Campidoglio. Sanzioni per 30 vigili. Ma la “guerra” non può durare. Pd e Sel incontrano i sindacati

Campidoglio. Sanzioni per 30 vigili. Ma la “guerra” non può durare. Pd e Sel incontrano i sindacati

Renzi insiste nella sua campagna contro i vigili urbani di Roma. Giusto che il presidente del Consiglio si preoccupi di una situazione che si è creata a Roma la notte dell’ultimo dell’anno, quando si è assentato dal lavoro un elevato numero di caschi bianchi, dando vita ad una forma di protesta che i sindacati confederali hanno definito sbagliata, chiedendo rapidi accertamenti e che, nel caso di eventuali abusi, vengano adottati provvedimenti. Non è giusto, in particolare per il ruolo che ricopre, che Matteo Renzi continui a sparare cannonate farcite di sciocche battute, basate su numeri relativi all’assenteismo non veri.

Ancora attacchi di Renzi usando numeri fasulli e ironia di bassa lega

Davvero non è dignitoso che  il presidente del Consiglio ripeta, come un disco incantato: “è possibile che l’83% dei vigili si ammali a capodanno in un Paese in cui si guarisce dall’Ebola? Siamo seri”.  Se vogliamo essere seri sarebbe opportuno che il comando della polizia municipale fornisse i numeri veri. Invece ora si ricorre al “più stretto riserbo”, dice il comandante Raffaele Clemente, presentandosi in Campidoglio dove nel pomeriggio sono arrivati anche gli ispettori inviati da Marianna Madia, ministro della Pubblica amministrazione, che hanno preso in esame documenti e carte. Vengono annunciati anche colloqui con i 44 vigili “assenti sospetti”, cioè senza giustificazioni credibili. Su questi colloqui il più stretto riserbo “dato che l’indagine è ancora in corso”. Riserbo che è stato pesantemente violato quando lo stesso comandante Clemente, poi il Sindaco, Marianna Madia, fino al presidente del Consiglio hanno sparato quel numero, 83%, che ha dato il via  alla  grancassa mediatica. A tutt’oggi i numeri sono ballerini. Si fa  sapere che 44 sarebbero i vigili assenti senza giustificazioni. Poi, pare su richiesta del vicesindaco, si precisa che il tasso di assenteismo sarebbe  dell’85%,  di cui il  75% assenti per malattia, il 10% hanno usufruito della legge di assistenza ai disabili, un 8% che ha dichiarato di assentarsi a seguito della donazione di sangue  e infine altri a titoli diversi (congedi parentali e simili). E le ferie obbligatorie dove sono finite, così la maternità, i permessi? La Uil funzione pubblica  “parla di goffaggini e capitomboli sui numeri delle assenze”, fornisce una notizia: “gli operatori di Polizia locale – afferma Sandro Bernardini, segretario generale della Uil Fpl – sono stati chiamati in reperibilità in base ad un vecchio elenco, con l’invio di chiamate e Sms anche a pensionati e malati gravi, visto che l’elenco aggiornato era indisponibile per un virus nel sistema informatico”.

La polizia municipale va in tilt se non ci sono volontari per gli straordinari

Mentre si mantiene il riserbo, con i buoi usciti dalla stalla, proprio gli avvenimenti di questi giorni, fine anno e domenica, sono la prova della situazione in cui si trovano ad operare i “caschi bianchi”. Solo ricorrendo agli straordinari volontari si può pensare di far fronte al traffico nei giorni cruciali delle festività. Domenica appunto, giornata di saldi, di traffico pesante nelle zone del centro, ha preso servizio il 25% della “municipale” così come nei  normali giorni festivi. Solo 20 agenti potevano essere utilizzati nel centro storico. Se gli straordinari sono “volontari” non si può pensare di risolvere  la situazione. E non si può neppure pensare  di ricorrere alla “reperibilità”, il lavoro obbligatorio, che si usa solo in casi eccezionali. Se per la fine d’anno il comando aveva previsto la mobilitazione “volontaria” è certo che nessun organico è stato discusso con i sindacati. Il comandante Clemente, così come il Sindaco, pare non tengano in considerazione i rapporti con le organizzazioni dei lavoratori, impegnate da mesi in una trattativa sul contratto accessorio. Questo lo stato dell’arte, come si dice. Nel frattempo altre categorie di “capitolini”, il personale delle scuole dell’infanzia, per non parlare di tutti i 24 mila dipendenti del Campidoglio, sono decisi alla mobilitazione. Intanto c’è il rischio che per l’Epifania si ripeta il caso del traffico di domenica. Poi c’è il derby. Si può andare avanti così?

