Alta tensione sul futuro dell’Eliseo

Alta tensione sul futuro dell’Eliseo

Il 19 nuovo incontro tra sindacati, istituzioni locali e nuova gestione del Teatro, ma i lavoratori sono sul piede di guerra

Metti un tavolo per l’Eliseo. Si potrebbe presentare così, parafrasando quel “Metti una sera a cena” di Giuseppe Patroni Griffi, che vi debuttò quasi 50 anni fa, l’incontro previsto per venerdì 19 dicembre fra istituzioni locali, sindacati, lavoratori e la nuova gestione di Luca Barbareschi, sul futuro della storica sala di via Nazionale. Intanto, dopo lo sfratto, lo scorso 20 novembre, della gestione di Massimo Monaci, proseguono le procedure previste dal licenziamento collettivo per lo staff del teatro, avviato due settimane fa e pronto ad approdare in Regione Lazio per verificare i possibili ammortizzatori sociali da destinare ai lavoratori. Infatti, spiega Davide Mori, coordinatore territoriale della Uilcom Lazio, insieme alla Slc-Cgil al fianco dei dipendenti, “abbiamo firmato con l’azienda un ‘mancato accordo’, nell’ambito della legge 223, per arrivare in Regione e vedere cosa sarà possibile fare. Il 19 dicembre è in programma l’incontro di sindacati e lavoratori con l’assessorato capitolino alla Cultura, che dovrebbe parlare, come nel faccia a faccia del 18 novembre scorso, anche per conto della Regione”. Ma al tavolo, fanno sapere dall’entourage della nuova gestione dell’Eliseo, dovrebbe partecipare anche Barbareschi, che nelle scorse settimane aveva avuto modo di parlare con alcuni rappresentanti dei lavoratori. I quali appaiono sempre più impazienti: “Siamo 16 a tempo indeterminato, più altri 14 a tempo determinato, oltre ai contratti di collaborazione – spiega uno di loro, Rsu della Uilcom, da 18 anni in teatro – e quasi non vediamo l’ora di essere licenziati per uscire dal limbo. Non possiamo lavorare, non riceviamo gli stipendi e non abbiamo i contributi pagati. Ci sentiamo un po’ abbandonati dalla vecchia gestione, anche perché un accordo poteva essere trovato nei mesi scorsi. A questo punto – nota – meglio andare in disoccupazione, ricevere l’ultima busta paga, usufruire dei possibili ammortizzatori sociali ed essere svincolati, per poter valutare offerte di lavoro. Ci sono ottime professionalità da valorizzare”.

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