Quirinale. Tre votazioni in “bianco”. Pd unanime per Mattarella. L’ira del pregiudicato ma Alfano si piega

Quirinale. Tre votazioni in “bianco”. Pd unanime per Mattarella. L’ira del pregiudicato ma Alfano si piega

Il  Pd manda in campo Mattarella. Alfano ci ripensa e va verso il sì. Il pregiudicato sempre più in confusione

La vera notizia nella giornata di inutili, lunghe, votazioni per eleggere il presidente della  Repubblica è lo strappo del tricolore sul  Colle. Subito nell’aula di Montecitorio c’è chi cerca di interpretare l’evento, chi fa gli scongiuri e chi invece dice che è segno positivo, perché il forte vento non è riuscito a farlo cadere. Un augurio per Sergio Mattarella che il Pd mette in campo per la quarta votazione dove la maggioranza  è di 505 voti. Pd e alleati contano su  un minimo di 560 voti. Mentre la seconda e la terza votazione sono come la prima, lunghe, inutili, segnano il bianco che produce la fumata nera , l’aula man mano si svuota. Si animano i corridoi, quello dei “passi perduti”, il Transatlantico,capannelli, incontri, riunioni di piccoli gruppi, scambi di opinioni, parlamentari del Pd che  si aggirano, contattano in particolare quelli del  Nuovo centrodestra, gli alleati di governo che fanno le bizze, Mattarella è bravissimo, dicono, ma  c’è una questione di metodo. Neppure i giornalisti che “vivono” nei  palazzi del potere riescono a capire, ma non fa niente. Quelli che seguono Fitto addirittura si riuniscono in un albergo, sono una quarantina. Vogliono mandare a casa tutti quelli del “cerchio magico” che fa da contorno al pregiudicato, Verdini in primo luogo, accusato di essere il protagonista della debacle, del disastro berlusconiano. Arriva anche l’appello di Renzi, il presidente della Repubblica, la sua elezione non è problema di un solo partito, riguarda la maggioranza e l’opposizione. Era quello che Alfano attendeva per togliersi da una situazione imbarazzante, l’abbraccio mortale del pregiudicato che da Cesano Boscone, era la giornata del servizio sociale, lanciava fuoco e fiamme contro il  traditore Renzi . È vero che ormai se ne vedono di tutti i colori in questo nostro paese, ma un ministro, per di più dell’Interno, altri ministri che non votano scheda bianca, oppure, ancora peggio, non rispondono all’appello e non votano, è cosa che non si vede tutti i giorni. Anzi, in tutti gli altri Paesi non si vedono mai. A tarda serata Alfano decide di riunire i suoi insieme al gruppetto di Casini. Ci si inoltra nella notte e pare proprio che Alfano per la seconda volta abbandoni il pregiudicato e voti per eleggere Mattarella. Per quanto riguarda Forza Italia convivono tre anime: quella del “cerchio magico”, i fedelissimi, Verdini in testa, quella di Fitto che vuole mandare tutti a casa, Vedini per primo, accusato di essere l’autore del disastro, del naufragio della barchetta dell’ex cavaliere. Una terza  “anima” vede  diversi parlamentari che si vorrebbero sfilare, votare per Mattarella, con tanto di fotocopia del voto. Per evitare la diaspora proprio Verdini  ha pensato di non partecipare al voto. Alla fine la decisione è di votare scheda bianca. Ma c’è anche chi dice che il pregiudicato sta pensando e ripensando in quel di Arcore con Confalonieri e figli che gli consigliano di “pensare anche alle aziende” . Quelli di Vendola stanno  a guardare, molto interessati, voteranno Mattarella. I grillini non hanno ancora deciso. Nella notte consulteranno la “rete”. L’idea è quella di continuare a votare Imposimato. Se  si dovesse arrivare alla quinta votazione potrebbero anche spostare i loro voti su Mattarella. Gli ex grillini non parlano, ma dovrebbero anche loro contribuire alla elezione  del nuovo presidente della Repubblica. La Lega, con Calderoli, sempre più allegro se la ride, usa parole non ripetibili nei confronti dell’ex cavaliere, giocato, ma lui non dice così, da Renzi Matteo. E già che c’è si trascina dietro i “fratelli d’Italia”. Per tutti l’appuntamento è alle 9,30.

La prima votazione

Un grande applauso per  Giorgio Napolitano, che entra nell’aula di Montecitorio appena qualche minuto dopo l’apertura della seduta a Camere riunite per eleggere il dodicesimo Presidente della Repubblica. I “preliminari” sono rapidi, tutto è regolare, verifiche effettuate per gli elettori che vengono dalle Regioni, la Presidente Laura Boldrini, insieme alla vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli, ai segretari generali  Livia Pagano (Montecitorio), Elisabetta Serafin (Palazzo Madama). Una  presidenza tutta di donne come mai era avvenuto nella storia della Repubblica. E mai era avvenuto che  la prima votazione sarà caratterizzata dalle schede bianche mentre il partito di maggioranza, il Pd, 445 voti, ha indicato il candidato in Sergio Mattarella. È stato votato all’unanimità dell’assemblea dei grandi elettori, prima un grande applauso alla proposta avanzata da Renzi, poi il voto. Che il Pd avrebbe atteso la quarta votazione, maggioranza semplice era noto. Scheda bianca anche per  Ncd, Udc e Forza Italia. Alfano dice che “c’è un problema di metodo”, Forza Italia con Brunetta, Fitto, scatenati, gridano al tradimento. Insieme dicono che “ci saranno riflessi sul governo”.

