Italicum: il Pd implode. Vince, con Berlusconi, il patto del Nazareno, la nuova maggioranza

Italicum: il Pd implode. Vince, con Berlusconi, il patto del Nazareno, la nuova maggioranza

Il Nazareno non è più un patto a due, Renzi-Berlusconi, di cui non si conosce il testo, ma si capisce cosa possa contenere. È la nuova maggioranza di governo nata nell’aula di Palazzo Madama. Nella serata  si riuniscono tutte le minoranze Pd nella sala Berlinguer alla Camera. L’idea è partita da Bersani, per discutere alla luce di quanto sta accadendo  al  Senato. Il voto finale sulla legge elettorale è previsto per la prossima settimana.  Il fatto nuovo è che senza i 50 voti di Forza Italia non sarebbe passato l’emendamento-farsa presentato dal senatore Pd Stefano Esposito. 175, infatti, sono i senatori che hanno approvato un non si sa bene cosa denominato “supercanguro”, che taglia fuori gran parte, 30mila dei 47 mila emendamenti. 110 i contrari. Per quanto riguarda gli emendamenti presentati da Gotor  che chiedevano l’abolizione dei capilista bloccati, il primo ha avuto 116 voti favorevoli e 170 contrari, 168 contro 108, il secondo. Dei 29 firmatari del documento Gotor  votano in 27. Felice Casson è impegnato al Copasir, e Rosaria Capacchione non è riuscita a partecipare al voto. Si è aggiunto Roberto Ruta. I numeri parlano chiaro. Hanno votato su 320 senatori (compresi quelli a vita) solo 289. Anche questo è un segnale.

La reazione di Bersani, che riunisce 140 parlamentari

“Renzi lo sa benissimo: c’era una possibile mediazione sull’Italicum e loro non hanno voluto mediare. Ora spetta a lui dire se si può partire dall’unità del Pd”. Mentre a proposito dell’epiteto usato dal senatore Stefano Esposito contro la minoranza Pd, Bersani è chiaro: “Dare del parassita a Corsini, Gotor, Mucchetti, è pericoloso. È gente perbene che non chiede niente e va trattata con rispetto. Se viene meno il rispetto è finita”.

50 voti arrivati dal pregiudicato salvano Renzi. Gotor: l’obiettivo è il Qurinale

La maggioranza di  governo al Senato  conta su 168 voti. 161 sono il minimo per sopravvivere. La maggioranza si è dissolta. È arrivato in aiuto Berlusconi che ha portato 46 di Forza Italia più 4 di Gal, parola di Maurizio Gasparri. Gli uomini di Raffaele Fitto sono in 18 a votare gli emendamenti presentati da Gotor, votati anche da Sel, Grillini e Lega: “Nessuno – dice -sa bene  cosa c’è nel Nazareno. Il premier fino a qualche tempo fa giurava che il Quirinale fosse escluso, abbiamo visto che non è stato così”. In un  paese normale un premier che subisce una sconfitta così bruciante, che vede scomparire la sua maggioranza tirerebbe le conclusioni. Il premier, invece, da  Davos dove è andato presentare i “tesori” della cucina italiana, un piazzista e niente più, dice che ora la strada all’Italicum è spianata: “L’Italia va avanti, chi prova a interrompere tutte le volte il percorso delle riforme possiamo dire che, per il momento, non ce la fa”.

Mineo: il premier fa una forzatura insensata

Afferma Corradino Mineo: “Il premier fa una forzatura insensata. Sottomette il Parlamento imponendogli di votare le riforme prima dell’elezione per il Quirinale perché vuole la garanzia che il prossimo presidente della Repubblica non possa avere voce in capitolo sull’Italicum e la riforma istituzionale. Al Senato ci sono 29 dissidenti del Pd: rispetto alla proposta di legge elettorale del governo non voteremo contro Renzi ma a favore dei nostri emendamenti”.  “Con l’Italicum – prosegue – si punta a fare del presidente il sindaco d’Italia”, e “in questa cornice poco importa chi sarà eletto capo dello Stato”. E c’è chi parla di “partito della nazione” imbarcando Nuovo centro destra e Forza Italia. Per far questo doveva passare così come concordata con il pregiudicato la legge elettorale.

Il “ super canguro” del senatore  Esposito: una  farsa con volgarità

Lo “strumento”, il supercanguro, presentato da  un senatore, Stefano Esposito, noto  per le sue iniziative pro Tav, si dice uno dei “giovani turchi”, un voto per Cuperlo nelle primarie. Ora si è prestato alla farsa, un marchingegno studiato da altri cui ha messo la sua firma, che è un ordine del giorno in cui si fa la sintesi della legge, poi verrà scritta dagli uffici. Lui ora si vanta del  “bel gesto”.  Non spiega niente, aggredisce  la sinistra, i “parassiti”, dice. Poi  di rilevante, nella intervista rilasciata a Repubblica, ci sono due sole parole, anzi una sola: culo, pronunciata due volte. Si dice che perfino Renzi si sia irritato, voleva una cosa più soft.  Con simili volgarità, di fatto, passa una legge fra le più importanti, e cambia la maggioranza di governo.  Una cosa poco significativa per quei giornali ormai tappetini renziani i quali ignorano il fatto che il governo non ha la maggioranza.

I giornali tappetino. La confusione di Repubblica: chi dissente è un “ribelle”

Fra questi Repubblica, sempre più confuso nel suo anelito renziano. Ieri in un articolo si affermava che aveva vinto Renzi, in un altro il vincente era il pregiudicato. I perdenti comunque erano  gli esponenti della minoranza, i “ribelli”  come ama chiamarli il giornale diretto da Ezio Mauro che si prende centinaia di commenti di lettori che non ci stanno. Nella “diretta” dal Senato  si legge  che “la maggioranza di governo ha dunque  retto contro la minoranza del Pd” .  Bugia grande come una casa, anzi un grattacielo. Sarà  Claudio Tito, sempre Repubblica, a dire: “I voti di Forza Italia hanno sostituito quelli della minoranza Pd. 50 senatori forzisti hanno contribuito  a bocciare l’emendamento Gotor. Ora Renzi spieghi ai suoi elettori se c’è un’inversione di tendenza: si sta tornando alle larghe intese del 2013?”. Peggio in realtà: perché  le larghe intese erano trasparenti, il Patto del Nazareno è un torbido intrigo fra  Renzi e Berlusconi. Il ti do una cosa a te tu  dai una cosa a me. Io ti salvo il governo e tu mi offri il nome di un Presidente della Repubblica. Un baratto ignobile.

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