Confermata dalle autorità francesi la Legion d’onore a Piketty

Confermata dalle autorità francesi la Legion d’onore a Piketty

La presidenza della Repubblica francese fa sapere al mondo intero, attraverso un comunicato diffuso poco dopo le 15.30, che non ci sta a sostenere il rifiuto, per motivazioni politiche, dell’onorificenza della Legion d’onore assegnata all’economista Thomas Piketty. Nel comunicato si legge infatti che l’economista noto in tutto il mondo per la pubblicazione dell’opera “Il Capitale del XXI secolo”, resterà nominato con la Legion d’onore, a meno che egli non decida, come fece il grande musicista Maurice Ravel nel 1920, di farsi annullare il decreto presidenziale.

“Anche se lei ha rifiutato la Legion d’onore, il decreto di nomina non può essere annullato”, aggiunge il portavoce della Grande Cancelleria dell’Ordine della Legion d’onore. “Il suo rifiuto significa che rinuncia a ricevere tale onorificenza e pertanto di divenire membro dell’ordine”, ha precisato.

Nulla impedisce, dunque, a Thomas Piketty di tornare sulla sua decisione. “Sul piano del diritto”, ha affermato il giurista Bertrand Galimard-Flavigny, intervistato dal quotidiano Le Figaro, “è infatti possibile, anche se si tratta di un percorso particolarmente difficile”. I testi legislativi, infatti, non prevedono il rifiuto.

Il caso di Maurice Ravel, che chiese l’annullamento della sua nomina, resta l’unico nella storia francese. “Nominato contro la sua volontà per decreto nel gennaio del 1920, Ravel aveva chiesto al gran cancelliere di fare tutto il possibile per annullare questa nomina”, racconta il giurista Galimard-Flavigny. “Il decreto di cancellazione per Ravel fu emanato nell’aprile dello stesso anno”, conclude lo studioso. Il rifiuto di Ravel aveva provocato il commento sprezzante di un altro grande musicista francese, Erik Satie: “Ravel rifiuta la Legion d’onore, ma tutta la sua musica l’accetta”.

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