Stabilità, Governo presenta maxiemendamento e pone la fiducia in Senato

Stabilità, Governo presenta maxiemendamento e pone la fiducia in Senato

Sulla legge di stabilità i tempi sono stretti, deve ancora passare dalla Camera e deve essere approvata entro la fine dell’anno. Per il governo i lavori della Commissione Bilancio, che aveva in discussione il provvedimento, si stavano dilungando. Dunque si blinda la legge: le modifiche andranno direttamente in un maxi-emendamento governativo, che sarà presentato stasera alle 20, e sul quale verrà posta la fiducia.

La commissione Bilancio, di conseguenza, non ha concluso l’esame degli emendamenti e ha deciso di concludere la riunione, mandando così in Aula un testo ‘aperto’ senza il mandato al relatore e quindi senza le modifiche approvate nei giorni scorsi in commissione.

Il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi ha spiegato che si deve ancora decidere se si tratterà di un unico articolo, con un solo voto di fiducia, o di tre articoli, con altrettante fiducie. Cosa che farebbe protrarre i lavori d’Aula in nottata e anche domani mattina. Subito dopo la presentazione del maxi-emendamento verrà convocata una nuova capigruppo per definire nel dettaglio i tempi d’Aula. Boschi ha detto che per l’80% esso rifletterà quanto approvato in commissione, e per un 20% sarà nuovo. “Questo modo di lavorare è inaudito” ha commentato Alberto Ayrola, capogruppo di M5s. “La verità è che hanno puntato a non concludere in Commissione per tenersi le mani libere”, ha affermato Loredana De Petris, capogruppo di Sel.

Sul rispetto delle indicazioni della commissione si esprime il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, secondo il quale il maxi-emendamento “sostanzialmente corrisponderà ai lavori della commissione Bilancio, conterrà tutte le norme votate e quelle condivise che non si sono potute votare per ragione di tempo”. Per il relatore, Giorgio Santini del Pd, “in linea di massima” nel testo dovrebbero rientrare le modifiche approvate in commissione, a partire da quelle presentate dallo stesso esecutivo, “ma – ha aggiunto Santini – non c’è nessuna garanzia. Ora il ‘padrone’ del provvedimento è il governo”, spiega. Tecnicamente, la Finanziaria arriva al Senato senza il mandato al relatore. “E’ un peccato che, nonostante l’impegno, anche a causa dei tempi di esame molto stretti, non si sia riusciti a portare a termine il lavoro importante e approfondito svolto in Commissione Bilancio”, dice ancora Santini. “Il testo che consegniamo al governo e all’Aula contiene già molte delle misure per cui il Pd si è battuto in questi giorni, misure che enfatizzano il carattere espansivo di questa manovra”.

Prima del ribaltone era arrivata la moratoria sulle tasse per le zone alluvionate, dove il 22 dicembre si sarebbe dovuti tornare al versamento delle imposte. Con un ordine del giorno si impegnava il governo alla sospensione del pagamento delle imposte fino al 25 febbraio dell’anno prossimo.

Tra gli ultimi argomenti affrontati in Commissione,  c’era la possibilità di fare a maggio  un election day con il voto nella stessa giornata di sette Regioni ed oltre mille Comuni con un risparmio valutabile intorno ai 100 milioni di euro, lo stop anche nel 2015 all’aumento delle tasse sulla casa, la riforma delle partecipate e dei giochi con vincita in denaro.

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