La Juve, vittoriosa a Napoli, è campione d’inverno, la Roma, pari nel derby, va a -3

La Juve, vittoriosa a Napoli, è campione d’inverno, la  Roma, pari nel derby, va a -3

La penultima giornata  del girone d’andata si presentava  come uno snodo abbastanza cruciale per alcune squadre, a causa di diversi  scontri diretti,  per cui, alla fine, si può trarre qualche realistica conclusione.  La Juve ha ripreso a marciare col piglio del più forte vincendo sotto il Vesuvio contro un Napoli che recrimina ma non appare ancora alla sua altezza; anche la Roma non riesce a stare dietro ai bianconeri e si salva a fatica solo grazie a Totti contro una Lazio che si conferma compagine d’alto livello; risorgono Sampdoria, Fiorentina e  Inter  mentre per  il Milan prosegue il momento no.

Juve, metà titolo fra le polemiche.  Con una giornata d’anticipo,  la Juventus si laurea  campione d’inverno e questo, indubbiamente,  fa piacere  ma, nel clan torinese,  a far godere maggiormente, è l’aver superato, con la vittoria di Napoli,  una delle trasferte più ostiche contro un avversario che, ringalluzzito dalla fascia favorevole di  recenti successi, avrebbe fatto volentieri capolino in zona scudetto.  Il successo bianconero, per tanti versi meritato, è, purtroppo,  velato dal gol del raddoppio in evidente fuorigioco e questo è servito per rinfocolare ovvie  polemiche contro l’arbitro che non vede e i suoi assistenti che fanno altrettanto.  Certo, se il gol fosse stato annullato, sull’1-1, la partita sarebbe stata ancora tutta da giocare,  le vittorie, però,  non si confezionano con le ipotesi ma con i gol  e il Napoli non è stato capace di raddoppiare gettando al vento due occasioni e, almeno per ora, dovrà accontentarsi d’inseguire il terzo posto.  La Juve, da parte  sua ha cercato la vittoria con forte determinazione, riuscendoci, seppure con una svista arbitrale,  e confermando la sua notevole forza, dopo alcuni rallentamenti, prima  e dopo la sosta natalizia.

Totti ferma una Lazio super. Da tempo non si vedeva un derby romano così importante per la classifica con le due squadre in seconda e terza posizione e questo è stato un motivo in più per fare bella figura.  C’era riuscita la Lazio, nel primo tempo, quando, nel giro di soli 4 minuti, era già in vantaggio di due gol con una Roma stordita e incapace di reagire, vicina al tracollo, graziata, poi, al 60′ da un palo  di Mauri e, soprattutto,  dall’uscita forzata, al 65′,  di Anderson   l’uomo più pericoloso dei laziali e uno dei migliori in campo.  Ma i giallorossi, nella ripresa, trovavano in Francesco Totti il salvatore della loro patria il quale, con una splendida doppietta di alta classe, risollevava tutti  i propri colori  dall’evidente sconforto.  Alla fine, la Lazio può recitare il mea culpa per non averci creduto fino in fondo, la Roma può essere soddisfatta solo per il punto guadagnato che ha evitato l’inserimento della sconfitta nelle statistiche del derby e ha contenuto il vantaggio riacquisito dalla Juve.

Terzo posto per tanti.  Dopo Juve e Roma, di un altro pianeta, oltre alla Lazio e al Napoli,  continua la rincorsa all’ambitissimo terzo posto  da parte di una miriade di squadre che, più o meno palesemente, vi aspirano.  La Sampdoria, tornata a vincere dopo tre digiuni contro l’Empoli, a sua volta  riveniente da sette risultati positivi, acciuffa il Napoli in terza posizione  ma, con essa,  rientra in gioco la Fiorentina, vittoriosa in maniera rocambolesca sul Palermo (4-3) ed anche l’Inter  finalmente apparsa  convincente (3-1), a danni del Genoa rimasto al palo.

Milan,  basta con l’utopia. Deludente al massimo la prestazione del Milan a Torino dove, seppure in vantaggio da subito, è stato letteralmente assediato dai granata,  fermati in più occasioni da uno splendido Lopez  nel contesto di   un catenaccio, degno di quello del Padova di Rocco,  e sbloccato dal pareggio giunto a 9′ dal termine, complice anche l’espulsione di De Sciglio.

Da quanto visto a Torino, il Milan è ancora privo di gioco, di personalità, di rabbia, di determinazione,  oltre che di qualche campione che potrebbe fare la differenza, in caso di difficoltà, e prosegue, così,  in maniera blanda,  all’eterna ricerca di se stesso. Colpa dei giocatori che non danno il massimo ? Colpa dell’eccessivo credito dato agli stessi ? Colpa di Inzaghi che, per vari motivi, non è ancora riuscito ad abbozzare un undici titolare nei nomi e nel modulo ? Colpa del mancato rafforzamento di reparti precari, tipo la difesa, continuando a privilegiare altri già affollati ? Colpa della taccagneria di Berlusconi ?   In questa critica situazione, bene ha fatto Inzaghi a dire di non voler più parlare di terzo posto, mancando le dovute potenzialità per aspirarvi.  L’imminente partita di coppa Italia col Sassuolo potrebbe costituire un campanello d’allarme e, se non si passa il turno,  sarebbe piena crisi.

Centro e fondo classifica  A proposito del Sassuolo, gli uomini di Di Francesco, dopo l’exploit di s. Siro, hanno perso l’occasione per salire più in alto,  facendosi bloccare in casa dall’Udinese, pur continuando il trend positivo con una sola sconfitta nelle ultime 12 partite.   Il Verona è stata l’unica squadra di questa zona a vincere contro il Parma, le altre, Torino,   Atalanta e Chievo hanno rimediato un punto che comunque serve a tenere lontano i bassifondi nei quali Parma e Cesena appaiono già distaccati dal Cagliari  (-6) per il quale il ritorno alla vittoria dopo 9 turni costituisce un provvidenziale brodino che comunque consente di vedere la zona salvezza a due soli punti e, con l’aria che tirava in Sardegna, dopo l’esonero di Zeman e l’avvento di Zola, è già parecchio.

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