Calcioscommesse, si ricomincia nel tribunale ordinario. Conte “avvisato” per frode, ma Berlusconi stravede sempre per lui

Calcioscommesse, si ricomincia nel tribunale ordinario. Conte “avvisato” per frode, ma  Berlusconi stravede sempre per lui

Calcioscommesse finito?  Macché! Si è chiuso due anni fa solo per la giustizia sportiva con diverse squalifiche più o meno prolungate di calciatori non proprio con l’aurea di campioni, trascinati dentro  al giro da loschi figuri, ex giocatori  senza notorietà o mezze tacche, tutti a trafficare ai confini del mondo calcistico per arricchirsi loro e consentire ad alcuni pedatori della domenica di arrotondare ulteriormente i già cospicui guadagni.  La giustizia sportiva, legata e subordinata alle scadenze dei vari tornei, è stata abbastanza celere, tra appelli e contrappelli, ad assumere le decisioni finali che, fra l’altro,  sono costate anche penalizzazioni a diverse società.

La giustizia ordinaria, invece, come succede in Italia, se l’è presa molto comodamente, e solo nei giorni scorsi, la Procura di Cremona, dopo ben quattro  filoni di indagini in quattro anni,  ha finalmente dichiarata chiusa l’inchiesta, confermando le accuse nei confronti  di 130 persone, fra cui giocatori,  attuali ed ex, allenatori, dirigenti e compagni di merende, anzi di scommesse. Entro la fine dell’anno ci sarà l’udienza preliminare, nella quale è bene precisarlo, tutto potrebbe succedere e successivamente l’inizio del relativo processo.

Fin qui, tutto secondo le previsioni   ma fra gli indagati, troviamo la novità del  nome di Colantuono, allenatore dell’Atalanta, mai citato in precedenza; c’è anche quello di Stefano Mauri, capitano della Lazio, che all’epoca fu  arrestato, e squalificato dalla giustizia sportiva per sei mesi, al quale viene ora  contestato il reato di associazione a delinquere; fra i “vecchi” protagonisti in negativo  Beppe Signori, Cristiano Doni, Stefano Bettarini (marito di Simona Ventura).

Ma il nome più clamoroso, in quanto più noto,  è quello di Antonio Conte, attuale Commissario Tecnico della Nazionale,  indagato per frode sportiva quando allenava il Siena, nel campionato 2010/2011, annata della quale sono state passate a setaccio 18 partite.   A quanto riportato nell’avviso della Procura cremonese, in Novara-Siena  sarebbe stato Conte  a  comunicare ai giocatori dell’avvenuto accordo  per il pareggio (che ci fu), mentre in Albinoleffe-Siena all’ultima giornata e a promozione già conseguita, antecedentemente alla gara, lo stesso avrebbe  partecipato ad una riunione tecnica nella quale fu deciso di lasciare la vittoria (che ci fu, anche questa) agli avversari con il benestare del tecnico.  C’é da rilevare che Conte, per questi due match era già stato indagato dalla giustizia sportiva,  rimediando, dalla Commissione Disciplinare  che aveva rifiutato il patteggiamento, una squalifica di 10 mesi per omessa denuncia su entrambe le partite, limitandone la colpa alla sola conoscenza degli illeciti ed  escludendone la partecipazione diretta.  La Corte di Giustizia Federale, invece, lo prosciolse per Novara-Siena ma  confermò  la squalifica, riconoscendo l’omessa denuncia da parte di Conte, solo per Albinoleffe-Siena, con la precisazione, nelle motivazioni,  che lo stesso avrebbe dovuto essere processato fin dal primo grado per illecito sportivo, reato ben più grave dell’omessa denuncia.

In terzo ed ultimo grado il  Tnas,  Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport,   chiudeva definitivamente la questione, in ambito sportivo,  riducendo la squalifica da 10 a 4 mesi con la motivazione basata sull’autoaccusa del vice allenatore Stellini che aveva partecipato alla combine, anche se quest’ultimo non aveva fatto il nome di Conte fra i presenti alla decisione. In campo calcistico, quindi, Conte, pur professandosi totalmente estraneo alle accuse, fu condannato, scontando la sua pena rintanato ad assistere nelle cabine televisive le partite di quella Juve, ugualmente strepitosa anche senza tecnico titolare in panchina,  al quale la  società aveva pubblicamente confermato la sua fiducia.  La scorsa estate,  il rapporto con la vecchia signora,   si è chiuso con qualche burrasca , quando il nostro Antonio si è dimesso, approdando alla Nazionale quale C.T. voluto da Tavecchio.      Ora, con l’invio dell’avviso di chiusura delle indagini all’allenatore sulle medesime partite già oggetto del processo sportivo, l’immagine di Conte viene nuovamente scalfita,  ferma restando la sua presunta innocenza fino ad un’eventuale condanna in via definitiva.  Come si risolverà quest’ennesimo procedimento nei confronti del trainer della Nazionale forse lo sapremo fra alcuni anni, considerati i tempi lunghi della giustizia per poter pervenire al proscioglimento o alla condanna  definitiva.

Anche in questo caso, si sono già create due fazioni:  godono,  con malcelata soddisfazione, i tifosi juventini ancora col dente avvelenato per l’imprevista rottura del matrimonio con un tecnico che, caratteraccio a parte, aveva, comunque portato tre scudetti uno dietro l’altro; soffrono i buonisti e gli ammiratori di Conte, il Mourinho nostrano,  e sperano che possa venirne fuori assolto.  A  Silvio Berlusconi, uno  che di giustizia se ne intende,  l’accusa di frode a Conte non gliene fa un baffo e,  da vecchio estimatore del salentino, intanto, sta alla finestra, aspettando di vedere che fine farà il Milan di Inzaghi e se Conte continuerà il suo rapporto con la Nazionale, visto che ultimamente ha manifestato qualche crepa per la riluttanza delle società a far partecipare i propri atleti a periodici stages. La più contraria di tutte, manco a dirlo,  è stata proprio la Juventus: quando si dice che è facile passare dal grande amore al grande odio….  Il caso ha voluto che nei giorni scorsi vari rumors, per queste motivazioni, hanno accostato il nome di Conte ai colori rossoneri ma, finché  Berlusconi non si decide a rinforzare la squadra con giocatori di valore e non con i rimasugli o i vecchi arnesi inutilizzati da altri, è inutile cambiare allenatore dopo l’ennesimo fallimento, provocato  solo dalla taccagneria e dall’ostinazione dell’ex cavaliere  nel volersi tenere stretto  il Milan, e non dalla squadra che va in campo.  Poiché anche con Allegri, il nome di Seedorf cominciò a circolare con notevole anticipo e poi sappiamo come andò a finire, Pippo Inzaghi è, indirettamente,  avvisato…..

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