Terrorismo, medico italiano rapito in Libia e in Italia si alza il livello d’attenzione: un fermo ed una espulsione

Terrorismo, medico italiano rapito in Libia e in Italia si alza il livello d’attenzione: un fermo ed una espulsione

La procura di Roma ha aperto nella giornata di giovedì un fascicolo sul medico che risulta scomparso e dunque irreperibile in Libia. Si tratta di un settantenne, catanese, del quale non si sa più nulla dallo scorso 6 di gennaio. Il fascicolo aperto dal pm Sergio Colaiocco, è naturalmente contro ignoti, per sequestro di persona con finalità di terrorismo. Sul presunto rapimento si è espresso anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni: “Seguiamo il caso con il riserbo che è consueto in queste situazioni”. Caravilli, specialista ortopedico, si era recato in Libia per dare il proprio contributo all’ospedale di Dar Al Wafa, nella zona di Suq Talat. A segnalare l’allontanamento del medico sono stati i suoi colleghi, ma allo stato non ci sarebbero testimoni diretti della scomparsa. Oltre ai Carabinieri del Ros, sono stati mobilitate tutte le risorse d’intelligence presenti dentro e fuori il territorio libico. Ma non è solo questo caso a preoccupare le nostre Istituzioni. Resta altissimo il livello d’attenzione contro la minaccia del terrorismo jihadista anche all’interno del territorio nazionale. Un uomo di 30 anni, di nazionalità albanese è stato fermato ed arrestato all’aeroporto di Catania. L’uomo aveva documenti falsi ed una pen drive che conteneva foto di lui che imbracciava un fucile mitragliatore kalashnikov. Dai successivi controlli di Polaria è emerso che lo stesso soggetto era già stato denunciato, allo scalo di Malpensa perché trovato in possesso di documenti falsi. Sia a Catania che a Milano, l’uomo aveva tentato di imbarcarsi su di un volo diretto a Londra. Nella giornata di giovedì il tentativo del trentenne albanese era stato tentato dopo aver acquistato, sempre con documenti falsi, un biglietto per lo scalo londinese. L’uomo si è presentato al check-in di un volo per Bucarest con il suo documento originale e ha avuto la carta d’imbarco. Passati i controlli, però, invece di andare al gate da dove partiva il volo per la Romania, si è diretto verso il gate per Londra: aveva un’altra carta d’imbarco stampata online dopo avere acquistato in rete un biglietto per la capitale della Gran Bretagna. Insospettiti dall’atteggiamento del cittadino albanese, la Polizia di Stato lo ha bloccato, perquisito e successivamente fermato. Sempre nella giornata di giovedì è stato esplulso dal territorio nazionale un kosovaro di 22 anni che risiedeva a Pozzaglio, nel cremonese. L’uomo aveva esultato sui social network per la strage consumata al settimanale Charlie Hebdo, assicurando di essere in sintonia con il criminali che avevano colpito a Parigi e promettendo di essere pronto, lui stesso, a compiere atti estremi. Per altro, in rete, aveva anche manifestato l’intenzione di partire per la Siria ed unirsi all’Isis. E’ stato lo stesso ministro Alfano a firmare il decreto di espulsione dal suolo nazionale, diventato tale, dopo una breve udienza in Tribunale.

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