La “buona scuola”: giallo sulla data del decreto legge. FLC CGIL in guerra e studenti contro la Giannini per i privilegi alle scuole private

La “buona scuola”: giallo sulla data del decreto legge. FLC CGIL in guerra e studenti contro la Giannini per i privilegi alle scuole private

Slitta al prossimo 3 marzo il piano di riforma sulla ‘Buona scuola’. Al ministero dell’Istruzione i tecnici stanno cercando, non senza fatica, di trovare un equilibrio fra le dichiarazioni del premier Matteo Renzi, che lo scorso 3 settembre ha presentato il dossier con le riforme che trasformeranno la scuola italiana e la realtà della complessa macchina scolastica italiana. C’è poi il dettato costituzionale che per un decreto-legge prevede due requisiti imprescindibili: necessità ed urgenza. Per questa ragione martedì 3 marzo il decreto-legge dovrebbe contenere soprattutto il piano di assunzione dei precari, 125.000/148.000 in tutto, e l’organico funzionale legato a queste assunzioni.

Per il ministro Giannini non c’era nessuna data fissata

Per il ministro dell’Istruzione Giannini, non si tratta di uno slittamento, perché la data in realtà non era mai stata fissata, ha confessato ai microfoni di Radioanch’io. “Avevamo detto che la volontà politica era di discutere e questo come primo provvedimento dopo il jobs act e la prima data utile che ha messo tutti i ministri nella condizione di essere presenti, per una fase importante della legislatura, è martedì. La data è stata indicata per la prima volta”. “Lavorare sul provvedimento”, ha aggiunto Giannini, “è complicato ma siamo a lavoro da molti mesi”.

La dura replica di Domenico Pantaleo, Flc-Cgil

“La decisione del Governo di rinviare alla prossima settimana il decreto sulla scuola conferma l’incertezza e la confusione sui contenuti da dare ai provvedimenti”. È quanto invece afferma Domenico Pantaleo, Segretario generale della Flc Cgil. Il sindacato ribadisce la “radicale contrarietà alla decisione di affrontare materie contrattuali e di riforma della scuola con la forma del decreto legge. Serve un confronto di merito attraverso il coinvolgimento delle scuole, delle forze sociali e del parlamento. Sulla stabilizzazione dei precari è mancato qualsiasi confronto. In questo modo sarà negato il diritto al lavoro per migliaia di precari, con il tentativo esplicito di aggirare la sentenza della Corte di Giustizia Europea”, prosegue la nota.

“Si vogliono imporre in materia di istruzione e formazione, scelte regressive e autoritarie. Per queste ragioni siamo pronti a contrastare la ulteriore demolizione della scuola pubblica, la mortificazione della dignità e dei diritti dei lavoratori. Basta con la demagogia e gli annunci a effetto. Per cambiare la scuola servono investimenti veri e il rispetto dei principi e dei valori della Costituzione”, conclude Pantaleo.

La denuncia degli studenti: la ministro privilegia le scuole paritarie

Intanto, la Rete degli studenti medi denuncia il tentativo, divulgato dalla ministro Giannini nel solito talk show, di concedere regali alle scuole paritarie, in barba ad ogni precetto costituzionale. La ministro parla esplicitamente di introduzione, nel decreto, di sgravi fiscali per le famiglie che abbiano i figli iscritti alle scuole paritarie. L’annuncio è stato immediatamente stigmatizzato dalla Rete degli studenti medi. In un comunicato durissimo gli studenti affermano: “In un momento storico in cui la crisi ha aumentato le disuguaglianze, il Governo sceglie ancora una volta di sostenere, in nome della libertà educativa, le scuole paritarie. Questo è uno schiaffo al ruolo pubblico dell’istruzione; è uno schiaffo a tutte quelle famiglie che non hanno più la possibilità di sostenere gli studi dei propri figli, in un Paese che ha tassi di dispersione scolastica altissimi. Fin dall’inizio, abbiamo detto che i finanziamenti previsti all’interno del piano ‘Buona scuola’ non sono assolutamente sufficienti, e che c’è bisogno di maggiori investimenti. Daremo battaglia, affinché tale idea non passi mai”.

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