Un ricordo della strage di Piazza Fontana aprirà tutte le manifestazioni lombarde di Cgil e Uil

Un ricordo della strage di Piazza Fontana aprirà tutte le manifestazioni lombarde di Cgil e Uil

Non solo lo sciopero generale. Milano,  venerdì mattina, giornata dell’astensione generale dal lavoro proclamata da Cgil e Uil, ricorderà anche una delle pagine più buie del nostro Paese. La strage di Piazza Fontana. Sono 45 gli anni che ci separano dall’esplosione della bomba neofascista fatta esplodere all’interno della Banca Nazionale dell’Agricoltura. Tutte le manifestazioni lombarde si apriranno, infatti, con la lettura di una lettera che commemora la strage di Piazza Fontana e le vittime del terrorismo, che ancora oggi non hanno trovato giustizia. Ecco alcuni passaggi della lettera che venerdì aprirà le manifestazioni: “Era venerdì, giorno di mercato e gli uffici erano colmi di clienti venuti dalla provincia: alle 16.37 nel grande salone scoppiano 7 kg di tritolo: 17 morti e 84 feriti. Vittime innocenti per le quali, nonostante numerosi processi e diverse sentenze, nonostante i colpevoli siano stati chiaramente individuati, nessuno ha ancora pagato.  Sappiamo che quella strage segnò l’inizio della strategia della tensione e inaugurò la triste stagione del terrorismo e dell’eversione in Italia. La bomba di piazza Fontana fu il primo chiaro attentato alla democrazia e alle istituzioni dello Stato repubblicano nato dalla Resistenza antifascista. Da quel 1969, il 12 dicembre rimane stampato e indelebile nella memoria dei cittadini di tutto il paese come giorno di lutto, dolore e rabbia. Lutto per le vittime innocenti, dolore per i loro cari e rabbia per i depistaggi e la mancanza di una verità giudiziaria. La rabbia rimane, quella rabbia per non essere ancora riusciti a vedere condannati i colpevoli. Altre stragi hanno insanguinato altre città come piazza della Loggia, a Brescia, nel 1974:  8 morti ed oltre 100. Milano e l’Italia intera erano allora nel pieno delle lotte delle lavoratrici e dei lavoratori per la difesa dei loro diritti e per la conquista dei contratti nazionali, e quando la bomba scoppiò, il movimento dei lavoratori scese immediatamente in piazza per difendere, con rigore, fermezza e maturità, la democrazia e i fondamenti della Costituzione repubblicana e antifascista. Oggi 12 dicembre 2014, a quarantacinque anni di distanza, siamo di nuovo in piazza, e accanto alle nostre rivendicazioni sul lavoro e sui diritti, chiediamo ancora con forza che venga fatta giustizia e piena luce su un attentato che non ha colpevoli che paghino, ma del quale si sa ormai molto: è chiara la matrice fascista, è appurato il coinvolgimento di apparati deviati dello Stato, e quanto quel tragico evento abbia segnato in modo indelebile la storia di Milano, città medaglia d’oro della Resistenza, e di tutto il Paese.  Per questo – conclude la lettera -noi non ci fermeremo e non ci stancheremo di difendere i valori fondamentali della nostra Costituzione e della Repubblica democratica fondata sul lavoro!

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