Ucraina, razzi su Mariupol. Nuove accuse a Putin

Ucraina, razzi su Mariupol.  Nuove accuse a Putin

È sempre più alta la tensione tra Ucraina e Russia, tanto che il Presidente russo Putin, non ha fatto mistero su quali rischi possa, nei prossimi mesi correre Kiev. Nella giornata di venerdì e nella notte che precedeva il sabato, bordate di missili hanno centrato il porto e la città di Mariupol, che geograficamente è nel sud-est ucraino. Almeno una ventina le persone rimaste uccise e decine i feriti, gran parte dei quali civili. La notizia è stata confermata dall’Amministrazione Comunale della città, precisando che i missili hanno centrato edifici residenziali, il porto, ed un mercato cittadino. Scambio di accuse sul criminale bombardamento tra i separatisti dell’autoproclamata repubblica popolare di Donetsk, che negano ogni responsabilità: “Questa è disinformazione – ha detto un portavoce del ministero della Difesa dei ribelli citato dalle agenzie . Le forze della milizia non hanno aperto il fuoco su Mariupol o sulle sue case”. Ma l’Esercito e il ministero dell’Interno di Kiev accusano apertamente i separatisti della strage. Secondo le autorità ucraine, il Cremlino avrebbe tutto l’interesse a tentare la destabilizzazione del Paese, visto che dopo le ultime elezioni politiche, si è segnata una svolta sul piano delle alleanze, con la vittoria politica dei partiti più vicini all’occidente che all’oriente di Putin. Il leader dei ribelli filo-russi Zakharcenko, lascia aperta la porta al dialogo, ma sembrerebbe, più che una apertura, un modo come un altro per prendere tempo e conquistare, grazie all’appoggio russo, nuove fette di territorio. Zakharcenko, infatti, ha puntualizzato che sarebbe disponibile al dialogo, ma solo ed esclusivamente con il solo Presidente ucraino Petro Poroshenko e questo, nelle dinamiche interne a quel Paese, significherebbe una capitolazione di fronte agli attacchi dei ribelli. Va detto, infine, che il conflitto, deve anche registrare il fallimento delle possibili mediazioni internazionali con il vertice annullato tra Putin, lo stesso Poroshenko, Hollande e la Merkel che era stato fissato per il 15 di gennaio ad Astana.

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