lavoro deve essere un’ipotesi forte di riunificazione del mondo del lavoro ed una grande attenzione all’inclusione di tutti i soggetti, contrapponendo processi di unificazione alle nuove dualità determinate dalle scelte di Governo e Parlamento.

Il decreto sul contratto a monetizzazione crescente ha introdotto un’ulteriore ingiustizia per i lavoratori degli appalti, già ampiamente discriminati ed indeboliti dal sovrapporsi di norme legislative, nonché spesso prime vittime della illegalità e della corruzione. La legge di iniziativa popolare sugli appalti deve assumere, quindi, un ruolo preminente per tutta la Confederazione e non può essere delegata alle sole Categorie interessate. Il 19 marzo 2015 è indetta una giornata nazionale di raccolta firme segnatamente in tutti i luoghi di lavoro, preceduta da momenti di informazione ed illustrazione delle nostre proposte su delega lavoro e inclusività e da attivi dei delegati e dei pensionati convocati per definire ulteriori iniziative di coinvolgimento del territorio oltre che dei luoghi di lavoro.

I due decreti già presentati dal governo, così come quelli annunciati, confermano la cancellazione di diritti e il non contrasto alla precarietà, come reso evidente dall’estensione della indennità di disoccupazione solo per le collaborazioni alla penalizzazione delle partite IVA, in particolare quelle “più povere”. Dimensione, quantità e copertura degli ammortizzatori – in presenza di processi di riduzione dell’apparato produttivo e di ristrutturazione – sono inoltre fonte di grande preoccupazione, a partire dal non rifinanziamento dei contratti di solidarietà, la riduzione della deroga, la riduzione della CIG e le incertezze sul nuovo decreto.

Legalità e sistema degli appalti, ammortizzatori e difesa del lavoro sono le parole d’ordine sulle quali la CGIL si impegnerà a verificare la disponibilità di Cisl e Uil ad avviare iniziative unitarie di mobilitazione. Inoltre, le Strutture potranno valutare ulteriori iniziative di mobilitazione a livello di categoria o territoriale.

La nuova stagione di ristrutturazione, anche dei grandi gruppi, vede particolare accanimento nei confronti del Sud. Tutte le strutture sono chiamate ad affrontare quei processi senza cedere a nuove divisioni ed impoverimento del Mezzogiorno. A questo proposito le Strutture meridionali sono impegnate a provare a costruire con CISL e UIL iniziative specifiche come già programmato unitariamente in Puglia per il 21 marzo.

La nostra scelta, autonoma, di contrasto alla legge delega sul lavoro, deve avere un baricentro fondamentale nella contrattazione e nell’esercizio della funzione sindacale. Dalla tutela singola alla contrattazione questo ruolo deve essere visibile, includente, costante. Alla luce di ciò, il Comitato Direttivo CGIL decide di essere a fianco di tutti i lavoratori e le lavoratrici cui sarà proposto di usufruire della “offerta conciliativa”, tramite le Commissioni previste dal Decreto del Governo. Indica alla contrattazione di secondo livello di rafforzare i processi di inclusione e di contrattazione laddove si ipotizzano assunzioni a tutele crescenti, rafforzando le tutele e contrastando gli effetti del decreto. Il Comitato Direttivo della CGIL riconferma il suo impegno, alla luce dei testi definitivi dei decreti attuativi, a valutare tutte le possibilità di contenzioso giuridico con scelte di preciso coordinamento e finalizzazione.

La stagione dei rinnovi contrattuali privati, unitamente alla rivendicazione di sblocco di quelli pubblici e all’iniziativa per molte categorie che hanno i rinnovi aperti da lungo tempo, coincide con una situazione di crisi eccezionale, oltre che un’impostazione di inaccettabile chiusura delle parti datoriali, determinando una condizione del tutto inedita, che assieme alla necessità di un forte coordinamento confederale, impone il rilancio di un’ampia iniziativa a sostegno di una nuova fase di crescita e sviluppo economico. Se il Paese non torna a produrre ricchezza, diritti e condizioni sociali non potranno che subire ulteriori arretramenti.

