Dopo l’ok del Bundestag, parte la corsa greca contro il tempo. Le mosse di Tsipras e Varoufakis

Dopo l’ok del Bundestag, parte la corsa greca contro il tempo. Le mosse di Tsipras e Varoufakis

Il Bundestag tedesco ha votato con una schiacciante maggioranza l’estensione della ristrutturazione del debito greco a fine giugno. Sui 587 parlamentari presenti, hanno votato a favore dell’estensione 542, mentre 32 sono stati i voti contrari e 13 gli astenuti. Il settimanale Spiegel scrive che si è trattato della maggioranza più ampia mai ottenuta per un voto sul debito nell’eurozona da quando la crisi ha avuto inizio. Dei 32 voti contrari, 29 sono di parlamentari della CDU/CSU, il partito della cancelliera Merkel, che così hanno voluto dar voce e peso pubblico ad una vergognosa campagna anti-Grecia e antieuropea scatenata da alcuni mezzi di informazione, a partire dal quotidiano popolare Bild, che per due giorni consecutivi ha aperto le sue prime pagine con un NEIN! scritto a caratteri cubitali. Su questo tema si è aperto un fortissimo conflitto all’interno stesso della Grosse Koalition, che ha fatto dire in Parlamento al deputato della Spd che il Bundestag “non accetta campagne di stampa contro un altro paese dell’Europa”, e ha ricordato la Conferenza di Londra sui debiti di guerra, quando, 62 anni fa, venne cancellato metà del debito dei tedeschi. È perciò evidente che il conflitto si gioca tutto all’interno del partito della Merkel, dove una trentina di parlamentari hanno ceduto agli interessi lobbystici di alcuni banchieri. In ogni caso, la massiccia adesione del Parlamento tedesco alla proposta di estensione, decisa dall’accordo in seno all’eurogruppo dei ministri delle Finanze, ha convinto il Consiglio di amministrazione dello European Financial Stability Facility ad estendere il prestito greco fino al 30 giugno, con l’impegno di un’assistenza finanziaria alla Grecia fino a 141 miliardi di euro. L’ultima parte del prestito, del valore di 1,8 miliardi di euro sarà disponibile entro giugno se sarà completata con successo la revisione finale.

La riunione di Tspiras coi ministri

Nella serata di venerdì, intanto, ad Atene, il premier Alexis Tsipras ha convocato una riunione dei ministri, coi quali ha cercato di fare il punto della situazione. Tsipras ha detto che la Grecia è uscita dai colloqui nell’eurogruppo avendo ottenuto dignità e parità. Ha parlato di un “accordo-ponte” e ha aggiunto: “ciò che che abbiamo dinanzi a noi è il dovere di dare avvio ad alcune riforme che facciano pulizia. La prima legislazione da sotttoporre al Parlamento greco da lunedì deve affrontare la crisi umanitaria. Forniremo elettricità gratuita e cibo a tutti coloro che si trovano in stato di bisogno. Il governo proporrà leggi che proteggano la prima casa dall’esproprio, con un valore fino a 300.000 euro e la ristrutturazione della tv pubblica, senza alcun peso economico sul bilancio dello stato”. E prima ancora che la riunione coi ministri avesse inizio, Tsipras aveva detto ai cronisti: “Il paese è uscito da questo difficile e duro processo di negoziati più forte e più fiero”.

Varoufakis: “tassa straordinaria su coloro che possono pagare”

Sabato mattina, il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis ha illustrato alcune delle iniziative economiche che il governo prenderà a partire dalla prossima settimana. Intanto, ha parlato di “una tassa straordinaria su coloro che possono pagare, per garantire l’equilibrio finanziario. Ci siamo impegnati ad ottenere l’equilibrio di bilancio. Se fossi costretto a imporre una tassa straordinaria, lo farei, ma solo su coloro che possano pagarla, perchè non si chiedono soldi a chi soffre”. Ed ha aggiunto: “Guardiamo a coloro che dispongono di molto denaro e non hanno mai pagato. Sono loro il nostro obiettivo e saremo spietati. Occorre trovare una soluzione per far pagare quelli che hanno i soldi”. Varoufakis ha auspicato che i partner europei che “aiutano la Grecia si occupino delle loro aziende, che non pagano le imposte qui, e non solo di venire a darci lezioni”.

I “crediti a rischio”

Varoufakis ha anche parlato dei cosiddetti “crediti a rischio”, ovvero, le sofferenze che pesano sui bilanci delle banche. Secondo il ministro, si potrebbe immaginare “la creazione di una sorta di banca-ponte che potrebbe assorbire le sofferenze”, con l’uso degli undici miliardi di euro garantiti dal Fondo ellenico di stabilità, “in modo da consentire alle banche di tornare a prestare soldi alle imprese e di risolvere il problema della liquidità sul mercato”.

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