Con gli studenti romani nelle scuole occupate: Vogliamo davvero una Buona Scuola, non quella del governo

Con gli studenti romani nelle scuole occupate: Vogliamo davvero una Buona Scuola, non quella del governo

Un autunno caldo in cui in ebollizione non ci sono solamente gli spiriti dei lavoratori e dei sindacati. Anche il mondo degli studenti è in lotta, già da qualche tempo, contro i fuorvianti contenuti della Legge di Stabilità, la ‘Buona Scuola’ e il Jobs Act, sentito molto vicino soprattutto dagli studenti dell’ultimo anno di liceo, i quali stanno per affacciarsi in un mondo del lavoro precario e fin troppo spesso alienante. Molti licei e istituti romani sono già in stato di occupazione: il Righi e il Virgilio, così come il Tasso, quest’ultimo occupato proprio nelle ultime ore.

I ragazzi del liceo Righi: “Nel nostro Paese c’è una profonda crisi culturale”

Nel liceo scientifico Augusto Righi gli studenti hanno deciso di barricarsi nell’istituto in seguito ad un’assemblea generale che ha visto la partecipazione di oltre 400 ragazzi. I motivi sono quelli che abbiamo già descritto, principalmente ‘Buona Scuola’ e Jobs Act. “Siamo stati in piazza lo scorso 14 novembre e ora continuiamo la protesta” dicono gli studenti. “Nel nostro Paese c’è una profonda crisi culturale e non riteniamo sufficientemente validi i nuovi modelli che il governo propone. Non si può parlare di Buona Scuola senza prima capire quali sono le esigenze degli studenti –spiegano gli occupanti della scuola di via Campania-. Bisogna garantire il diritto allo studio, che deve essere libero e gratuito per tutti. Il costo dei libri, assieme al caro trasporti, danneggiano il nostro percorso di formazione”.

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Nel liceo occupato gli studenti si sono dati da fare per organizzare corsi di approfondimento in relazione ai principali temi di attualità. Uno di questi approfondiva la delicata realtà all’interno delle carceri italiane –altro argomento che merita una trattazione più analitica da parte dell’esecutivo- e gli studenti, assai interessati, hanno deciso di invitare il prossimo venerdì Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, tragicamente scomparso in circostanze che la Giustizia italiana non è purtroppo riuscita a chiarire.

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I ragazzi sono al lavoro anche per ristrutturare alcune aule dell’edificio, ridipingendo integralmente le pareti più malmesse.

Gli studenti del Virgilio: “Dobbiamo risvegliare le coscienze e comprendere anche i problemi che vanno oltre la scuola”

C’è un’atmosfera assai partecipativa anche al liceo Classico Virgilio. Nella scuola, stamattina, erano presenti più di 500 ragazzi. Un’occupazione attuata senza alcuna violenza e che è avvenuta col massimo dei consensi, tengono a ribadire i ragazzi. Anche qui sono molte le attività organizzate nel corso della giornata. Si parte alle 9:30 con la rassegna stampa delle principali testate giornalistiche del Paese. A seguire corsi sulle tematiche più disparate, dalla politica estera a quella interna, ma c’è spazio anche per incontri in cui discutere di poesia, letteratura e fotografia fino a tarda serata, quando viene montato un proiettore per un cineforum. “Dobbiamo risvegliare le coscienze e riallacciarci con i problemi che vanno oltre la scuola” spiega uno dei ragazzi rappresentanti d’istituto. “Siamo i futuri lavoratori di questo Paese, la futura classe dirigente, e le politiche portate avanti da questo governo non ci lasciano altra scelta che fuggire all’estero nella speranza di trovare un lavoro dignitoso, che esalti le nostre qualità”aggiunge.

“Riteniamo che l’occupazione sia l’unico metodo per rifiutare il pensiero dell’assimilazione passiva ed allenarci al pensiero della decostruzione attiva e consapevole dei ruoli, per sperimentare attivamente il reale potenziale del ribaltamento degli equilibri di forza pur nel nostro piccolo, per intraprendere un percorso che speriamo possa causare degli effetti a lungo termine ma pronti ad “accontentarci” anche solo di un’oasi dove vivere al di fuori delle logiche aziendali di una scuola che ha abdicato al proprio ruolo” si legge in un comunicato firmato dagli studenti sul sito web www.liceovirgilioroma.eu.
“Riteniamo  -prosegue il comunicato- che l’occupazione sia necessaria per prendere le distanze da una presidenza e da una parte del corpo docenti che lo scorso anno hanno palesato apertamente il loro modello di scuola: la punizione che sostituisce il dialogo reciproco, la polizia che sostituisce la soluzione collettiva e l’intento educativo, la cura dell’ immagine che sostituisce la vivibilità degli spazi, la repressione e il controllo che sostituiscono la responsabilizzazione di cui riteniamo essere degni, una burocrazia portata all’esasperazione”.

I ragazzi hanno allacciato rapporti anche con la Cgil, che da tempo si batte con grande cuore contro le misure adottate dall’esecutivo a guida Renzi. Uno degli incontri organizzati all’interno dell’istituto è stato proprio con Tito Russo, sindacalista della FLC Cgil, la Federazione dei Lavoratori della Conoscenza. Il dibattito coi ragazzi era incentrato proprio sulle misure relative alla cosiddetta ‘Buona Scuola’. “Siamo entrati nel nocciolo del discorso, una critica d’impianto al documento di Renzi che non ha mai davvero ascoltato le scuole e gli studenti”spiega il sindacalista al termine dell’incontro.

Tasso occupato, genitori e professori sul piede di guerra

Un discorso a parte va fatto per il Tasso, ginnasio confinante proprio col Righi. La scuola è stata occupata nella notte da una ventina di studenti. Una decisione che non è stata accettata da tutti gli iscritti, molti dei quali –nonostante tutto- sposano anche alcuni principi della protesta ma avrebbero preferito altre modalità di mobilitazione. Sul piede di guerra la preside, i professori e  i genitori. Tuttavia, in relazione al Tasso, è importante segnalare l’aggressione, avvenuta lunedì sera, di un ragazzo minorenne iscritto proprio al liceo, da parte di un commando di violenti appartenenti a gruppi di estrema destra. Totale solidarietà è stata espressa da Danilo Lampis, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Studenti. “Le nostre occupazioni si nutrono di libertà e democrazia: è per questo che danno fastidio all’estrema destra che si nutre di logiche oppressive e violente” ha spiegato l’UdS . “Continueremo ad occupare e a farci sentire perché vogliamo liberare i saperi e dunque liberarci anche da un modello culturale buonista che lascia spazio all’intolleranza” conclude.

Sia il Virgilio che il Righi resteranno occupati –stando alle intenzioni degli studenti- almeno fino al prossimo venerdì. Ma sono comunque pronti a ritornare ancora una volta in piazza a dar voce alle loro richieste. Il prossimo appuntamento sarà proprio in occasione dello sciopero generale indetto dalla Cgil il prossimo 12 dicembre.

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