Giornata della Memoria: la storia di Auschwitz, la Soluzione finale, e la Shoah

Giornata della Memoria: la storia di Auschwitz, la Soluzione finale, e la Shoah

Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche varcarono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, nel sud-ovest della Polonia. Il campo era stato evacuato dai nazisti solo il giorno prima, dando fine al più grande assassinio di massa in una sola località mai compiuto nella storia umana. Gli storici scrivono che le SS tedesche uccisero sistematicamente 960.000 del milione trecentomila ebrei deportati nel campo. Tra le altre vittime, ricordiamo 74.000 polacchi, 21.000 Rom, 15.000 soldati sovietici prigionieri di guerra, e almeno 10.000 soldati di altre nazioni. Il numero degli uccisi ad Auschwitz è il più alto in assoluto, rispetto agli altri campi di concentramento, e il più alto in assoluto nella storia dei campi di detenzione.

Le truppe sovietiche scoprirono le terribili prove dell’orrore. Circa 7.000 prigionieri affamati furono trovati ancora vivi nel campo. Milioni di capi di vestiario, appartenuti alle donne, agli uomini e ai bambini uccisi, furono rinvenuti insieme con la raccapricciante scoperta di 6.350 chili di capelli umani. Nel Museo di Auschwitz sono conservati più di 100.000 paia di scarpe, 12.000 utensili da cucina, 3.800 valigie e 350 pigiami a striscie.

Il primo campo con base ad Auschwitz, nei pressi della città polacca di Oswiecim, venne inaugurato nel maggio del 1940. Noto come Auschwitz I, il sito copriva 40 chilometri quadrati. Il 20 gennaio del 1942, alla Conferenza di Wannsee, i capi nazisti decisero di mettere in pratica la cosiddetta Endlosung der Judenfrage, la Soluzione finale del problema ebraico. I campi di concentramento vennero trasformati in campi di sterminio, come aveva previsto, e ordinato, il capo delle SS, Reinhard Heydrich, nel suo discorso a Wannsee. Il campo di Auschwitz II (o Auschwitz-Birkenau) venne aperto in quello stesso anno. Nella primavera del 1942, in quello stesso campo, venne costruita per la prima volta nella storia la prima camera a gas, dove si usò il letale gas Zyklon B. In seguito, ne vennero costruite altre quattro. Il genocidio sistematico di ebrei, rom, omosessuali, nelle camere a gas si protrasse dunque dalla primavera del 1942 al novembre del 1944, due mesi prima della liberazione del campo.

Gli orrori di Auschwitz I non furono solo questi: il campo venne utilizzato anche per compiere sperimentazioni mediche su ebrei e rom, dalle castrazioni alle sterilizzazioni, alla sperimentazione sulla diffusione del contagio di malattie infettive. L’infame “angelo della morte”, il dottor Josef Mengele, fu uno dei medici che praticavano in quel campo sperimentazioni eugenetiche, sui gemelli. Il terzo campo di concentramento, Auschwitz III venne aperto nell’ottobre 1942. venne utilizzato soprattutto come campo di lavoro per i prigionieri di guerra, per l’azienda chimica IG Farben. Morirono più di 10.000 soldati in quel campo di lavoro. Se giudicati incapaci di lavorare, i prigionieri di guerra venivano uccisi con una iniezione di fenolo al cuore.

Le SS cominciarono ad evacuare il campo alla metà di gennaio del 1945. Più di 60.000 prigionieri di guerra furono costretti a marce forzate per 50 chilometri, nello spostamento verso ovest, dove sarebbero stati messi su un treno, in direzione di altri campi di lavoro. 15.000 prigionieri di guerra morirono durante la marcia forzata, anche perché i nazisti uccidevano tutti coloro che si attardavano. Più di 7.000 dipendenti nazisti erano impiegati ad Auschwitz, ma solo poche centinaia di loro sono state processate per i crimini di guerra commessi nel campo. Lo storico Daniel Jonas Goldhagen ha definito questi tedeschi che si prestavano ad essere impiegati nei campi di concentramento (e non solo) “i volonterosi carnefici di Hitler”, e la filosofa Hannah Arendt, seguendo il processo contro il gerarca nazista Adolf Eichmann, si accorse con stupore della “banalità del male”, ovvero, di come la gente comune in Germania, non solo avesse accettato Hitler e il Terzo Reich, ma tutte le conseguenze dirette della sua folle impresa, tra cui, appunto, la Shoah, l’Olocausto.


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