Piazza Fontana 45 anni dopo. “Saremmo stati salvi”, tante storie per non dimenticare

Piazza Fontana 45 anni dopo. “Saremmo stati salvi”, tante storie per non dimenticare

“Francesca Dendena aveva 17 anni il 12 Dicembre 1969, il 12 dicembre in molti posti non è un giorno qualunque, in molti posti a Brescia, Bergamo, Lodi, Siracusa è la vigilia di Santa Lucia per i bambini, un po’ come la vigilia di Natale son tutti in trepidazione per i preparativi, Francesca Dendena alle 16, 37 era alla fiera di Santa Lucia di Lodi per comprare gli ultimi regali per il fratellino con la sua mamma è avvicinata da un vigile con un’ espressione turbata”… Poco dopo Francesca saprà che suo padre è morto, vittima della sanguinosa strage nazifascista di quel freddo venerdì di 45 anni fa, alla Banca dell’ Agricoltura di Piazza Fontana. La storia di Francesca è solo una delle tante , raccontate in ” E saremmo stati salvi” la lezione aperta di Paolo Colombo docente di Storia delle Istituzioni politiche all’ Università Cattolica e realizzata con Lella Costa sul palco del Teatro Studio Melato, in collaborazione con il Piccolo Teatro.

Tre giorni di iniziative a Milano per ricordare quel tragico giorno

Un monologo a due, che ha commosso e ha chiuso la tre giorni di iniziative che Milano ha voluto per non dimenticare la bomba che esplose 45 anni fa alla Banca Nazionale dell’ Agricoltura. Una storia di troppi silenzi alla quale la città vuole dare la voce, perché il silenzio ha avvolto per decenni di troppi misteri e di buio quel tragico giorno. Il primo evento per rendere onore alle vittime è stato il concerto di giovedì 11 dicembre a Palazzo Castiglioni, a seguire il 12 dicembre a Palazzo Marino un Consiglio Comunale straordinario con la partecipazione tra gli altri del Sindaco di Brescia Emilio del Bono e della vicesindaco di Bologna Silvia Giannini.

Pisapia: una risposta di giustizia contro piani antidemocratici

Il primo cittadino di Milano Giuliano Pisapia ha sottolineato come Milano abbia saputo reagire e dare una risposta di giustizia contro piani antidemocratici.”Parlare oggi di Piazza Fontana- ha detto- significa rievocare uno dei momenti più tristi della nostra storia, la memoria è importante e non può essere trascurata, la città è stata ferita, c’è rabbia per l’ingiustizia, con la strage si è tentato di diffondere paura e violenza , ma il pericolo è stato scongiurato da una risposta compatta della nostra città.” Piazza Fontana è un simbolo del nostro dolore e della nostra volontà di riscatto collettivo , la risposta è stata quella di un popolo libero, maturo e composto, i nostri cittadini hanno chiuso una porta in faccia a ogni velleità sovversiva”. Un’altra piazza lombarda teatro di un grave attentato terroristico, è stata anche Piazza della Loggia a Brescia. Il Sindaco della leonessa, ha ricordato che “è importante testimoniare il legame fra Brescia e Milano, che sono segnate da una storia di stragi, con similitudini sulla matrice comune e vicende processuali che non permettono di sanare le ferite”. Il vicesindaco di Bologna, Silvia Giannini, ha ribadito l’importanza di avere piena giustizia per una verità fino ad oggi negata .Sono intervenuti in aula consiliare anche Carlo Smuraglia presidente Anpi e del Comitato antifascista per la difesa dell’ordine repubblicano e Carlo Arnoldi presidente dell’Associazione familiari delle vittime di Piazza Fontana, quest’ultimo ha chiesto alle forze politiche e alle istituzioni di creare un’apposita autorità inquirente sulla strage,che dovrebbe coinvolgere università e ricercatori per non disperdere un patrimonio di conoscenza utile alla verità dei fatti.

Verità e giustizia le parole simbolo delle celebrazioni

Verità e giustizia sono state infatti le parole simbolo delle celebrazioni e Milano ha voluto lanciare un forte messaggio di fiducia nella giustizia e una mobilitazione per respingere piani contrari alla democrazia. Terminato il Consiglio Comunale da piazza della Scala è partito un corteo guidato dal segretario generale della Cgil Susanna Camusso verso il luogo della strage per la deposizione delle corone. Fra i presenti alla cerimonia, il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris, il prefetto Francesco Paolo Tronca, il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati, il Segretario della Camera del lavoro Graziano Gorla, il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo. Alle 18 in una Piazza Fontana gremita e commossa i discorsi conclusivi, il primo ad essere letto davanti alla sede della Banca dell’Agricoltura, è stato quello della Presidente della Camera Laura Boldrini. “La memoria delle stragi, il ricordo di uno dei momenti più buoi della nostra storia è essenziale per tenere alta l’attenzione sui rischi che la nostra democrazia può correre”. Serve “un patto di verità tra istituzioni e società civile”. A seguire interventi dei rappresentanti delle associazioni, dei comitati, dei parenti delle vittime.

La Procura dovrà ancora indagare. Inesauribile sete di verità

Oggi si è chiuso il sipario sulle commemorazioni, i 45 anni di indagini, 17 morti, 19 conteggiando Giuseppe Pinelli e il commissario Luigi Calabresi, i dodici processi,gli innumerevoli depistaggi,le omissioni, lasciano solo una inesauribile sete di verità. Dopo tanti anni di indagini non sono stati individuati né i singoli colpevoli, né i mandanti. La Procura dovrà ancora indagare su quel freddo 12 dicembre ed è importante il coinvolgimento dello Stato, che fino ad oggi non ha voluto raccontare ciò che sapeva.

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