Martin Schultz accusa Merkel: “speculazioni irresponsabili”

Martin Schultz accusa Merkel: “speculazioni irresponsabili”

In una intervista al quotidiano tedesco Die Welt, apparsa oggi 7 gennaio, il presidente tedesco del Parlamento europeo Martin Schultz giudica come “speculazioni irresponsabili” le recenti dichiarazioni della cancelliera Angela Merkel su una eventuale uscita della Grecia dalla zona euro qualora Syriza dovesse prevalere nelle elezioni legislative generali in Grecia, il prossimo 25 gennaio. Il presidente socialdemocratico ha anche osservato che i dibattiti sui diversi scenari della cosiddetta “Grexit”, l’uscita della Grecia dall’Euro non migliorano affatto la situazione. “Deve essere chiaro a tutti”, ha affermato Schultz, “non è in questione l’uscita dall’Euro. I consigli non sollecitati che danno alla popolazione greca il senso che a decidere non sono i greci, ma Berlino o Bruxelles, porterebbero gli stessi elettori nelle braccia delle forze radicali”.

Lo scorso fine settimana, il settimanale Der Spiegel aveva scritto che la cancelliera Merkel aveva sostenuto in colloqui privati e uscite pubbliche che la Grecia avrebbe lasciato presto la moneta unica europea, se Syriza fosse giunto in testa alle legislative del 25 gennaio. Il settimanale tedesco, in un lungo articolo comparso nella edizione del 5 gennaio, scriveva infatti che “i governanti di Berlino e Bruxelles non sottoscrivono più la cosiddetta teoria del domino, che si realizzerebbe qualora il collasso greco fosse seguito da altri paesi. È stata sostituita dalla teoria della catena, per la quale l’intera catena potrebbe diventare più forte qualora fossero eliminati tutti gli anelli deboli. Perciò, a Berlino si teme che un eventuale governo greco guidato da una maggioranza di sinistra radicale possa rimettere in dubbio le controverse politiche di austerità e le riforme – eventualità che sarebbe benvenuta in Francia e in Italia, paesi dove le riforme non sono accolte a braccia aperte”. Inoltre, scriveva ancora Der Spiegel citando un analista molto vicino ad Angela Merkel, “se dovesse prevalere una forza antiriforme e antiUE in Grecia, si rafforzerebbero i partiti radicali in Europa, tra i quali il Front National in Francia, Podemos in Spagna e i 5 Stelle in Italia. La conseguenza è che dovremmo destabilizzare la politica interna di questi paesi”. Ed è su quest’ultimo punto, quello dell’ingerenza di Berlino nelle politiche interne di paesi ad alto rischio, che Schultz critica aspramente la cancelliera Merkel. “Così facendo”, sostiene Schultz, “si imprime un segno negativo sui processi democratici di tutta Europa”. La stessa Merkel, infatti, secondo quanto rivela Der Spiegel aveva coniato nel 2011, a proposito della Grecia, l’espressione “market-conform democracy”, una democrazia che si uniforma alle regole del mercato dei capitali, espressione che rilancia ora in occasione delle elezioni greche. Schultz riconosce il rischio di questo giudizio insito nella espressione di Merkel, che “nasconde una indole neoautoritaria” poco rispettosa dei popoli europei.

 Il partito di Alexis Tsipras aveva fatto sapere che avrebbe rimesso in discussione la politica di rigore e di austerità imposta da Unione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale, che avevano insieme ristrutturato il debito pubblico di Atene nel 2012, con un prestito da restituire entro il 2047, attraverso un prelievo forzato di una cifra che può variare dai 4 a i 18 miliardi di euro l’anno. Tsipras e Syriza sostengono nel programma elettorale che invece quel debito va rinegoziato, sulla base di politiche pubbliche più vicine a un’idea neokeynesiana di investimenti e di interventi statali, piuttosto che fondato su nuove linee di rigore di austerità. È il presidente uscente Antonis Samaras che sta spingendo, in campagna elettorale, sulla minaccia di una uscita della Grecia dall’Euro, come leva per orientare il voto dei greci sulla paura dell’isolamento e delle conseguenze disastrose di una eventuale uscita.

La Commissione europea, oggi, accusata anch’essa di esercitare pressioni sugli elettori greci, si mostra molto più prudente di Berlino. Il commissario francese agli affari economici Pierre Moscovici ha fatto sapere che la Commissione non prenderà “alcuna posizione” nei confronti della campagna elettorale greca.

Share

Leave a Reply