Sciopero generale, Toscana: Filt Cgil-Uil Trasporti scendono in strada il 5 dicembre

Sciopero generale, Toscana: Filt Cgil-Uil Trasporti scendono in strada il 5 dicembre

Cgil e Uil: 12 dicembre sciopero generale, il Tpl di Firenze e Provincia anticipa di una settimana e si ferma il 5

I trasporti in Toscana sono, com’è naturale, interessati allo sciopero generale di 8 ore proclamato da Cgil e Uil per il 12 di dicembre. Per il Trasporto Pubblico Locale (TPL) di Firenze e provincia, in base alle regole che disciplinano gli scioperi nei servizi pubblici, il 12 non è disponibile perché si presenta a distanza troppo breve da uno sciopero proclamato in precedenza per il 5/12 da altri sigle sindacali. Da qui la decisione, solo nel Trasporto Pubblico Locale di Firenze e Provincia, di anticiparlo al 5 dicembre. Il TPL del resto della Regione, così come tutti gli altri settori del trasporto via terra, mare e cielo, incrocerà le braccia il 12 dicembre.

Di seguito le modalità dello sciopero generale:

ATAF Gestioni – LI-NEA dalle ore 15,15 alle ore 23,15

GEST dalle ore 9,30 alle ore 17,00

BUSITALIA – AUTOLINEE TOSCANE – TRASPORTI TOSCANA Srl dalle ore 14,30 alle ore 22,30

AUTOLINEE dalle ore 15 alle ore 23,00

Operai ed impiegati ultime 4 ore del turno. E’ esentato dallo sciopero solo il personale strettamente necessario alla salvaguardia degli impianti.

Motivazioni dello sciopero generale:

La Tpl Toscana scende nelle piazze per il lavoro e per un futuro migliore che può essere raggiunto solamente dando nuova dignità al presente. Al contrario, il governo continua su una strada che non ha prodotto risultati nei confronti della crisi e dell’economia reale. Anzi, le politiche economiche e quelle sul lavoro hanno peggiorato le condizioni di milioni di lavoratori, come si legge nel volantino dello sciopero generale del 5 dicembre in Toscana. Si scende quindi in strada per una riforma reale degli ammortizzatori sociali; per cancellare le iniquità contenute nella legge Fornero sulle pensioni; per contrastare il lavoro debole e precario; per tutelare i lavoratori licenziati ingiustamente; per un vero contrasto all’evasione fiscale e per una politica che tagli le tasse a lavoratori e pensionati; per riaprire la contrattazione nei settori pubblici; per la risoluzione della crisi industriale con il rifinanziamento e la generalizzazione dei contratti di solidarietà: per misure di contrasto alla povertà; per investire in politiche attive sul lavoro; per la lotta alla corruzione e all’evasione, agli sprechi, agli appalti al massimo ribasso e all’economia illegale; per difendere il ruolo della contrattazione come strumento essenziale per la tutela delle condizioni normative e salariali dei lavoratori; per un piano straordinario che metta il territorio in sicurezza dal rischio ambientale; per una politica che promuova occasioni di lavoro per i giovani e, infine, per riaffermare l’utilità sociale dei patronati e per valorizzare la loro attività.

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