Il patto del Nazareno perde le penne

Il problema è che  con la candidatura Mattarella, tutta giocata nel Pd, il patto del Nazareno perde le penne. Incontri frenetici fra Alfano, i Verdini, Romani, il capogruppo Forzaitaliota al Senato afferma che “non  ci sono margini per votare Mattarella” . La Lega non aspetta un attimo per sparare a zero contro Berlusconi, “un disastro”, dice  Roberto Calderoli. L’ex cavaliere con un sorriso a quattro denti mentre si reca alla riunione dei suoi con gli alfaniani dice che “ci sta pensando”. Prime notizie dalla riunione dicono che anche alla quarta votazione la scheda sarà bianca. In queste parole c’è il racconto di quanto è accaduto e forse di quello che accadrà nello scenario politico del nostro Paese.

Perché il Pd non fa scendere  subito in campo il candidato

La domanda che viene naturale fare al Pd: perché ora, che non solo Mattarella è stato votato in modo plebiscitario con l’accordo delle minoranze, ma appare difficile che si ripeta la squallida scena dei 101 franchi tiratori che fecero fuori Romano Prodi? il segretario –premier  ha anche  affermato che “non ci saranno altri candidati” da parte del Pd. Non era  il caso di mettere subito in pista Mattarella? Di mettere in moto, subito, le alleanze annunciate, da  Sel , Scelta civica, altri “gruppi” che fanno parte del “misto”?  Ognuno in questa fase voterà candidati di bandiera: Sel, Luciana Castellina, i socialisti Emma Bonino, gli ex grillini Stefano Rodotà (poi, forse, si schiereranno con Mattarella). Incertezza per quanto riguarda i grillini, le quirinarie hanno visto prevalere il giudice Imposimato seguito da Romano Prodi, quarto Bersani. In una nota, Prodi rende noto che non  può “essere un segno di contraddizione ma non voglio essere uno strumento di divisione”. Quando si arriverà al quarto voto sarà la “rete” a decidere se votare il candidato proposto dal Pd. Anche nel Pd sono in molti a porsi questo interrogativo. Corradino Mineo voterà Mattarella, ma avrebbe voluto evitare le tre votazioni in bianco. Pippo Civati annuncia che voterà Prodi poi alla quarta votazione passerà  a Mattarella. “Quando io l’ho proposto- dice- mi hanno preso in giro”. Poi una battuta: nessuno mi ha informato, mi ha dato una motivazione per il percorso che è stato scelto.

Renzi cerca di contenere l’ira degli alleati

“Stop and go” o forse “stop”  e basta da parte di Berlusconi e Alfano. Fine del patto del Nazareno? Al nuovo centro destra non interessa. Anzi se il patto va in frantumi loro si rafforzano. Ma un problema c’è: fanno parte della maggioranza di governo, per coerenza dovrebbero lasciare, aprire la crisi. Non lo faranno mai. La minaccia di elezioni è per gli alfaniani una specie di condanna a morte. E si sono affrettati a replicare duramente all’ex cavaliere: “il patto del Nazareno non ci riguarda e sul governo non ci saranno conseguenze”. Diversa la situazione di Forza Italia e di Berlusconi in particolare. L’ex cavaliere ha chiamato Mattarella e gli ha annunciato, così dicono i bene informati, che in segno di rispetto il gruppo voterà scheda bianca. Da intendere che questa scelta, se  ci sarà, verrà mantenuta per tutte le votazioni. Sempre Berlusconi annuncia che “Forza Italia e Ncd saranno molto critiche nei confronti del governo” e accenna a una possibile rottura del patto del Nazareno. Ma non pare molto convinto e lo fa per rabbonire i suoi. Come si vede, non c’è un cenno di rottura del patto del Nazareno. È anche interesse di Renzi mantenere entro questi  limiti una situazione che gli può esplodere fra le mani. Lui è uno dei firmatari dell’ orribile patto che ha spaccato il partito, ha pesanti responsabilità. Per questo prende tempo, le tre votazioni in bianco sono  una “offerta” all’ex cavaliere. Se Mattarella scendeva in pista subito era uno schiaffo troppo forte. Così lascia uno “spazio aperto”. Sa bene che la legge elettorale, la riforma costituzionale, sono  solo a metà del guado. E che ha ancora bisogno del salvagente.

Le prime tre votazioni

Trionfa il bianco. Era largamente previsto  e così sarà fino alla quarta votazione, sabato, quando dalla maggioranza qualificata di 673 voti si scenderà alla maggioranza assoluta di 505 voti. Gli aventi diritto sono 1009, dai quali vanno esclusi per ragioni istituzionali, il presidente del Senato Grasso, perché svolge le funzioni di presidente della Repubblica, il presidente della Camera Laura Boldrini, che per prassi consolidata non vota, e Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, che svolge le funzioni di presidente di quel ramo del Parlamento. I votanti sono stati 959: 538 le schede bianche, 33 le nulle, 48 i voti dispersi. Hanno ottenuto voti: Imposimato 120, Feltri 49, Castellina 37, Bonino 25, Rodotà 23, Prodi 9, Bersani e Mattarella 5. La seconda votazione, nella mattina di venerdì, ha dato questi risultati: votanti 954, schede bianche 531, nulle 26, disperse 61, Imposimato 123, Feltri 51, Castellina 34, Bonino 23, Rodotà 22, Sabelli Fioretti 14. La terza votazione, conclusa nella serata di venerdì, ha dato invece il seguente risultato: votanti 969, schede bianche 513, nulle 27, disperse 70, Imposimato 126, Feltri 56, Castellina 33, Bonino 23, Rodotà 22, Barani 21.

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