Catania. “Nicole, sarai per sempre la mia piccola ballerina scatenata. Ti amo, amore di mamma”

Catania. “Nicole, sarai per sempre la mia piccola ballerina scatenata. Ti amo, amore di mamma”

È intervenuto anche il  Presidente della Repubblica per esprimere dolore, insieme a incredulità, per  la morte di una bambina che ha vissuto solo tre ore. Non c’era un posto negli ospedali di Catania per cercare di salvare una neonata che non riusciva a respirare. “Vergognoso”, così Sergio Mattarella ha definito quanto accaduto. Non c’è parola più appropriata per una vicenda che ha colpito milioni di persone che hanno seguito  le cronache dei tg, delle radio. Dolore, indignazione e insieme partono gli accertamenti per capire cosa sia accaduto e chi ne porta le responsabilità. Speriamo che, come altre volte purtroppo è avvenuto, le  indagini non si perdano nelle nebbie, magari in un rimpallo di responsabilità. Lo si deve prima di tutto  ai genitori, ai familiari duramente provati. La madre della piccola ha trovato la forza di scrivere su Facebook, di raccontare il suo dolore, parlando alla sua bambina, quasi fosse presente davanti a lei ancora provata da un parto che, si dice, era andato bene.

 “Dentro di me, ci hai regalato una gioia immensa poi un dolore che non vorresti mai provare”

 Riportiamo  il testo. “Ci sono tanti tipi di amore – scrive – e noi abbiamo avuto la fortuna di provarli tutti, il più grande è senza dubbio quello per i propri figli ed io e Andrea lo proveremo per sempre per la nostra piccola Nicole che fin da subito dentro me ci ha regalato una gioia immensa e un amore infinito… poi c’è il dolore quello non vorresti mai provarlo sotto nessuna forma, ma lui t’insegue e noi siamo stati inseguiti e presi  da quello più brutto, il dolore della perdita di un figlio… un dolore che ti spezza il cuore in mille pezzi, un dolore che ti svuota, ti toglie la voglia di vivere, perché la tua vita era la sua vita. La nostra bambina non c è più… E non per cause naturali, ma per un errore umano, tanti errori umani… quello che dicono i TG è solo una parte di verità… ma presto si avrà giustizia, presto tutto verrà alla luce e la mia bambina avrà pace. Non mi hanno permesso di vederla, di stringerla a me, di accarezzarle la manina e farle sentire che io le ero vicino, me l’hanno portata via, senza averle potuto dare il suo primo e ultimo saluto. Piccola mia tu vivrai per sempre nei nostri cuori…. ricorderò ogni piccolo movimento che facevi dentro me fino a poco prima della tua nascita eri e sarai per  sempre la mia piccola ballerina scatenata. Ti amo amore di mamma”.

Le indagini  subito partite. Ci sono già iscritti nel registro degli indagati

Le indagini sono subito partite. Ci sono iscrizioni nel registro degli indagati che riguardano “l’intera catena che si è occupata della vicenda”. Non ha fatto nomi il procuratore di Catania, Giovanni Salvi. L’intera catena significa partire dal momento del parto, poi la crisi respiratoria, gli ospedali di Catania che non hanno posto, la corsa verso l’Ospedale di Ragusa, cento chilometri, la morte di Nicole Di Pietro, durante il percorso. Fino all’autopsia appena saranno resi noti i risultati. “Ci sono iscrizioni nel registro degli indagati. Non vi dico i nomi ma si tratta dell’intera catena che si è occupata della vicenda”. Lo ha detto in conferenza stampa il procuratore di Catania, Giovanni Salvi in merito alla morte di Nicole Di Pietro, la neonata di Catania deceduta per una crisi respiratoria su un’autoambulanza mentre veniva trasportata verso l’unico ospedale del comprensorio Catania-Siracusa-Ragusa che aveva un posto libero in terapia intensiva neonatale

La Procura di Catania: individuare i passaggi della “catena” che si è occupata della vicenda

 Al momento, ha detto il procuratore di Catania, è necessario comprendere “le singole responsabilità”, individuando ogni passaggio “della catena che si è occupata della vicenda” e analizzando i risultati della “autopsia” sul corpo della piccola. In questa vicenda, ha aggiunto, “si inseriscono tanti aspetti: l’origine della patologia, le cure prestate alla bambina e le richieste alle strutture specialistiche, ma anche il trasporto e la gestione di ogni necessità”. L’autopsia sul corpo della piccola sarà eseguita tra lunedì e martedì. Intanto la casa di cura Giblino di Catania dove è avvenuto il parto “respinge fermamente ogni illazione e congettura che in queste ore viene diffusa nei confronti del proprio operato”. Si è mossa immediatamente la Regione.

Crocetta:  possibile che non ci fossero pazienti meno gravi in quel momento?

Il governatore Crocetta sottolinea  che “anche  per le cliniche private deve essere obbligatorio avere la rianimazione neonatale”. “Il peso della decisione della clinica – aggiunge Crocetta – non è stato indifferente. Alle tre del mattino, due ore dopo i primi problemi respiratori della piccola, il personale ha deciso di portarla in un ospedale che si trova a oltre 100 chilometri di distanza. Avrebbe invece potuto accompagnarla direttamente al pronto soccorso di uno degli ospedali, dove non avrebbero rifiutato la paziente. Ciò non toglie che anche il personale dei tre nosocomi etnei possa avere avuto delle responsabilità. È possibile che non ci fossero pazienti meno gravi in quel momento?”.  L’assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino, ha convocato i direttori generali dei tre ospedali catanesi, i responsabili del 118. È stata molto dura, parla di “ vergogna” e non esclude che “cadranno molte teste”. Il ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, ha inviato gli ispettori  negli ospedali dove non c’era posto per il ricovero della neonata.

Il primario: colpa  dei tagli alla sanità, nascono 12 mila bambini l’anno, solo 38 posti di terapia intensiva

Parla anche il primario dell’Utin del Policlinico universitario di Catania, Vincenzo Di Benedetto, una delle unità intensive in cui non c’era posto per Nicole. Non ci sta a passare per il “colpevole”, dal punto di vista morale di un fatto così grave. “Chiamatela col suo nome, malapolitica, perché questo non è un caso di malasanità”. “I medici – prosegue – sono costernati per quello che è accaduto a Nicole e mi sento di parlare a nome di tutta la categoria, sia la classe medica che amministrativa, ma il problema qui non è medico, ma è politico. È la nostra burocrazia che non va”.  Parla del suo reparto: “Giornalmente – spiega – dobbiamo rifiutare ricoveri in questa unità di terapia complessa, così come altre unità catanesi di chirurgia pediatrica. Questo è soltanto un boomerang dei tagli sconsiderati alla sanità regionale. Non si può pensare che a Catania nascono 12mila bambini l’anno e abbiamo, fra tutti gli ospedali, soltanto 38 posti di terapia intensiva”.

Veronesi:  disumano trasportare una neonata da una provincia ad un’altra

Interviene anche l’ex ministro della Sanità, Umberto Veronesi: “Credo che quanto accaduto farà riconsiderare l’organizzazione della sanità catanese in maniera più flessibile e logica. In generale, è evidente che qualcosa non ha funzionato –afferma – l’allarme doveva scattare prima, quando sono risultati occupati tutti i posti in terapia intensiva neonatale, per evitare poi una condizione quasi disumana, e cioè trasportare una neonata in ambulanza da una provincia all’altra. Le emergenze sono difficili da gestire, ma bisogna prevederle. Ogni ospedale deve essere pronto ad affrontare qualunque tipo di problema, anche se raro”.

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