Dal Cremlino alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza nulla di buono: alba di guerra?

Dal Cremlino alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza nulla di buono: alba di guerra?

L’incontro al Cremlino con Merkel, Hollande e Putin

La cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Hollande hanno incontrato venerdì le autorità russe per presentare un piano d’uscita dalla crisi per l’Ucraina, piano già esposto nelle sue articolazioni al presidente Poroshenko giovedì. Merkel, Hollande e Putin si sono lasciati al termine di un vertice durato 5 ore senza aver trovato alcun accordo sostanziale. Il massimo possibile dell’intesa è stato un arrivederci alla “preparazione” di un futuro piano di pace.

Intanto, in Ucraina, a Debaltseve, nodo strategico ad est del Paese, sabato mattina sono ripresi i combattimenti, all’indomani di una breve tregua durante la quale sono stati fatti evacuare centinaia di civili. “I ribelli tirano lanciarazzi Grad dalle 6 di questa mattina” sul quartiere nord di Debaltseve, ha scritto il capo della polizia regionale filoucraina, Viatcheslav Abroskine in un comunicato. Secondo Amnesty International, gran parte della popolazione di Debaltseve, 25mila abitanti, sono già fuggiti dalla cittadina, e non restano che 7mila persone.

La Conferenza sulla sicurezza a Monaco di Baviera: l’intervento di Merkel, mentre Hollande parla di guerra

Dal canto suo, sempre sabato mattina, il presidente francese Hollande, durante la posa della prima pietra di un cinema a Tulle, ha evocato i negoziati di pace con la Russia sull’Ucraina. “Penso che vi sia un’ultima chance. Se non perveniamo ad un accordo durevole di pace, conosciamo perfettamente lo scenario: ha un nome, si chiama guerra”, ha dichiarato Hollande, spaventando il mondo intero. La prospettiva di una guerra vera tra Occidente e la Russia è stata al centro della seconda giornata della Conferenza sulla Sicurezza in corso di svolgimento a Monaco di Baviera. Sabato mattina sono intervenuti Angela Merkel e Sergei Lavrov, ministro degli esteri di Putin. La cancelliera è stata netta: “l’Occidente costruirà la sicurezza in Europa insieme alla Russia, non contro di essa”. Ed ha aggiunto che “la Russia deve contribuire alla soluzione del conflitto in Ucraina. La crisi non può essere risolta usando mezzi militari. La creazione di un’Europa espansiva da Vladivostok a Lisbona è impossibile senza la soluzione della situazione critica in Ucraina, con il rispetto del diritto internazionale”. Sui colloqui di venerdì con Putin, Angela Merkel ha poi detto: “Dopo i colloqui di ieri col presidente Hollande, devo dire che ancora non sappiamo se porteranno qualche successo, ma la visita al Cremlino è stata importante. Era nostro dovere verso coloro che stanno soffrendo. Nessuno ha interesse a nuove divisioni nelle relazioni in Europa. Tuttavia, non è interesse di alcuno un confronto la cui tensione sale sempre di più”. E infine: “non ho garanzie teoriche sull’Ucraina. C’è enorme divergenza. Dopo questo genere di esperienze sono molto attenta a dare garanzie. L’unica cosa garantita è che esiste un accordo e deve essere rispettato”.

La questione delle armi a Kiev

Anche sulla consegna di armi agli ucraini, la cancelliera tedesca ha avuto parole nette durante la Conferenza di Monaco sulla sicurezza: “comprendo la questione, ma credo che enormi quantità di armi consegnate all’Ucraina non sono certo un modo per ottenere progressi. Questo conflitto non può essere risolto con le armi”.

