I greci in piazza per Tsipras, mentre Draghi (e Renzi) sgambetta il popolo greco. Il pericolo nazista

I greci in piazza per Tsipras, mentre Draghi (e Renzi) sgambetta il popolo greco. Il pericolo nazista

La Conferenza stampa di Varoufakis e Schauble

Tra Yanis Varoufakis, ministro greco delle Finanze del governo Tsipras, e Wolfgang Schauble, suo omologo tedesco nel governo di Grosse Koalition CDU-SPD, presieduto da Angela Merkel, il disaccordo è stato tale che i due uomini si sono detti d’accordo proprio sul fatto di non essere d’accordo. Durante la conferenza stampa, al termine del loro incontro a Berlino, Schauble ha subito riconosciuto: “non siamo ancora d’accordo su cosa si debba fare ora, ma siamo stati subito d’accordo sul fatto che non siamo d’accordo” (in inglese “agreed to disagree”). Tuttavia, Varoufakis ha espresso disappunto su questa interpretazione sul pur divertente binomio “accordo sul disaccordo” proposto da Schauble: “dal mio punto di vista, non è vero che siamo stati d’accordo sul fatto di non essere d’accordo”. Anzi, Varoufakis ha ricordato che il consenso con Berlino è stato invece netto sul fatto che “siamo d’accordo per dare inizio alle deliberazioni, come  partner, con un orientamento comune verso una soluzione comune ai problemi europei”.

L’incontro di Berlino è stato il primo nelle relazioni greco-tedesche da quando Tsipras è al governo, e non aveva come obiettivo soluzioni immediate e concrete al debito greco. È questo, in realtà, il punto di convergenza vero sul quale il ministro Schauble ha glissato: il fatto, cioè, che il tour di Varoufakis e di Tsipras tra le cancellerie europee ha un altro senso, un altro segno. Ovvero, la necessità di portare la Grecia, e i suoi problemi connessi con le politiche di austerità, al centro dell’agenda politica del continente, e delle sue istituzioni, nazionali e sovranazionali. Come già aveva detto Tsipras nella conferenza stampa con Hollande a Parigi, Atene andrebbe considerata come “opportunità”, piuttosto “che come minaccia”. Non è un caso, infatti, che Varoufakis abbia sottolineato con Schauble l’intenzione del governo di Atene di “fare di tutto per evitare” di non pagare il debito, in linea col tentativo di rinegoziarlo, proprio mentre la BCE detta una decisione che complica il finanziamento delle banche greche.

La posizione della Banca centrale greca. Uno schiaffo a Draghi (e a Renzi)

E proprio su questo “intervento a gamba tesa” della BCE contro il tentativo del governo di Atene di dare soluzione condivisa in Europa al suo debito, ha preso una chiara e determinata posizione la Banca centrale greca, che in un comunicato ha voluto rassicurare i risparmiatori sul fatto che le banche del paese sono “assolutamente sicure”, forse nel tentativo di evitare una catastrofe finanziaria. Il governatore della Banca centrale greca ha detto: “La decisione della BCE di non accettare più i titoli di Stato greci può essere rovesciata se vi fosse un accordo tra il governo greco e i partner europei. I depositi e la liquidità sono assolutamente sicuri”. Questa posizione ufficiale della Banca centrale greca spinge verso un giudizio molto critico e severo nei confronti di Mario Draghi e della BCE, e di tutti coloro che hanno appoggiato la sua scellerata decisione, a cominciare dal premier italiano, Matteo Renzi, il quale ha espresso il suo appoggio al governatore della Banca di Francoforte.

Il rischio di una riscossa neonazista in Grecia

Sul piano delle conseguenze politiche dello sgambetto di Draghi, c’è da mettere in conto il rischio, sollevato a Berlino da Varoufakis, di una riscossa neonazista di Alba Dorata. Varoufakis ha infatti invitato il governo tedesco a contrastare la minaccia neonazista, qualora il piano di Tsipras fallisse. “La Germania deve essere orgogliosa del fatto che il nazismo è stato sradicato qui”, ha affermato Varoufakis, dinanzi ad uno sconcertato Schauble. “Quando stasera tornerò a casa”, ha proseguito l’autorevole membro del governo greco, “mi ritroverò in un Parlamento in cui il terzo partito non è neonazista, ma proprio nazista”, riferendosi ad Alba Dorata. Varoufakis mette in giusta comparazione la crisi del 1929 con l’ascesa di Hitler in Germania: “abbiamo bisogno che il popolo della Germania sia dalla nostra parte. Abbiamo bisogno che il popolo della Germania ci aiuti a lottare contro la misantropia”, ha concluso Varoufakis.

Migliaia di greci in piazza a sostegno di Tsipras e Syriza

Molte migliaia di persone hanno partecipato a manifestazioni contro l’austerità ad Atene e in altri centri della Grecia, dopo la discussa decisione della BCE e proprio mentre erano giunti al termine i colloqui a Berlino. Ad Atene, in piazza Syntagma, i manifestanti hanno gridato il loro sostegno al governo Tsipras, e alla sua decisione di intraprendere negoziati estremamente complessi con i partner europei, allo scopo di permettere alla Grecia di uscire dal piano di assistenza finanziaria e internazionale e di ristrutturare il debito del Paese. Il popolo greco pare aver compreso l’elevatissima posta in gioco nella difficile partita europea, che il nuovo governo di Tsipras ha coraggiosamente aperto, e sostanzialmente grida a tutta l’Europa che ci crede. I popoli europei, a cominciare da noi italiani, per finire ai tedeschi, si lasceranno convincere che Tsipras e Varoufakis hanno ragione, insieme al loro popolo, al di là di ciò che invece viene propagandato su molti media europei?

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