Putin: cosa ha davvero detto in Conferenza stampa

Putin: cosa ha davvero detto in Conferenza stampa

Il presidente russo Vladimir Putin ha discusso di temi economici e di relazioni internazionali nel corso della decima conferenza stampa da quando è al potere in Russia. Putin ha risposto a 53 domande poste da 38 giornalisti russi e da 15 giornalisti internazionali, per più di 3 ore. Non vi sono stati limiti alle domande, e Putin ha sostanzialmente risposto ad ogni quesito. Riportiamo alcune delle risposte di Putin sui temi più caldi e decisivi dell’agenda politica internazionale. È probabile che alla luce delle cose dette in questa conferenza stampa, l’attuale presidente del Consiglio europeo, Matteo Renzi, ha affermato a Bruxelles, dinanzi ai capi della UE, che non è il caso di imporre altre sanzioni alla Russia.

La nuova guerra fredda

Per quanto riguarda l’addestramento e lo sviluppo delle nostre forze militari, la Russia, in una certa misura, ha contribuito alla tensione. Ma solo nel senso che stavamo proteggendo i nostri interessi in modo più fermo. Non siamo aggressivi. Le basi militari USA sono in tutto il mondo. E voi dite che NOI siamo aggressivi? Il budget del Pentagono è dieci volte superiore a quello russo. Siamo noi che portiamo la nostra struttura militare sempre più vicina ai confini di altri? Ciò che ci sentiamo dire è sempre “fatevi gli affari vostri”. Chi si è ritirato unilateralmente dal trattato ABM? Gli Stati Uniti. E ciò crea nuove minacce per noi. Crediamo di essere nel giusto sulla crisi ucraina.

La Banca centrale russa

La Banca Centrale russa ha la necessità di agire ‘un mezzo passo più velocemente’, anche se la Banca non è l’unica responsabile dell’attuale situazione economica del paese. Oggi la questione che si pone alla Banca centrale russa è abbassare o non abbassare i tassi di interesse, ed è necessario che lo si percepisca e si reagisca. Naturalmente, possiamo dimettere il capo della Banca Centrale Elvira Nabiullina, ma non si dimentichi che nella loro totalità le politiche sono corrette e che la Banca Centrale non è l’unica responsabile della situazione economica del paese. Governo e Banca Centrale devono coordinarsi, devono essere collegiali e prudenti, ma senza interferenze nella sfera di competenza di ciascuno. Tuttavia, dev’esserci coordinamento e deve esserci in fretta. Credo che Banca Centrale e Governo stiano prendendo le misure adeguate per la situazione. Ci sono interrogativi sulla tempistica delle misure. Ma nella loro totalità, le misure sono adeguate e la direzione è giusta. La situazione economica del paese ricomincerà a migliorare a partire dal primo quarto del 2015. La nostra economia dovrà diversificarsi. E continuerà a crescere. Possiamo essere certi che supereremo le difficoltà. Saremo più forti, nell’arena internazionale e nella economia globale. I prezzi delle fonti energetiche inevitabilmente cresceranno. Dobbiamo provvedere in modo definitivo al benessere del nostro popolo.

La crisi ucraina

Crediamo che la crisi dovrà essere risolta presto o tardi. Dev’essere risolta attraverso strumenti politici, non con le pressioni. Entrambe le parti devono battersi per raggiungere una soluzione. Tuttavia, aiuteremo la popolazione. Kiev deve rispettare il popolo che vive in Ucraina dell’est. Vanno ripresi e ristabiliti i legami economici. Ci è stato chiesto di fare pressione sul Donbas. Ma il carbone del Donbas non viene acquistato da Kiev perché sono state chiuse le banche. Non vedo altro modo, se non quello pacifico, di risolvere la crisi. Credo che Poroshenko sia concentrato sulla soluzione pacifica della crisi ucraina. Non ho dubbi su ciò. Ero uno di quelli che ha dato inizio ai negoziati di Minsk. Poroshenko vuole ottenere la soluzione della crisi. Devono essere scambiati prigionieri di guerra subito. La gente deve tornare alle proprie famiglie prima di Natale e Capodanno. Dev’esserci una dinamica positiva nella implementazione degli accordi di Kiev. Le autorità di Kiev devono mantenere le promesse. Ad esempio, la legge sull’amnistia, che non è stata ancora adottata. Dobbiamo renderci conto di una cosa, se l’Ucraina vuole preservare la sua integrità territoriale, deve rispettare tutti coloro che vivono nel paese.

Le relazioni con l’Occidente

Putin cita l’orso che osserva la Taiga. L’analogia era già presente le corso dell’11esimo meeting del Valdai International Discussion Club a Sochi. Forse, l’orso dovrebbe rilassarsi e regalare il suo miele? Forse solo allora lasceranno in pace l’orso. Ma loro vorrebbero incatenare l’orso. Se guidiamo noi i nostri territori, per loro non è corretto. Noi proteggiamo la nostra sovranità e la nostra indipendenza. Più del 25-30 per cento dei problemi che affrontiamo sono la conseguenza delle sanzioni.

Le relazioni con la Cina

La SCO (Shanghai Cooperation Organization, 2001) fu costituita come una struttura con il fine di risolvere le questioni di confine dopo la dissoluzione dell’URSS. Fortunatamente, tutte le questioni sono state risolte con successo. Questa struttura ha trasformato i suoi confini in nuovi domini. Questa organizzazione è richiesta. C’è un interesse a lavorare assieme. India, Pakistan, e altri paesi hanno espresso il desiderio di unirsi alla SCO. Stiamo considerando le loro candidature. La Cina è il nostro principale partner commerciale. Facciamo passi avanti nella direzione della diversificazione e della intensificazione del commercio con la Cina. Espandiamo la condivisione delle nuove tecnologie. Partecipiamo a progetti congiunti nelle sfere dell’aviazione, dello spazio e di altre promettenti dimensioni. Abbiamo interessi coincidenti nell’arena internazionale. Cooperiamo in modo ravvicinato nelle Nazioni Unite e nel Consiglio di Sicurezza, al fine di stabilizzare la situazione mondiale.

Vecchi e nuovi muri

I nostri partner hanno deciso che erano loro i vincitori e non si sono fermati. Non si sono fermati nella costruzione di nuovi muri, nonostante i tentativi di cooperare in Europa e nel mondo. Il modo migliore è di dare avvio ad un solo spazio di sicurezza comune e di libertà economica.

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