Roma Capitale, la Cgil esclude lo sciopero. L’accordo sul salario accessorio sembra cosa fatta

Roma Capitale, la Cgil esclude lo sciopero. L’accordo sul salario accessorio sembra cosa fatta

A un passo dall’accordo tra Amministrazione di Roma Capitale e Sindacati sui nodi cruciali che hanno reso incandescente il clima sul Colle Capitolino. A disinnescare uno dei problemi principali, ovvero la possibilità di uno sciopero generale di lavoratori capitolini, che poteva portare al blocco della città, è stata la Cgil, con il Segretario delle Funzione Pubblica, Natale Di Cola che in queste ore convulse ha voluto precisare la posizione del Sindacato: “Relativamente alla trattativa con il Campidoglio sul salario accessorio di questa notte siamo abbastanza soddisfatti perché sono state accolte molte delle nostre richieste. Dunque, è da considerarsi revocata ogni ipotesi di sciopero”. Sulle ricostruzioni del confronto tra amministrazione e sindacati, che in queste ore hanno trovato ampio spazio sui giornali gli hanno fatto eco i Segretari di Fp Cisl e Fp Uil, Cosentino e Croce: “Un normalissimo, anche se aperto e vibrante confronto al tavolo della negoziazione sul salario accessorio dei dipendenti capitolini non può diventare pretesto per ricostruzioni giornalistiche in cui si allude a situazioni prossime alla colluttazione. Rimane la libertà, anzi il dovere di esprimere le proprie convinzioni nell’interesse di lavoratori in una modalità aperta e franca. Ma ciò non toglie il profondo rispetto sindacale e la saldezza di un rapporto interpersonale che va oltre la funzione che svolgiamo esercitando il nostro compito di rappresentanza”. Da registrare anche la presa di posizione del Capogruppo della Lista Marino Giansanti: “L’ipotesi di accordo sul salario accessorio è la vittoria del buon senso e della buona politica. E’ la dimostrazione che il dialogo e il confronto, a volte aspro ma sempre costruttivo e propositivo, non si è mai interrotto ed è sempre stato aperto a istanze e correttivi. Un dialogo che abbiamo sempre sostenuto e portato avanti, grazie soprattutto alla presidente della Commissione personale, Svetlana Celli.  Si assicura ai 24mila dipendenti di Roma Capitale la certezza e la continuità della corresponsione della quota accessoria del salario attuando una grande riforma basata su produttività, prestazioni e merito. Un nuovo modello organizzativo che porta ad un maggiore fruizione ed efficacia dei servizi erogati dal comune in base alle reali esigenze dei propri cittadini, come gli sportelli municipali aperti tutti i giorni fino alle 18.30. Il 2015 inizia con una Capitale più moderna, più a misura di cittadino che riesce al contempo a valorizzare la spina dorsale dell’amministrazione, quelle migliaia di lavoratori capitolini che nella stragrande maggioranza svolgono con orgoglio e responsabilità il loro quotidiano lavoro al servizio della città.  Per raggiungere l’accordo sono stati comunque sono stati attraversati mesi di durissimo confronto e di una notte intera di trattative, necessarie per rendere ininfluenti i rilievi mossi dal Mef, all’Amministrazione Marino. Alle 4 della mattina di giovedì, dopo un confronto fiume andato avanti a oltranza, si è chiuso ufficialmente il negoziato. Al tavolo, sono state accolte molte richieste avanzate dai sindacati e altre dell’amministrazione comunale. Tanto che i sindacati si sono congedati “soddisfatti” e il Campidoglio parla di “intesa raggiunta”. Nelle prossime ore l’amministrazione comunale si  impegnata a consegnare ai sindacati la nuova bozza di contratto decentrato contenente le soluzioni condivise sui vari punti, salario accessorio compreso. Dopodiché, la bozza dovrà essere sottoscritta dai sindacati prima che entri ufficialmente in vigore il nuovo contratto decentrato. Nel dettaglio, al termine della trattativa (era presente anche il vice sindaco Luigi Nieri), è stato prodotto un documento con i punti su cui è stata raggiunta un’intesa tra Comune e sindacati. Punti che ora dovranno essere inseriti nel nuovo contratto decentrato prima della firma finale. In particolare, tra i punti più ostici sul fronte del salario accessorio, e’ stata prevista una sorta di nuova indennità produttiva per i vigili che effettuano turni in orario notturno o festivo. Indennità che consentirà, secondo quanto si è appreso dal Campidoglio, sia di abbattere il ricorso agli straordinari (visto che il notturno e il festivo andranno a costituire una formula di turno standardizzato della polizia locale), sia di riequilibrare lo stipendio mensile dei vigili, che con la nuova indennità riuscirà a compensare i tagli inizialmente previsti col salario accessorio. Altra “vittoria” per gli agenti della polizia locale è stata il riconoscimento del sottorganico in cui versa la categoria e il conseguente impegno dell’amministrazione comunale ad immettere nel nuovo piano assunzionale quanti più possibili nuovi vigili, non appena sarà conclusa la procedura concorsuale bandita nel 2010 e poi bloccata da vicende giudiziarie. Infine, sul fronte scuola, al tavolo si è deciso di congelare la trattativa di settore fino alla fine dell’anno scolastico, in modo tale da non influenzare il servizio al momento in corso nelle scuole dell’infanzia. L’idea dell’amministrazione comunale resta comunque quella di portare l’orario di lavoro delle maestre da 27 a 30 ore settimanali, per uniformarlo a quello delle scuole statali e per riequilibrare i tagli al salario accessorio attraverso ore di lavoro in più. Positiva la valutazione del Sindaco Marino sull’esito della nottata di trattativa: “Credo si sia compreso il senso che ho voluto dare sin dall’inizio, quando nell’aprile del 2014 annunciai che dovevamo assolutamente cambiare le regole per un salario accessorio che prevedeva delle prestazioni che accessorie non erano. Abbiamo voluto investire sul merito e sulla qualità dei servizi – ha spiegato il sindaco – e sul fatto che oggi nel 2015 possano esserci gli uffici dell’anagrafe e degli altri sportelli dei Municipi aperti ogni giorno fino alle 18.30 e non solo due giorni alla settimana di mattina, significa un cambiamento storico per la nostra città. In questa direzione – ha detto ancora il Sindaco-continueremo ad andare e penso che sia significativo che i sindacati abbiano capito che si tratti di un cambiamento epocale per la Capitale”. A chi gli obiettava che non è stata un’intesa facile da raggiungere, il sindaco ha replicato: “All’inizio proposi un tempo di 3 mesi come quello del passaggio da embrione a feto, ne sono passati più di 9 e quindi evidentemente è stato un percorso molto lungo, ma la ragionevolezza ha prevalso, soprattutto il far cambiare passo alla nostra città che come Capitale deve essere d’esempio a tutte le altre città”.

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