Charlie Hebdo torna in edicola. La prima uscita “normale” dopo l’edizione speciale del dopo attentato

Charlie Hebdo torna in edicola. La prima uscita “normale” dopo l’edizione speciale del dopo attentato

Un cane che scappa con una copia di Charlie Hebdo in bocca, e ad inseguirlo caricature tra l’umano e il canino di Nicolas Sarkozy, Marine Le Pen, Papa Francesco e uno jihadista, rappresentato come un grosso lupo nero con un kalashnikov in bocca. Disegni neri, sfondo rosso, e il titolo ‘C’est reparti!’ (si ricomincia). E’ questa la copertina del nuovo numero di Charlie Hebdo, il periodico settimanale satirico francese fondato nel 1970. E’ la seconda pubblicazione dopo l’attentato del 7 gennaio (che è costato la vita a dodici persone) e sarà in edicola da oggi in 2,5 milioni di copie. E’ la prima uscita” normale “tornata oggi ,mercoledì, in  edicola dopo l’edizione speciale del dopo attentato (7 milioni di copie) e la pausa di una settimana per far rifiatare i superstiti della strage. Si dice normale ma nulla potrà più esserlo, soprattutto dopo che al sangue di Parigi si è aggiunto il sangue di Copenaghen con una agghiacciante azione fotocopia: contro la satira e contro una sinagoga.

Che cosa ci sarà nel nuovo numero? “Parleremo di attualità, certo di Sarkozy non per forza di Maometto” mi aveva confidato il capo della redazione Gerard Biard, per correggersi pero’ pochi giorni dopo parlando con il Magazine di Le Monde” . “Dovremo trattare ancora quegli argomenti, ci diranno che siamo ossessionati, ma l’ossessione non è la nostra, è la loro”. E’ davvero commovente vedere lavorare la redazione di Charlie. Alcuni, come Luz, hanno ancora il braccio al collo per le ferite subite nell’attentato, tutti hanno negli occhi le immagini della strage. Difficile avere la leggerezza per scherzare. Non solo. La solidarietà post attentato ha riversato un mare di soldi su Charlie. Fino al giorno prima era un giornale sull’orlo del fallimento che vendeva  a fatica sessantamila copie. Oggi ha duecentomila abbonati e fra donazioni statali e private si calcola che abbia raccolto 30 milioni di euro. Paradossalmente un peso in più: come dividere il denaro aldilà’ dei contributi per i familiari delle vittime? “Molti nuovi disegnatori, contattati per rimpiazzare le vecchie firme si mostrano titubanti: “dobbiamo per forza venire in redazione? C’èpericolo?”. Il comune di Parigi sta approntando una nuova redazione con mille misure di sicurezza ma è difficile fare ironia rinchiusi in un bunker.

L’altro giorno, racconta Le Monde Magazine, uno dei disegnatori più noti di Charlie, Luz, ha visto un documentario sulla vita della balene al polo nord. Ogni balena muoveva l’acqua per impedire che si riformasse la banchisa ghiacciata. “E’ un po’ la metafora di quel che ci sta accadendo-ha detto Luz- cerchiamo di impedire per gli altri che si riformino limiti alla libertà di espressione”.

Da Articolo 21

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