Fmi dimezza la stima di crescita per l’Italia nel 2015

Fmi dimezza la stima di crescita per l’Italia nel 2015

Non ci sono buone notizie per l’economia del nostro Paese, ormai in sofferenza da quasi dieci anni e in recessione da due. Infatti passa dallo 0,8% di ottobre a un modesto 0,4% la proiezione del Fondo monetario internazionale sulla performance dell’economia italiana quest’anno. Una probabile accelerazione a 0,8% dovrebbe avvenire soltanto nel 2016. Questo è quanto si legge nell’aggiornamento del ‘World Economic Outlook’ pubblicato stamane a Pechino.

Nel documento del Fondo, oltre alla mediocrità del livello assoluto, a rendere particolarmente grave la diagnosi sul nostro Paese è il confronto con le principali economie europee. Sempre rispetto al documento di ottobre, contro il mezzo punto percentuale dell’Italia la revisione al ribasso è infatti nell’ordine di grandezza di 0,2% sia per la media euro sia per la Germania, le cui indicazioni sul 2015 passano rispettivamente a 1,2% e 1,3%, si riduce a un semplice 0,1% nel caso francese – 0,9% la previsione aggiornata – e addirittura migliora al ritmo di 0,3% per la Spagna, su cui la stima passa a 2,0%. Non a caso il mese scorso, da Milano, Christine Lagarde, presidente dell’Fmi, parlava del caso italiano come un “mix tossico di bassa crescita e bassa inflazione”.

L’esame del Fondo parte dall’assunto che la correzione del greggio, la svalutazione dell’euro e l’attuale politica ultra-espansiva della Bce non bastano a contrastare le deboli prospettive di investimento.

Il capo economista dell’Fmi Olivier Blanchard si aspetta quindi che la Bce faccia quello che gli investitori anticipano. “Sotto un certo punto di vista, il quantitative easing”, l’allentamento monetario, “è già avvenuto. I mercati lo hanno anticipato, i tassi di interesse sono scesi, l’euro si è deprezzato – afferma Blanchard in un’intervista a Bloomberg -. Vorremmo assicurarci che quando ci sarà un annuncio, sarà dell’entità che il mercato si attende”.

Rallenta anche la locomotiva cinese, mentre l’economia della Russia crolla: il Pil russo si contrarrà nel 2015 del 3% e il prossimo anno dell’1,0%. Lo afferma l’Fmi, sforbiciando drasticamente rispetto a ottobre le stime di crescita di Mosca di 3,5 punti percentuali per il 2015 e di 2,5 punti per il 2016. Frena anche la Cina, con il Pil che salirà nel 2015 del 6,8% (-0,3 punti) e nel 2016 del 6,3% (-0,5 punti). Si tratta del tasso più basso degli ultimi 24 anni, che resta comunque da capogiro se paragonato all’andamento del mercato europeo o peggio italiano.

“Il calo del greggio e l’indebolimento del cambio sono buone notizie, vanno in direzione giusta ma non sono abbastanza” commenta Blanchard, aggiungendo che il Fondo potrebbe essere eccessivamente pessimista dunque – nel gergo degli analisti – i rischi sulle nuove stime delle economie mondiali potrebbero correggersi verso l’alto.

Tornando infine al livello assoluto per le proiezioni 2015, peggio dello 0,4% indicato per l’Italia faranno per il Fondo soltanto il Brasile, paese Bric decaduto con un modesto +0,3%, gli emergenti del Commonwealth a -1,4% e soprattutto la Russia, messa in ginocchio dalla caduta del greggio e dalle sanzioni, a -3,0%.

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