Attentato di Parigi. Le reazioni nel mondo islamico, tra presunte rivendicazioni, farneticazioni e condanne

Attentato di Parigi. Le reazioni nel mondo islamico, tra presunte rivendicazioni, farneticazioni e condanne

Non sappiamo ancora se si tratti di una vera e propria rivendicazione, di un mitomane, o di un islamista che esalta l’attentato di Parigi al settimanale Charlie Hebdo, che ha provocato 12 morti, tra i quali il direttore, otto giornalisti, e l’economista Bernard Maris. Fatto è che l’agenzia internazionale Reuters ha appena battuto in una corrispondenza da Beirut una notizia che certamente sarà presa in seria considerazione dagli inquirenti francesi. Si tratta di Abu Mussab, un siriano che combatte con lo Stato islamico, e che parlando via Internet dalla Siria ha detto: “I leoni dell’Islam hanno vendicato il nostro Profeta. Questi sono i nostri leoni. Sono le prime gocce – altre seguiranno”. E poi ha aggiunto: “Che questi crociati abbiano paura, perchè ce l’avranno ancora”. Tuttavia, nessun gruppo organizzato ha rivendicato la responsabilità dell’attentato.

Abu Mussab ha detto di non conoscere gli attentatori di Parigi, ma ha aggiunto “sono sulla via per arrivare all’emiro… e al nostro sceicco Osama Bin Laden”. Il riferimento all’emiro è ad Abu Bakr al-Baghdadi, il cui gruppo è una potente forza paramilitare antigovernativa sia in Irak che in Siria, e sta organizzando una rete di seguaci ovunque, in Medio Oriente e in Asia. Il fondatore di Al Qaeda, Osama Bin landen, venne ucciso dalle forze speciali americane in Pakistan nel 2011. Nel 2013, l’ala yemenita di Al Qaeda pubblicò la seguente notizia: “Ricercati vivi o morti per crimini contro l’Islam”, intendendo con “ricercati” coloro che si fossero macchiati di critiche all’Islam, ivi compreso Stephane Charbonnier, il celebre Charb, direttore di Charlie Hebdo, ucciso mercoledì nel raid di Parigi.

Su twitter, moltissimi simpatizzanti e militanti islamisti hanno espresso “profonda soddisfazione” per il massacro. Uno ha scritto: “Oh cane dei Romani in Francia, per Dio per Dio per Dio, non ci fermeremo, e colpiremo ancora la rivista Charlie Hebdo. Ciò che accadrà sarà anche peggio”. Un altro ha twittato: “La parola di Allahu Akbar scuote Parigi”. E un altro ancora: “Bravi lupi solitari”. Un account twitter chiamato al-Marsad, che dice di assumere informazioni nel mondo islamico, ha rivendicato l’attacco: “i vostri aerei colpiscono impunemente i bambini mussulmani… ed ora i nostri leoni devastano le vostre strade”. Un messaggio ancora più sottile proviene dal giornalista saudita Jamal Khashoggi, che scrive: “Charlie Hebdo è un giornale satirico, per il quale nulla è sacro. Era offensivo verso Gesù Cristo e verso i simboli di tutte le religioni e noi, in quanto mussulmani, lo rifiutiamo – ma per loro è questa la libertà di espressione”.

Tuttavia, le reazioni dei governi dei paesi musulmani sono state tutte e senza riserve molto critiche nei confronti dell’attacco parigino. Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha condannato con forza l’attentato e ha detto che associare l’Islam al terrorismo è un errore. Ha richiamato tutti a combattere sia l’estremismo che l’islamofobia. “La nostra, è una religione della pace”, ha concluso il titolare degli Esteri di Ankara, “siamo contro ogni forma di terrorismo”. Forte condanna arriva anche dall’Arabia Saudita, luogo di nascita dell’Islam, dal governo egiziano e dal capo dell’autorità islamica d’Egitto, Al-Azhar.

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