Corruzione, nuova retata ‘pubblico-privato’

Corruzione, nuova retata ‘pubblico-privato’

Dalle prime ore di giovedì i finanzieri del comando unità speciali della Guardia di Finanza di Roma, nell’ambito delle attività volte al contrasto di fatti di corruzione e concussione, stanno eseguendo una vasta operazione di polizia giudiziaria disposta dalla Procura della Repubblica di Roma, che prevede l’applicazione di misure cautelari a carico di 28 persone (di cui 22 in stato di arresto), tra funzionari pubblici, imprenditori e professionisti. L’operazione è stata denominata “Vitruvio”. Oltre 40 le perquisizioni presso abitazioni e uffici pubblici della Capitale. I funzionari pubblici colpiti dall’ordinanza del Tribunale di Roma prestano servizio negli uffici tecnici di alcuni municipi di Roma Capitale e presso una Asl capitolina. Ma ecco i fatti descritti nel corso di una affollata conferenza stampa. Pretendevano da imprenditori edili mazzette da 1.000-1.500 euro per “chiudere un occhio” su su abusi e difformità reali o presunte. Per questo 10 funzionari del XIV municipio di Roma, sono stati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Anna Maria Gavoni, con accuse di concussione. Insieme ai pubblici ufficiali, altre 12 persone – imprenditori e liberi professionisti – sono finiti in manette nell’ambito della stessa operazione. Le indagini, condotte dagli uomini del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza e coordinate dal procuratore aggiunto Francesco Caporale, hanno portato alla luce un sistema di corruzione “endemico” basato su sistemateci accordi illeciti tra imprenditori e funzionari pubblici, i quali, in cambio di denaro o altri vantaggi, “omettevano atti d’ufficio contrari ai propri doveri”, arrivando anche a “suggerire quali modifiche apportare ai lavori per far ottenere al costruttore il massimo (illecito) vantaggio”. Oltre alla mancata contestazione degli abusi edilizi, “i funzionari in servizio al XIV municipio di Roma Capitale risultano aver compiuto gravi irregolarità nella gestione delle pratiche relative al rilascio delle autorizzazioni per gli allacci fognari”. Un terzo “affare”, per alcuni degli indagati, in servizio presso la Spresal dell’Asl RmE, riguarda invece la mancata contestazione di irregolarità riscontrate sui cantieri in relazione alle norme sulla sicurezza negli ambienti lavorativi. Sei degli indagati raggiunti da custodia cautelare (cinque funzionari e un imprenditore) sono ristretti in carcere, mentre gli altri 12 soggetti sono ai domiciliari.

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