Riforma elettorale, il Governo va sotto. Bocciati i ‘Senatori del Presidente’

Riforma elettorale, il Governo va sotto. Bocciati i ‘Senatori del Presidente’

In questi giorni non va tutto bene al Governo Renzi. Sondaggi a parte, che meriterebbero una seria riflessione nell’Esecutivo, anche la giornata di mercoledì è stata decisamente negativa, visto che alla Camera, in Commissione Affari Costituzionali, la maggioranza è andata sotto, malgrado il parere negativo del Governo, approvando un emendamento, con 22 voti favorevoli, 20 contrari e nonostante il parere negativo del governo, presentato dal deputato della minoranza Pd Giuseppe Lauricella, secondo il quale il futuro Senato dei 100 sarà composto esclusivamente da rappresentanti territoriali, senza senatori a vita di nomina presidenziale. Secondo la ricostruzione dell’Ansa è stato il voto, in dissenso dal suo gruppo, di Maurizio Bianconi, frondista di Forza Italia, quello decisivo per far andare sotto il governo sull’emendamento. Assieme all’esponente azzurro, hanno votato sì M5S, Sel, Ln e diversi deputati Pd: Bindi, D’Attorre, Agostini, Lattuca, Meloni, Pollastrini, Cuperlo, Lauricella. Andrea Giorgis (Pd) si è astenuto mentre il presidente della commissione, Sisto, ha votato contro. Il sì all’emendamento che elimina i senatori di nomina presidenziale dal ddl Riforme, approvato con parere contrario del governo, “è il segnale che sui punti che non sono centrali bisogna lasciare alla commissione la possibilità di discutere e decidere, dato che stiamo rispettando tutti il principio di non toccare i pilastri” della riforma. Così il deputato bersaniano Alfredo D’Attorre, che si dice convinto che un iter parlamentare sia il mezzo migliore per un percorso rapido.

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