Roma, maxi-sequestro della Finanza da 40 milioni

Roma, maxi-sequestro della Finanza da 40 milioni
Costituiva società prive di reale vocazione economica ed imprenditoriale, al solo fine di effettuare intermediazioni fittizie, frodando il fisco e portandole al fallimento. Questo il meccanismo adottato da un 64enne originario del Veneto e residente a Roma, con un passato da pilota di rally e formula 3, che ha portato il Tribunale di Roma Sezione Misure di Prevenzione, ad adottare la confisca di beni del valore di circa 40 milioni di euro nei suoi confronti.
L’operazione è stata portata a compimento dal Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Frosinone che due anni fa aveva eseguito alcune verifiche fiscali nei confronti di società del capoluogo ciociaro, nonché nei confronti dei soggetti economici che, in concorso con essa, avevano posto in essere attività illecite. Nella circostanza era emerso, tra l’altro, che la compravendita di una struttura alberghiera della Capitale era stata effettuata in modo anomalo, sia per l’interposizione sospetta di una società e sia per gli importi transati, non coerenti con i profili reddituali dei soggetti intervenuti. Le successive indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma avevano portato alla scoperta di numerosi reati di natura fiscale e fallimentare e, poiché le proprietà del soggetto investigato, erano sproporzionate ai redditi da egli dichiarati, era stata richiesta l’applicazione di una misura di prevenzione patrimoniale al Tribunale di Roma. Nel giugno 2013 la Guardia di Finanza di Frosinone aveva dato esecuzione ad un decreto di sequestro, emesso dall’autorità giudiziaria capitolina, di beni per un valore complessivo di circa 20 milioni di euro. Successive indagini ed accertamenti patrimoniali hanno permesso di rilevare ulteriori beni mobili e disponibilità finanziarie, depositate su conti correnti bancari, riferibili alla persona indagata, nonché beni immobili di pregio che potevano considerarsi nella sua disponibilità benchè intestati a terzi, ma in difetto di buona fede. Per tale ragione il Tribunale di Roma– Sezione Misure di Prevenzione ha disposto la confisca dei beni già oggetto di sequestro nel giugno del 2013, nonché il sequestro e contestuale confisca degli ulteriori beni individuati. Risultano così confiscati immobili, quote societarie, azienda alberghiera, auto di grossa cilindrata e rapporti bancari per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro. Tra di essi un lussuoso albergo di Roma, sito nelle immediate adiacenze di Piazza di Spagna ed un’elegante champagneria ad esso attigua.
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