Roma fermata dal Milan, la Juve torna a + 3. Arbitraggi disastrosi

Roma fermata dal Milan, la Juve torna a + 3. Arbitraggi disastrosi

La sedicesima giornata di campionato  è stata influenzata dall’impegno di Supercoppa Italiana di stasera  che vede Juve e Napoli affrontarsi in quel di Doha, capitale del Qatar, per il quale le dirette interessate hanno anticipato i gli incontri previsti in calendario addirittura a giovedì scorso.

La Juve riprende la marcia. Dopo  due pareggi consecutivi, la Juventus a Cagliari, nel primo dei due anticipi, è subito ritornata alla sua ordinaria amministrazione dominando e vincendo 3-1 contro un avversario che ha fornito l’ennesima delusione (non vince da 7 giornate) indispettendo i tifosi, i quali se la sono presa con Zeman, reo, di aver rinunciato ad una punta contro la prima della classe e,oggi pure esonerato dalla società. Ma contro la Juventus vista, anzi rivista, in Sardegna, c’era poco da fare e gli uomini di Allegri hanno assolto il loro compito, acquisendo i previsti tre punti in attesa dell’esito di Roma-Milan.

La Roma si inceppa.  Dopo quello rocambolesco col Sassuolo, secondo pareggio consecutivo in casa della Roma contro il Milan,  con un’altra occasione perduta per mantenere invariato il punticino di distacco dalla Juve. Con i quattro punti persi all’Olimpico nelle ultime due giornate, gli uomini di Garcia hanno gettato al vento la possibilità di andare in testa da soli, considerati i due, analoghi, mezzi passi falsi bianconeri ed ora si ritrovano nuovamente ad inseguire a tre lunghezze. Delusione fra la tifoseria perché, considerate le rare fermate della Juve, se non se ne  approfitta quando eccezionalmente capitano, poi, diventa difficile recuperare. La Roma, contro il Milan ha esercitato un predominio territoriale fine a se stesso, non essendo riuscita a mettere dentro un pallone vincente, vuoi, di certo, per un paio di parate di Diego Lopez, vuoi perché l’avversario ha, per la prima volta, scoperto una difesa attenta e compatta, vuoi, però e forse soprattutto,  perché, nell’insieme, l’undici di Garcia non è apparso lucido, brillante e pericoloso com’è abituato ad essere, nonostante avesse giocato con un uomo in più negli ultimi 20 minuti.  Solo Gervinho è apparso all’altezza ma non è bastato e, dopo la sosta,  c’é da tener conto che l’ivoriano sarà assente un mese, in quanto impegnato nella coppa d’Africa e il suo naturale sostituto, Iturbe,  non sembra ancora essersi inserito nei meccanismi giallorossi.  A Garcia o al mercato l’obbligo di risolvere l’intoppo.

Buon Milan……Ma andiamoci piano a parlare di terzo posto  in casa rossonera perché la positiva prestazione difensiva,  aggiunta a quella di qualche altro singolo elemento,  non deve far neppure abbozzare voli pindarici, come si è abituati a fare in casa Berlusconi ad ogni minimo colpo d’ala….Il Milan sta progressivamente  migliorando, questo sì, ma da qui ad essere ridiventata  una grande squadra ce ne corre; conviene attendere una verifica più prolungata.

Terzetto inseguitore. Al terzo posto, ex aequo, oltre alla Lazio e alla Sampdoria, troviamo  anche il Napoli, vittorioso sul Parma mentre le altre sono state bloccate sul pari rispettivamente da Inter e dall’Udinese.  Mentre per gli uomini di Benitez si è trattato di un ritorno al successo dopo un mese (tre pari e sconfitta col Milan), di buon auspicio per la Supercoppa e per il prosieguo, per la Sampdoria è stata una vera e propria battuta d’arresto e  ci si consola solo pensando che il punto serve per sorpassare i cugini genoani, battuti a Torino.

Lazio sciupona al massimo.  Chi continua ancora a mangiarsi le dita dalla rabbia è la Lazio, in vantaggio, con pieno merito,  di due gol alla fine del primo tempo a S. Siro contro l’Inter, convinta forse dalla pochezza dell’avversaria, si è fatta raggiungere nella ripresa e poco c’é mancato che addirittura potesse perdere. La squadra di Mancini, invece, ha ancora mostrato i propri limiti (lo stesso Mancio ha dichiarato che servono rinforzi…) e solo una rabbiosa prova d’orgoglio ha evitato una pericola sconfitta.

Gli inseguitori degli inseguitori. Nell’arco di tre soli punti troviamo altre tre squadre, Genoa, Milan e Fiorentina, delle quali nessuna è stata capace di vincere,  e se il Milan può essere giustificato, nessuna attenuante, invece,  per il Genoa, alla seconda sconfitta, rimontato a Torino,  e ancora peggio per la Fiorentina incappata in un pareggio casalingo con un pimpante Empoli.  Ormai con ben sei squadre raggruppate in un esiguo spazio di tre punti possiamo affermare che circa un terzo delle contendenti punta all’ambitissimo terzo posto, per cui diventa indispensabile non perdere colpi.

Bassifondi.  Le ultime tre squadre della classifica, Cagliari, Cesena e Parma hanno, ancora una volta perso, allontanandosi ancora di più dal Chievo, sorprendentemente vincitore nel derby fuori casa col Verona, e dall’Atalanta che ha rimediato un punto dopo un pareggio di sei reti col Palermo che, vista la situazione di precarietà delle altre, costituisce un punto d’oro.

Team arbitrali ciechi o distratti.  Giornata campale per il settore arbitrale, considerati gli errori generalizzati su tutti i campi che sono stati veramente troppi e, quel che è peggio e impone di riflettere, causati, in alcuni casi,  anche dagli arbitri di linea, cioè proprio da quegli elementi che dovrebbero vedere e segnalare quello che il direttore di gara e i suoi assistenti non riescono a vedere per la loro distanza dalle azioni in piena area.  L’esempio più più lampante è stata la manata di De Jong in Roma-Milan che non poteva non essere vista da Massa, coadiutore di Rizzoli, a pochi metri e ben posizionato: perché il fallo da rigore non è stato segnalato all’arbitro mundial ?  Questo è stato uno di quei casi in cui il dubbio non è esistito,  talmente palese e chiaro è stato lo svolgimento dell’azione.

E, allora viene spontaneo chiedersi a cosa servano queste due figure a lato porta se non a farle viaggiare per l’Italia anche quando non arbitrano,  con gran dispendio economico. Speriamo che, anche nella fattispecie, non succeda ancora una volta, che l’errante arbitro di linea,  alla prossima giornata,  lo si riveda quale direttore di gara in campo, come se nulla fosse accaduto la giornata precedente, con il premiante, cospicuo,  rimborso spese in saccoccia di alcuni migliaia di euro.

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