Corruzione e concussione, due piaghe per la Capitale

Corruzione e concussione, due piaghe per la Capitale

Nuovi arresti a Roma per corruzione. Si allarga sempre più e assume aspetti sconcertanti l’indagine della Procura di Roma e della Guardia di Finanza volta a reprimere fatti di corruzione e concussione accaduti nella capitale. Infatti, dopo i numerosi arresti di inizio anno, questa volta a cadere nelle maglie della giustizia ci sono anche tecnici in servizio al IX Dipartimento di Roma Capitale (Programmazione e attuazione urbanistica), preposti al rilascio delle concessioni edilizie. Il blitz di inizio settimana è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Roma ed eseguito dai finanzieri del Comando Unità Speciali della Guardia di Finanza di Roma. Sono 11 le ordinanze cautelari a carico di 11 soggetti, tra cui 5 funzionari pubblici (3 tecnici del comune e 2 ispettori dell’Asl) e di 6 imprenditori assoggettati agli obblighi di presentazione dinanzi alla polizia giudiziaria. Si tratta di un nuovo salto in avanti contro la lotta alla corruzione, dopo le operazioni messe a segno a gennaio. L’operazione “Vitruvio” così sale di livello: tra i funzionari pubblici arrestati figurano anche due tecnici che prestano servizio al IX Dipartimento di Roma Capitale (programmazione e attuazione urbanistica). I tecnici del Dipartimento arrestati per reati di corruzione si occupavano di istruire le pratiche edilizie per il rilascio dei titoli abilitativi, quali il permesso di costruire, l’approvazione delle varianti in corso d’opera e le concessioni edilizie in sanatoria. Dagli accertamenti eseguiti è emerso che alcuni costruttori per ottenere celermente l’approvazione dei progetti edilizi senza rischiare di incorrere in lungaggini immotivate, si trovavano costretti a sottostare alle richieste illecite dei pubblici ufficiali responsabili delle pratiche. Il sistema di malaffare e di corruzione svelato dalle indagini nel settore delle costruzioni residenziali della Capitale apre uno squarcio preoccupante sul metodo adottato dai pubblici ufficiali indagati. Si rilevano, infatti, episodi di corruzione sia nella fase preliminare, nel momento in cui venivano presentati i progetti al IX Dipartimento per ottenere il titolo autorizzativo, sia nella fase esecutiva, quando i tecnici dell’ispettorato edilizio dei vari Municipi effettuavano i controlli nei cantieri, non rilevando gli abusi. Anche per quanto attiene ai controlli effettuati dagli ispettori dell’Asl in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro è stato ulteriormente rilevato come la corruzione preventiva abbia assunto forme preoccupanti consentendo l’arresto di ulteriori pubblici ufficiali. I militari delle Fiamme Gialle hanno scoperto anche un vero e proprio tariffario, a seconda delle richieste formulate dagli imprenditori coinvolti in questo giro, che sembrerebbe vorticoso, di tangenti. Seimila gli euro necessari per una dichiarazione di inizio lavori, tremila 3mila per le pratiche di sanatoria, ottomila per le varianti e diecimila per la dichiarazione di fine lavori. Per evadere i controlli sulle misure di sicurezza erano invece necessari almeno 100 euro. “In alcuni casi – ha affermato il generale Vecchione nel corso di una conferenza stampa – abbiamo scoperto una sorta di corruzione preventiva con tangenti pagate addirittura prima che partissero i controlli”.

Share

Leave a Reply