Sorrentino (segretario confederale Cgil) commenta i dati Istat sulla disoccupazione

Sorrentino (segretario confederale Cgil) commenta i dati Istat sulla disoccupazione

“Un aumento strutturale della disoccupazione, crescente oramai da anni”, a fronte di “una politica economica del governo non in grado di rilanciare la crescita perché non punta sulla creazione di lavoro”. Così il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, commenta i dati sulla disoccupazione diffusi mercoledì 7 gennaio dall’Istat.

“Quello che colpisce e che nessuno commenta – a suo avviso -, è che l’aumento della disoccupazione è strutturale e crescente oramai da anni, così come il tasso di disoccupazione segna ad ogni rilevazione un dato record in negativo. Anche l’occupazione cala, segnando un dinamismo del mercato del lavoro che non porta al saldo tra attivazione e cessazione dei rapporti di lavoro”.
Sulle parole del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, il segretario afferma: “Sorprendono le dichiarazioni del ministro, il quale sostiene che bisogna aspettare l’effetto dei provvedimenti del governo: lo disse anche sui contratti a termine su cui è calato il silenzio ma che continuano ad essere oltre il 70% dei nuovi contratti, con durate sempre più brevi. Visto che il ministro stesso dice che il mercato del lavoro segue evoluzioni del quadro economico, ne tragga le conseguenze”.

Per Sorrentino, inoltre, “la politica economica del governo non è in grado di rilanciare la crescita perché non punta sulla creazione di lavoro, con il sostegno alla domanda e gli investimenti pubblici. Affidare alle imprese, come fa il Jobs Act, la speranza di far crescere l’occupazione, liberalizzando i licenziamenti, difficilmente produrrà maggiore stabilità e crescita. Per i giovani, inoltre, il governo dovrebbe fare una riflessione sul fallimento della garanzia giovani, dei dati non entusiasmanti su abbandoni e dispersione scolastica, sugli avviamenti al lavoro delle fasce piu’ giovani che sono tra i piu’ bassi in Europa e sulla ripresa dell’emigrazione di massa”.

“Altro che retorica della speranza, nel nostro paese per la maggioranza dei lavoratori e dei non lavoratori è la sopravvivenza la realtà quotidiana. Con una sola concreta speranza: il Piano del Lavoro”, conclude.

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