Di Berardino ( Cgil): il sindaco anziché confrontarsi continua a minacciare licenziamenti

A chi giova lo stato di guerra fra le istituzioni e i lavoratori?” . Certo non alla città e alla soluzione dei tanti problemi. Se lo chiedono i sindacati, gli stessi partiti della maggioranza che sostiene il sindaco Marino. Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, confermando il netto dissenso con forme di protesta sbagliate accusa: “Ci risiamo: anziché confrontarsi per trovare le giuste soluzioni il sindaco minaccia licenziamenti. Se intende continuare con questo atteggiamento irresponsabile e arrogante, il sindacato farà fino in fondo proprio mestiere, difendendo i lavoratori e i loro diritti”.

Barbagallo (Uil): Temo che la gestione del Comune sia in stato confusionale

Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, ribadendo che “gli abusi vanno perseguiti”, afferma: “Temiamo che la gestione amministrativa e politica del Comune di Roma sia  in stato confusionale”. Segnali  importanti per un cambiamento di rotta da parte del sindaco e del vice, Luigi Nieri, vengono da Sel, dal Pd, dalla stessa “Lista civica per Marino”. Gianluca Peciola capogruppo di Sel afferma che “quello del sorvegliare e punire non ci porta da nessuna parte. Abbiamo bisogno, specie in questo momento, dell’esatto contrario: di metterci a ragionare con tutte le categorie dei dipendenti su come migliorare i servizi”. Ancora: “Chj ha sbagliato deve pagare ma al tempo stesso è necessario recuperare il rapporto con i vigili urbani: il braccio di ferro continuo non giova a nessuno”. E annuncia che nei prossimi giorni ci sarà un incontro con i vigili e i loro sindacati al fine di contribuire ad una mediazione necessaria per il bene della città.

Panecaldo (Pd): Al tavolo di confronto finché non avremo trovato le soluzioni ai problemi

Annuncio dell’incontro ripreso dal capogruppo del Pd, Fabrizio Panecaldo  perché la politica deve svolgere il suo ruolo, più di quanto non abbia fatto fino ad ora”. “Un incontro con i sindacati – afferma – a patto che si dica che la protesta messa in atto l’ultimo dell’anno è stata sbagliata e contro la città”. Ma questo, come è noto, i sindacati confederali l’hanno già detto. “Una volta d’accodo su questo – afferma il capogruppo del Pd che è anche coordinatore della maggioranza – non ci alzeremo dal tavolo finché non avremo trovato tutte le soluzioni utili a ricostruire il rapporto di fiducia fra la polizia locale e l’amministrazione”.  Svetlana Celli, “Lista civica per Marino”, chiede che “vengano accertate le responsabilità e sanzionati gli abusi”, ma ritiene “ingiusto lanciare accuse generiche all’intero corpo di polizia locale”. Il sindaco Marino a fronte dell’ annuncio della scesa in campo delle forze che esprimono la maggioranza, non ha dato per ora alcun  riscontro. Ma l’esplicito invito al sindaco a mettere da parte le armi (e ciò vale anche per Renzi, Madia, lo stesso comandante della polizia municipale) è un segnale importante, un contributo, se vogliamo, a risolvere  una situazione che si va facendo sempre più difficile, quella del rapporto fra migliaia di dipendenti e chi amministra il Campidoglio. Una guerra che non porta da nessuna parte.

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