Con il Piano del Lavoro la CGIL ha indicato la via dell’innovazione e della sostenibilità, che a partire dai settori strategici, deve costituire terreno di mobilitazione degli investimenti pubblici e privati. Il primo obiettivo della nostra organizzazione è rappresentato dalla difesa dei CCNL e dei loro rinnovi, respingendo qualunque ipotesi di disapplicazione dei CCNL o di restituzione del salario contrattato, che rappresenterebbe la fine dei CCNL e del suo ruolo di tutela universale, oltre che di salvaguardia e miglioramento del reddito dei lavoratori. In questo senso valutiamo l’impraticabilità in questa difficile fase di procedere alla ridefinizione di un modello contrattuale, che tra l’altro potrebbe avere nuovi effetti divisivi tra i settori. Il riferimento della nostra Organizzazione rimane la struttura contrattuale, di primo e secondo livello, definita nel Testo Unico ed in questo senso va generalizzata l’attività di tutte le strutture ai fini della certificazione degli iscritti e dei voti. Occorre quindi, in un’ottica di coordinamento e solidarietà, dare continuità alla discussione su tali temi attraverso uno specifico seminario che coinvolgerà il gruppo dirigente.

Analogamente va dato impulso alla contrattazione territoriale, sociale. Occorre avviare vere e proprie vertenze che, partendo dal Piano del lavoro, affrontino lo sviluppo ed il welfare inclusivo, anche alla luce degli ulteriori tagli dei trasferimenti agli EE.LL. In questo quadro è positiva l’iniziativa dello SPI di un’inchiesta sui bisogni, che va allargata a tutti i soggetti sociali, quale processo di condivisione nei luoghi di lavoro e nel territorio delle piattaforme, del confronto e delle conclusioni.

Contrattazione quale strumento di presidio dei luoghi di lavoro, centralità delle condizioni di lavoro, tutele e diritti, difesa dell’occupazione, stabilizzazione e superamento delle varie forme di precariato, orario di lavoro, sperimentazione dell’inclusività sono elementi che necessitano di rafforzare la nostra risposta alle scelte del Governo e nel contempo di dare continuità alla nostra capacità di proposta. Infatti, di fronte a scelte divisive e al totale stravolgimento del diritto di lavoro e della sua funzione di riequilibrio di poteri, è urgente tradurre in una proposta di legge da approvare nel Comitato Direttivo, la nostra ipotesi di un nuovo Statuto delle Lavoratrici e dei Lavoratori, che abbia la caratteristica di riunificare il mondo del lavoro attraverso un processo di innovazione e di rafforzamento di diritti e tutele.

L’iniziativa a sostegno della proposta di nuovo Statuto delle Lavoratrici e dei Lavoratori costituirà un fondamentale priorità di lavoro e mobilitazione per l’insieme dell’Organizzazione. La scelta di presentare un nostro progetto sul nuovo Statuto delle Lavoratrici e dei Lavoratori, e la relativa mobilitazione, sul versante del contrasto agli effetti della delega lavoro, rappresentano una forte iniziativa propositiva ed autonoma della CGIL.

La CGIL non esclude che tali percorsi possano essere sostenuti da proposte abrogative. E’ però indispensabile attendere di poter valutare il quadro complessivo che risulterà dall’insieme dei decreti attuativi del Jobs Act, così come saranno definiti dal Governo. Sulla base di tale valutazione e di un relativo dispositivo che sarà deciso dal Comitato Direttivo, possibilmente nella stessa sessione ove sarà approvata la proposta di Statuto delle Lavoratrici e dei Lavoratori, la CGIL attiverà la consultazione straordinaria delle iscritte e degli iscritti, così come prevista dallo Statuto, circa la possibilità di intraprendere un percorso abrogativo per il contrasto alla precarietà e per i diritti del lavoro che, qualora deciso, non potrà e non dovrà delegare ad altri questo terreno di iniziativa, che andrà reso autonomo da qualunque tentazione identitaria di nuove e vecchie ambizioni politiche.

Obiettivo della consultazione straordinaria, il cui esito sarà vincolante per l’insieme dell’Organizzazione, dovrà anche essere quello di realizzare fin da subito una straordinaria ed inedita partecipazione delle iscritte e degli iscritti”.

Share

Leave a Reply