Atene chiama. Manifestazione per le vie di Roma

Atene chiama. Manifestazione per le vie di Roma

Per le vie di Roma è successo qualcosa di importante. La sinistra, infatti, benché minoritaria nelle Camere e ormai ghettizzata all’interno del PD, si è ritrovata unita per le vie della Capitale in una manifestazione dal titolo evocativo: “Atene chiama”, per testimoniare il proprio sostegno nei confronti del popolo greco, del governo Tsipras e del ministro delle Finanze, Varoufakis, impegnati a Bruxelles in difficili e tutt’altro che scontati negoziati con un’Unione Europea sotto l’egida del rigorismo tedesco e dei dogmi liberisti tuttora imperanti a dispetto dei disastri provocati.
“La Grecia è cambiata, cambiamo l’Europa”: questo lo slogan scelto dai manifestanti, partiti da piazza Indipendenza, nei pressi della stazione Termini, e radunatisi sotto il Colosseo.
C’erano Civati e Fassina, usciti dall’Aula al pari delle opposizioni e ormai, probabilmente, con un piede fuori dal PD; c’erano Vendola, Fratoiannie Furfaro in rappresentanza di SEL; c’era Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, e le eurodeputate Eleonora Forenza della Lista Tsipras ed Elly Schlein del PD; ma, soprattutto, c’erano la FIOM e la CGIL, con i rispettivi segretari, Landini e Camusso, a testimonianza della volontà di costruire quella “coalizione sociale” cui ha fatto più volte riferimento Rodotà e senza la quale un’eventuale Syriza italiana è destinata a morire ancor prima di nascere.
Senza dimenticare importanti artisti come Moni Ovadia, il quale, dal palco allestito davanti al Colosseo, ha detto espressamente che il momento di costruire un vero partito di sinistra anche in Italia è adesso, che questa è l’ultima occasione e che non c’è altro tempo da perdere perché il liberismo rampante di cui Renzi è una delle più chiare espressioni ha già devastato i sogni, i diritti e le speranze di un’intera generazione.
A proposito dei giovani, va detto che c’erano ed erano anche piuttosto numerosi e rappresentativi di varie realtà sociali, per lo più all’insegna del precariato e dell’incertezza per il futuro.
Molta rabbia, molto disincanto ma, per la prima volta da anni, anche notevoli aspettative e il desiderio di tornare a credere in qualcosa, di costruire un soggetto politico radicato nei drammi e nella disperazione dei ceti sociali più deboli e travolti dalla crisi e in grado di offrire un’alternativa di governo capace di supportare lo sforzo di Syriza in Grecia e di Podemos in Spagna per aprire un conflitto in Europa e invertire una rotta che rischia di condurre il progetto dei padri fondatori in un baratro senza ritorno.
Nonostante i fallimenti, le divisioni, le sconfitte e le difficoltà patite in questi anni, abbiamo avuto la sensazione, ascoltando le opinioni dei partecipanti, che ci sia ancora la voglia, nel popolo della sinistra, di battersi per ideali e valori dei quali ovunque si avverte il bisogno.
Ad aprire gli interventi, con un appello all’unità e a seguire l’esempio dei compagni di Syriza, è stata Luciana Castellina, volto storico della sinistra e dei movimenti (peraltro anch’essi presenti e propositivi: TILT, ACT, il Forum dei movimenti per l’acqua pubblica, la Federazione italiana emigrazione immigrazione, la campagna Stop TTIP, il quotidiano “il manifesto” e il settimanale “Left”); a concluderli, Haris Golemis, economista e direttore del “Nicos Poulantzas Institute” di Atene nonché membro di Syriza.
Fra le adesioni significative, meritano di essere menzionate anche quelle di don Luigi Ciotti, degli attori Toni Servillo, Licia Miglietta e Anna Bonaiuto, dell’associazione Teatri Uniti, degli scrittori Loredana Lipperini, Maurizio De Giovanni, Nicola Lagioia e Christian Raimo, del giornalista e dirigente di Syriza Argiris Panagopoulos, dell’ex segretario della CGIL Sergio Cofferati e dei partiti Sinistra Critica e L’altra Europa con Tsipras.
Diritti, lavoro, dignità e grande attenzione rivolta anche al dramma dei migranti, i cui barconi continuano ad affondare nel Mediterraneo, tanto che uno degli slogan principali recitava: “Basta con le morti nel Mediterraneo, no all’Europa fortezza”: questi i punti fermi di una manifestazione conclusasi fra le note di “Bella ciao” e lo sventolio di bandiere rosse miste a bandiere di Syriza e di vari movimenti.
Un’altra bella piazza, in attesa di un soggetto politico che, di fronte agli atteggiamenti di Renzi e del PD, è diventato una necessità ineludibile.

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