La questione della fornitura di armi all’esercito ucraino sta nettamente deflagrando in uno scontro frontale tra Stati Uniti ed Europa, con in testa, come si è visto, le rigide e negative posizioni della Germania. Gli Stati Uniti, in realtà, cercano di portare la Nato ad un allargamento di fatto verso Est, con la creazione di una serie di teste di ponte ben armate nelle repubbliche baltiche. Questa decisione insieme con quella di un forte riarmo delle truppe ucraine hanno fatto pensare ai russi, e ai tedeschi, che si tratti di un possibile accerchiamento militare della Russia. L’ex segretario alla Difesa americana, Michele Flournoy, spiega in questo modo la strategia Usa: “non crediamo che ci sia una soluzione militare a questo confitto, ma crediamo che fornire armamenti difensivi all’Ucraina sia uno dei pochi modi rimasti per alzare il prezzo sulla Russia e, come deterrente per costringerla a sedersi al tavolo dei negoziati per una soluzione diplomatica”. In realtà, anche l’Europa appare decisamente divisa sul tema della consegna delle armi all’Ucraina. Se Francia, Germania, Finlandia e Italia hanno già ampiamente negato ogni iniziativa del genere, la Polonia pare essere il capofila di alcuni stati dell’Est che invece intendono fornire armi ai vicini dell’Ucraina.

La risposta del ministro russo degli esteri, Lavrov

Dal canto suo, il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, nel suo intervento alla Conferenza di Monaco, ha sostanzialmente stigmatizzato il comportamento diplomatico dell’Unione Europea: “la partnership strategica tra Russia e Unione Europea non ha superato l’esame”. Lavrov ha citato lo scudo antimissile progettato dagli Usa per l’Europa dell’est come caso in cui i leader europei hanno trascurato l’ideale di trasparente sicurezza europea per la salvezza delle “illusioni e delle convinzioni dei vincitori della Guerra Fredda”. Le relazioni tra la Russia e l’Unione Europea, secondo Lavrov, si sono deteriorate dopo la riunificazione della Crimea con la Russia, che ha spinto Bruxelles e Washington a imporre sanzioni contro la Russia e a congelare gli accordi di partenariato. E infine ha ricordato all’Europa intera che la riunificazione tedesca non è stata il frutto di un Referendum, ma di una vera e propria imposizione da parte dei leader occidentali.

La protesta degli industriali tedeschi contro le sanzioni a Mosca

Nel frattempo, sempre a Monaco, durante la Conferenza sulla sicurezza, il mondo degli affari e del commercio tedesco ha fatto sapere che non intende più tollerare oltre il peso delle sanzioni su Mosca. Si tratta di svariati di miliardi euro andati in fumo nell’export tedesco verso la Russia. In particolare, ne stanno soffrendo l’industria metalmeccanica e agroalimentare e quella della componentistica. Gli industriali tedeschi hanno denunciato pubblicamente che se le sanzioni contro Mosca fossero mantenute per altri sei mesi, vi sarebbero conseguenze drammatiche sul piano dell’occupazione in alcune aree industriali strategiche.

Il presidente ucraino Poroshenko mostra i passaporti dei soldati russi in Ucraina e chiede sostegno

Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha mostrato i passaporti dei soldati russi entrati in Ucraina come prove della “aggressione e della presenza delle truppe russe” che combattono al fianco dei ribelli nell’est del Paese. “Vi mostro i passaporti e le carte d’identità militari dei soldati russi e degli ufficiali russi che sono venuti da noi”, ha gridato Poroshenko nel suo intervento alla Conferenza di Monaco, “è la prova migliore dell’aggressione e della presenza delle truppe russe sul suolo ucraino”. Ed ha aggiunto: “la questione ucraina rimarrà irrisolta fino a quando popoli e politici d’Europa e del mondo intero non forniranno un sostegno pratico all’indipendenza dell’Ucraina – politico, economico, ma anche militare. Siamo una nazione indipendente e abbiamo il diritto di difendere il nostro popolo. Durante l’offensiva abbiamo dato prova di essere responsabili e non useremo le armi difensive per un attacco”.

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