Fiom. Governo allineato a Confindustria. Manifestazione a Roma, 4 ore di sciopero, nuovo Statuto dei diritti, referendum abrogativo

Fiom. Governo allineato a Confindustria. Manifestazione a Roma, 4 ore di sciopero, nuovo Statuto dei diritti, referendum abrogativo

 Cvd. È un acronimo, una abbreviazione che sta per “come volevasi dimostrare”. Viene posto in genere al termine di una dimostrazione matematica per segnalare che la validità di un teorema è stata definitivamente dimostrata. Avremmo scommesso che  l’Assemblea nazionale della Fiom, più di cinquecento persone, delegati dai luoghi di lavoro, componenti degli organismi dirigenti non facevano notizia, non meritavano un richiamo in prima in pagina. Ormai i nostri colleghi avevano esaurito tutte le cartucce sparando contro Maurizio Landini, il segretario generale della Fiom indicato di volta in volta come promotore di un nuovo partito della sinistra, con lui, ovvio leader, prossimo segretario generale della Cgil, dirigente sindacale sconfitto come ha affermato  Renzi Matteo, cacciato dal sindacato e per questo si rifugia nella politica, sempre in dissenso con Susanna Camusso. Ora che c’era la “prova”, la relazione di Landini, il dibattito, le conclusioni, il voto sul documento con cui si sono conclusi i lavori in quel di Cervia, l’interesse dei media scompare. Oppure tanto per non perdere il vizio, nell’articolo dell’inviato di Repubblica, a pagina nove, nel sommario compare: “I dubbi di Camusso: Ma noi non facciamo politica”. Tanto per non perdere il vizio di mettere l’una contro l’altro. Difficile che il segretario della Cgil, che promuove uno sciopero generale, non faccia politica, vorrebbe dire rinnegare la storia della Cgil, a partire da Di Vittorio. Politica è una cosa, partito è un’ altra. La Cgil ha sempre tenuto, anche nei momenti più difficili della sua storia, alla sua autonomia. Infatti leggendo l’articolo si scopre che  Camusso dice : “La Cgil non diventa una coalizione di associazioni o di movimenti perché la nostra funzione sociale e quindi, politica, (ecco la parola, ndr) parte dal rappresentare il lavoro” .

Promemoria per Renzi. La relazione di Landini approvata a stragrande grande maggioranza

Infine, vogliamo segnalare un possibile promemoria per Renzi Matteo e per i colleghi che hanno sprecato parole e titoli sul Landini sconfitto, cacciato dai lavoratori. A conclusione dei lavori sono stati presentati due documenti, uno dalla segreteria nazionale con il quale “l’Assemblea nazionale della Fiom approva la relazione e le conclusioni del Segretario generale, assume il dibattito e il contributo portato dalla Segreteria nazionale della Cgil”. Ha ottenuto 484 voti a favore. L’altro documento, primo firmatario Sergio Bellavita, ne ha ottenuti 38. Un delegato si è astenuto. Prenda appunti Renzi, per evitare nuove gaffe e insulti gratuiti.

Coalizione sociale. Coinvolgere tutti, riunificare le lotte per il lavoro, cambiare politiche economiche e sociali

 Arriviamo così alla definizione, al di là di ogni interpretazione, della coalizione sociale. “L’Assemblea nazionale della Fiom – è scritto nel documento approvato – dà mandato alla Segreteria nazionale di attivarsi a partire dal coinvolgimento delle associazioni, dei movimenti e delle personalità che in questi anni si sono battute nel nostro paese per affermare tali valori e tali princìpi, per coinvolgere tutte e tutti, riunificare le lotte per il lavoro e costruire una coalizione sociale fatta di lavoratori, studenti, precari, disoccupati e migranti, capaci di realizzare un reale cambiamento delle politiche economiche e sociali. Tali iniziative dovranno svilupparsi e qualificarsi anche in diffuse azioni nei territori, in coordinamento con l’azione e l’iniziativa nazionale”.

