Charlie Hebdo. Gli attentatori, seguaci di Al-Qaeda, uccisi in un blitz della polizia. Ucciso anche l’altro terrorista. A Parigi si scatena la caccia al mussulmano

Charlie Hebdo. Gli attentatori, seguaci di Al-Qaeda, uccisi in un blitz della polizia. Ucciso anche l’altro terrorista. A Parigi si scatena la caccia al mussulmano

La sintesi di una giornata drammatica, quella di Parigi, il 9 gennaio 2015, che resterà nella storia della Francia democratica e repubblicana, ma anche nella storia europea. Presentiamo la sintesi della serie di eventi che ha tenuto col fiato sospeso il mondo intero, dopo la strage, mercoledì 7, della redazione di Charlie Hebdo, in cui sono morte dodici persone, tra le quali 10 giornalisti e due poliziotti, mentre 4 feriti versano ancora in condizioni disperate, e l’uccisione di una agente della polizia municipale, nel corso di un altro attacco, giovedì.

  • I fratelli parigini, islamisti di origine algerina, sospettati del massacro della redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo, sono stati uccisi nel corso di un violento raid della polizia, in località Dammartin-en-Goele a nord est di Parigi, nei pressi dell’aeroporto Charles de Gaulle. Il blitz della polizia ha avuto inizio alle ore 17 del 9 gennaio.
  • Cherif e Said Kouachi, che erano in fuga immediatamente dopo aver compiuto l’esecrabile e doloroso attentato a Charlie Hebdo mercoledì, si erano asserragliati in una tipografia e avevano preso in ostaggio uno dei titolari della piccola azienda famigliare. L’ostaggio è stato liberato, secondo quanto comunicano le forze di polizia.
  • Alcuni istanti dopo, le forze speciali della polizia francese hanno lanciato un assalto contro un supermercato Kosher, nei pressi di Place de Vincennes, ad est di Parigi, dove un altro terrorista si era asserragliato facendosi scudo di un numero imprecisato di ostaggi. Il terrorista è stato ucciso. Alcuni ostaggi sono stati liberati. Ma la stampa francese annuncia che forse uno o due ostaggi sono rimasti uccisi. La notizia non è ancora confermata nel momento in cui scriviamo.
  • L’assedio della polizia alla tipografia di Dammartin-en-Goele dove i due terroristi avevano trovato rifugio, era iniziato nella mattinata, alle 8.30, di venerdì. Poche ore dopo, un altro terrorista, Amedy Coulibaly, molto vicino ai due fratelli Kouachi, e la sua compagna Hayat Boumedienne, avevano fatto irruzione nel supermercato Kosher di Place de Vincennes, armati di kalashnikov e lanciarazzi. Coulibaly era stato l’autore dell’uccisione della agente di polizia locale Clarissa Jean-Philippe giovedì a Montrouge.
  • Solo venerdì le forze dell’intelligence francese hanno potuto mettere in relazione i due fratelli Kouachi e Amedy Coulibaly, seguendone le biografie, e soprattutto dopo che lo stesso Coulibaly aveva gridato, prima di essere ucciso, che avrebbe ucciso gli ostaggi se la polizia avesse a sua volta ucciso i terroristi nella tipografia di Dammartin-en-Goele. Il legame tra i tre è la comune frequentazione di un mentore, Djamel Beghal, un fondamentalista radicale, condannato per aver pianificato un attacco terroristico a Parigi. In carcere, Beghal è riuscito a convertire Cherif Kouachi e Coulibaly al radicalismo islamico. Ad oggi, è noto che il solo Cherif Kouachi sia stato addestrato nelle milizie fondamentaliste dello Yemen.
  • Intanto, come segnalano i media francesi, a Parigi si scatena una esecrabile caccia al mussulmano. Le Monde riporta casi di colpi di fucile contro moschee, incendi di abitazioni di religiosi mussulmani, siti internet razzisti e islamofobi. Quando finirà questa inutile e sanguinosa guerra religiosa?
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