Banca d’Italia soffia sul Pil, ma è l’occupazione che ha le ruote sgonfie

Banca d’Italia soffia sul Pil, ma è l’occupazione che ha le ruote sgonfie

Malgrado i numeri sull’occupazione siano difficilmente giustificabili per il Governo Renzi, un soccorso all’Esecutivo arriva dai numeri diffusi sabato mattina dal Governatore della Banca d’Italia, Visco che alza le stime di crescita nazionale da +0,4% a oltre 0,5% nel 2015 e da +1,2% a sopra l’1,5%. Con ogni probabilità i numeri in crescita sono solo in parte merito del governo, ma frutto del crollo dei costi dei carburanti che restituiscono ossigeno alle imprese, più denari nei portafogli ed in conseguenza di questo, maggiori consumi e dunque più ricchezza economica (Pil). Accanto a tutto questo c’è anche da dire che sulle prospettive nazionali, prossime e future, pesa e non poco, le decisioni sull’acquisto dei titoli pubblici da parte della Bce, miliardi di euro finalizzati alla crescita e che in Italia potrebbero segnare il punto di svolta. Il Governatore Visco, sul punto è chiarissimo: “Gli acquisti di titoli di Stato italiani da parte della Banca d’Italia nell’ambito della manovra di Quantitive easing varato dalla Bce potrebbero essere dell’ordine di 130 miliardi”, non sono dunque bruscolini, direbbe il vecchio e inossidabile Totò, ma soldoni destinati alla crescita delle economia del Vecchio Continente, quanto alle politiche del Governo, va detto che sull’occupazione i rimbalzi sono, nell’ultimo periodo, modesti e con numeri positivi per poche migliaia di unità, rispetto a chi finisce il ciclo lavorativo e va in pensione e chi, invece, il posto di lavoro lo perde. Va detto, infatti, che i nuovi 150mila occupati di orgogliosamente parla il Presidente del Consiglio, sono, secondo i numeri dell’Istat, sono solo 109mila. Il tasso di occupazione è pari al 55,7% e dunque cresce in maniera infinitesimali, ovvero +0,2% in termini congiunturali e +0,3% rispetto agli interi 12 mesi precedenti. Quello che è certo, e questo va detto, è che una tendenza negativa si è interrotta, ma costruire una escalation mediatica su piccoli numeri è decisamente poco credibile. Non è su numeri, di poco sopra allo 0,qualcosa per cento che si costruisce una ripresa solida ed avvertibile, ma su certezze contrattuali e numeri che almeno siano pari all’1,qualcosa per cento. Solo sopra questa soglia si potrà dire che il Sistema Italia è ripartito.

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