Da qui  il programma di iniziative nel quadro delle “proposte della segreteria generale della Cgil approvate dal Direttivo della Cgil “.  “L’Assemblea – è scritto nel documento – approva la proposta di mobilitazione avanzata dalla Segreteria nazionale:
– una settimana di mobilitazione a partire dal 19 marzo con un pacchetto di 4 ore di sciopero per realizzare iniziative territoriali in difesa dell’occupazione, dei diritti e del lavoro e assemblee;
– di promuovere sull’insieme delle proposte definite una grande manifestazione nazionale per sabato 28 marzo 2015 a Roma;
– la raccolta di firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare sugli appalti, a partire dalla giornata nazionale decisa dalla Cgil il prossimo 19 marzo; con il sostegno alla legge di iniziativa popolare sulla cancellazione del pareggio di bilancio in Costituzione”.

Inoltre la Fiom aderisce alla “giornata della memoria per i morti di mafia promossa da Libera che si terrà a Bologna sabato 21 marzo 2015 e partecipa alla commemorazione del 70° della Liberazione e alla manifestazione nazionale promossa dall’Anpi il 25 aprile a Milano”.

 Giudizio negativo sui provvedimenti decisi dal governo in linea con Confindustria

 Un programma di mobilitazione che riprende le lotte dei mesi passati, dalla manifestazione di Roma, allo sciopero generale, agli scioperi e manifestazioni dei metalmeccanici. “La Fiom – è scritto nel documento – conferma il giudizio negativo sui provvedimenti decisi dal Governo con il sostegno di Confindustria in materia di mercato del lavoro e di politica economica, che presentano profili di incostituzionalità; ritiene necessario continuare nelle iniziative di contrasto e proseguire la mobilitazione a partire dalle proposte decise dall’assemblea nazionale dei delegati del 26 e 27 settembre 2014, tra cui una vera politica per il lavoro a partire da un piano straordinario di investimenti pubblici e privati con al centro il rilancio del Mezzogiorno e la valorizzazione del territorio; una riforma dell’attuale sistema pensionistico; dall’elaborazione prodotta nei convegni su legalità, lotta alle corruzioni e all’evasione fiscale, riforma del fisco a partire da una riduzione del peso fiscale per il lavoro salariato e le pensioni, politiche industriali e intervento pubblico, un nuovo programma di rifinanziamento del debito pubblico europeo.”

Jobs Act: si svuotano i diritti fondamentali. Una fase di confronto con i lavoratori

“Con il varo dei decreti attuativi sul Jobs Act – prosegue il documento – si svuotano i diritti fondamentali previsti dallo Statuto dei diritti del lavoratori, si facilitano i licenziamenti individuali e collettivi, si riducono gli ammortizzatori sociali, si estende la precarietà. Il mondo del lavoro cambia in modo radicale determinando una situazione inedita per i lavoratori e il movimento sindacale. La riconquista di diritti e di tutele universali per tutte le lavoratrici e i lavoratori richiede la definizione di una strategia sindacale adeguata e delle proposte capaci di contrastare sul terreno contrattuale giuridico e sociale l’applicazione di questi provvedimenti. L’Assemblea nazionale impegna tutte le strutture della Fiom ad aprire una fase di discussione straordinaria con le lavoratrici e i lavoratori nei luoghi di lavoro e nel paese e condivide le proposte per un’iniziativa contrattuale per l’estensione dei diritti e contro l’applicazione del Jobs Act in materia di licenziamenti individuali e collettivi, demansionamento, controllo a distanza, appalti, taglio degli ammortizzatori sociali.”

Disegno di legge di iniziativa popolare per un nuovo Statuto dei diritti

L’Assemblea condivide la proposta avanzata dal Segretario generale della Cgil e approvata dal direttivo della Cgil “di predisporre un progetto di legge di iniziativa popolare per un nuovo statuto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori per riunificare tutto il frammentato mondo del lavoro attivando in tempi rapidi la consultazione straordinaria delle iscritte e degli iscritti così come decisa dal comitato direttivo della Cgil e di intraprendere, di conseguenza, un coerente percorso referendario abrogativo della recente legislazione in materia di lavoro e di contrattazione. Pertanto l’Assemblea nazionale – si afferma – considera  necessario l’impegno di tutta l’organizzazione a perseguire l’obiettivo della cancellazione di queste norme legislative. L’attacco ai diritti nel lavoro, la frantumazione del mondo del lavoro da un lato e il processo autoritario di riforme istituzionali in atto e di accentramento decisionale del Governo stanno nei fatti cancellando lo spazio e il ruolo di rappresentanza e mediazione delle formazioni sociali previste dalla nostra Costituzione, quale condizione di partecipazione piena alla vita pubblica e di rafforzamento della democrazia.”

