“Questa esecuzione è un abominio”: a Jackson, USA, giustiziato un malato mentale

“Questa esecuzione è un abominio”: a Jackson, USA, giustiziato un malato mentale

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha rigettato, un’ora prima dell’esecuzione, avvenuta martedì 27 gennaio, l’ultimo ricorso di Warren Hill, il cui ritardo mentale era stato attestato da molti psichiatri. Warren Hill aveva già trascorso 24 anni nel braccio della morte, e soffriva di deficienza mentale. Da parte sua, lo stato della Georgia ha rifiutato di commutargli la pena in ergastolo. Nell’agosto del 1990, Warren Hill aveva picchiato a morte un suo compagno di cella, mentre stava scontando una condanna a vita per l’omicidio di un suo amico, avvenuto cinque anni prima.

Molti psichiatri che l’hanno valutato, hanno attestato il ritardo mentale di Warren Hill. Solo che negli USA, ogni stato dispone di leggi differenti per il riconoscimento del ritardo mentale dei detenuti. Se la Georgia è il primo stato che ha vietato fin dal 1988 le esecuzioni contro condannati con handicap mentali, la sua legge appare come molto rigorosa in materia. L’handicap dev’essere stabilito “al di là di ogni ragionevole dubbio”. Nel dossier di Warren Hill, si è cercato di stabilire di che tipo fosse l’handicap mentale. Secondo gli psichiatri consultati, il deficit mentale si diagnostica quando il quoziente intellettivo non raggiunge il punteggio di 70. Ora, Warren Hill aveva ottenuto un punteggio di 69 in un test e 70 in un altro.

Martedì, senza commento, la Corte Suprema ha dunque sentenziato, con sette voti a favore e due contrari, di rigettare il ricorso del legale di Warren Hill. La Corte Suprema americana, fin dal 1986, nega l’esecuzione di persone “dementi”, richiamandosi all’ottavo emendamento della Costituzione. Secondo un’altra sentenza del 2002, una persona con ritardo mentale non può essere giustiziata perché il suo handicap “farebbe correre il rischio di una esecuzione arbitraria”. Ma la difesa di Warren Hill aveva orientato tutte le sue speranze sull’ultima decisione della Corte, presa lo scorso anno. La Corte Suprema aveva giudicato che è impossibile valutare il ritardo mentale, senza sollevare il rischio di una condanna incostituzionale.

Il caso Warren Hill è perciò divenuto un caso nazionale negli Usa. Cinquemila persone avevano firmato una petizione in cui si chiedeva la commutazione della pena. L’ex presidente Jimmi Carter, la famiglia delle vittime e gli stessi giurati che l’avevano condannato a morte si sono mobilitati in suo favore. “Questa esecuzione è un abominio”, ha reagito il legale di Hill, Brian Kammer. “La Corte, oggi, si è lasciata andare, in modo del tutto incosciente, a un errore giudiziario grottesco”. Egli stima che “il ricordo dell’esecuzione illegale di Warren Hill sarà perpetuato come una ferita morale sul popolo di questo Stato e sui tribunali che l’hanno consentita”. Warren Hill è il quinto detenuto giustiziato dall’inizio dell’anno negli Stati Uniti, e il secondo nello stato della Georgia.

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