L’assenza di una rappresentanza politica del lavoro sostituita da centralità dell’impresa e del mercato

Il documento sottolinea “l’ assenza di una rappresentanza politica del lavoro sostituita da una centralità assoluta dell’impresa e del mercato. Nella storia degli ultimi 100 anni la Fiom e la Cgil hanno svolto un ruolo di rappresentanza generale degli interessi del mondo del lavoro e di affermazione di un’idea di stato sociale come strumento essenziale per i diritti fondamentali della persona: lavoro, salute, istruzione. Tutto ciò oggi è messo in discussione, compresa la trasformazione del sindacato da soggetto confederale e generale a sindacato di mercato aziendale e corporativo.”

Dimensione europea e territoriale per cambiate le regole di ispirazione liberista

Per queste ragioni la prosecuzione di una mobilitazione capace di realizzare un reale cambiamento delle politiche  economiche e sociali del Governo “ha bisogno di offrire un terreno di riunificazione del mondo del lavoro attraverso la costruzione di un’ampia coalizione sociale che abbia nella realizzazione dei princìpi fondamentali della Costituzione la propria base programmatica e di trasformazione della società. Esistono nel paese emergenze fondamentali: quella ambientale, quella del lavoro, la privatizzazione del welfare e dei servizi, quella culturale, il superamento delle diseguaglianze, quella della corruzione e dell’illegalità”. “I temi su cui – sottolinea il documento – agire hanno una dimensione europea e territoriale: l’Europa indirizza e detta tutte le scelte dei nostri paesi ed è per noi il luogo di unificazione delle rivendicazioni politiche e sociali e di trasformazione generale, per cambiare le regole d’ispirazione liberista che oggi governano l’Ue, per l’unità e la mobilitazione delle lotte e dei sindacati europei su questi temi; il territorio è il luogo di coalizione e azione per rappresentare i bisogni e costruire i nuovi diritti e poteri di tutte le forme del lavoro subordinato”.

Obiettivo prioritario per la Fiom è la riconquista di  un  vero Contratto nazionale

In questa fase, obiettivo prioritario per la Fiom è “la riconquista di un vero Contratto collettivo nazionale di lavoro quale strumento di tutela e di diritti comuni di tutti i lavoratori, a partire dalla difesa e dall’aumento del potere d’acquisto del salario, per una lotta alla precarietà, la difesa dell’occupazione attraverso la contrattazione delle flessibilità e la riduzione degli orari di lavoro, le condizioni di lavoro, il diritto alla formazione. Rivendicazioni che dovranno trovare spazio nella piattaforma insieme alla richiesta che i minimi contrattuali diventino  il salario orario minimo legale a parità di mansione. Perciò – si afferma – non è accettabile l’obiettivo dichiarato di Confindustria di una totale derogabilità normativa ed economica del Contratto nazionale fino al superamento dei due livelli di contrattazione. La Fiom conferma l’impegno al rinnovo delle Rsu e delle Rls e per una campagna straordinaria di tesseramento anche al fine di realizzare una reale certificazione della rappresentatività delle organizzazioni sindacali”.

 “L’Assemblea nazionale – conclude il documento – dà mandato alla Segreteria nazionale di verificare nei prossimi giorni con Fim e Uilm le condizioni per la costruzione di una piattaforma unitaria e in ogni caso per un possibile rinnovo unitario del Ccnl dei metalmeccanici; in ogni caso le decisioni sulla piattaforma del rinnovo contrattuale saranno prese dall’Assemblea nazionale dei delegati che sarà appositamente convocata”.

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